• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06024 PESCO, D'ANGELO, LANZI, PUGLIA, NATURALE, VANIN, L'ABBATE, MAUTONE, QUARTO, MANTOVANI, ENDRIZZI, SANTILLO, MARINELLO, TRENTACOSTE - Ai Ministri della transizione ecologica e delle politiche...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06024 presentata da DANIELE PESCO
martedì 21 settembre 2021, seduta n.361

PESCO, D'ANGELO, LANZI, PUGLIA, NATURALE, VANIN, L'ABBATE, MAUTONE, QUARTO, MANTOVANI, ENDRIZZI, SANTILLO, MARINELLO, TRENTACOSTE - Ai Ministri della transizione ecologica e delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:

il 24 maggio 2021, la Procura di Brescia, avvalendosi delle indagini condotte dai Carabinieri forestali, ha disposto il sequestro di 3 stabilimenti industriali della WTE, una società che si occupa di impianti per la gestione di rifiuti e produce sostanze per l'agricoltura, contestando le modalità di trattamento degli scarti solidi o liquidi da impianti di depurazione delle acque reflue urbane e industriali, per realizzare gessi di defecazione, usati come fertilizzanti, ipotizzando anche l'utilizzo di acido solforico derivante dal recupero di batterie esauste;

tra il 2018 e il 2019 sarebbero stati sparsi 150.000 tonnellate di fanghi tossici, provenienti dall'azienda bresciana WTE, su 3.000 ettari di terreni di 176 aziende agricole, coinvolgendo 78 comuni in 12 province di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna;

ha destato particolare scalpore la diffusione di un estratto delle intercettazioni in cui uno degli indagati dichiarava "io ogni tanto ci penso, cioè, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi";

la Regione Lombardia, con legge regionale 6 agosto 2021, n. 15, ha previsto che, al fine di salvaguardare la qualità delle produzioni agricole o anche dei suoli e prevenire l'insorgere di fenomeni o processi di degrado e di inquinamento ambientale, nonché a tutela della salute, i fanghi impiegabili per la produzione dei gessi di defecazione o dei carbonati di calcio da defecazione per il relativo utilizzo sui suoli della regione sono quelli idonei all'utilizzo agronomico e conformi agli standard ai sensi della normativa statale e della specifica disciplina regionale attuativa di riferimento (articolo 15, comma 1), nonché, in applicazione del principio di precauzione nell'azione in materia ambientale e nelle more della revisione del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99 (Attuazione della direttiva n. 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura), all'utilizzo del "gesso di defecazione da fanghi", secondo quanto previsto dalla scheda prodotto n. 23 dell'allegato 3, punto 2.1, del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75 (Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88), si applicano le regole di tracciabilità, di cui agli articoli 9, comma 3, 13 e 15 del citato decreto legislativo n. 99 del 1992, previste per l'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura (articolo 15, comma 2);

considerato che, secondo quanto riportato nell'articolo "Gessi, Roma impugna la legge regionale sul trattamento" apparso sul "Giornale di Brescia" del 13 settembre, il capo dell'ufficio legislativo del Ministero della transizione ecologica avrebbe preannunciato alla Regione Lombardia l'intenzione di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale l'articolo 15 della legge regionale n. 15 del 2021, in quanto contrarie alle disposizioni di legge nazionali e in considerazione dell'esclusività della competenza statale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema;

ritenuto che:

come sostiene anche Legambiente, sebbene l'uso in agricoltura dei gessi, risultanti dal trattamento dei fanghi di depurazione, sia ammesso per legge, è necessaria una revisione della normativa che permetta alle agenzie regionali più controlli, in ottica di salvaguardare i suoli agricoli e di conseguenza la salute dei consumatori e l'ambiente;

la Regione Lombardia, responsabile della salute dei propri cittadini, a giudizio degli interroganti si è trovata costretta a sostituirsi allo Stato, con un provvedimento di natura temporanea, onde evitare un ulteriore aggravamento della situazione vista l'inerzia statale,

si chiede di sapere:

se realmente i Ministri in indirizzo abbiano intenzione di richiedere in Consiglio dei ministri di impugnare l'articolo 15 della legge regionale n. 15 del 2021;

se non ritengano, invece, più utile attivarsi immediatamente per rivedere la normativa in modo tale da assicurare che si interrompa definitivamente ogni pratica illecita di smaltimento mascherato di rifiuti tossici a tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e della salute umana.

(4-06024)