• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/05978 DI MICCO, MORONESE, GIANNUZZI, LANNUTTI, CRUCIOLI, ORTIS, GRANATO, LEZZI, BOTTO, LA MURA, VANIN, TRENTACOSTE - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05978 presentata da FABIO DI MICCO
martedì 14 settembre 2021, seduta n.358

DI MICCO, MORONESE, GIANNUZZI, LANNUTTI, CRUCIOLI, ORTIS, GRANATO, LEZZI, BOTTO, LA MURA, VANIN, TRENTACOSTE - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

ad ottobre 2019 Jabil Circuit Italia Srl, filiale italiana di Jabil Circuit Inc, multinazionale americana attiva nel settore della manifattura elettronica, aveva presentato come ulteriore azienda interessata ad assumere una parte degli addetti Jabil in esubero il gruppo sardo Orefice, che produce gruppi elettrogeni, ed aveva manifestato interesse ad aprire uno stabilimento a Marcianise (Caserta) con l'assunzione di 60 addetti. Nei primi mesi del 2020 la Jabil, con una nota, comunicava quanto segue: "È possibile risolvere il problema dei licenziamenti e assicurare immediatamente una nuova opportunità di lavoro in zona a tutti i dipendenti in esubero di Jabil. A tutti i dipendenti è stata data l'opportunità di accettare nuovi posti di lavoro in 44 imprese locali che sono state coinvolte in questo processo";

23 lavoratori, scegliendo la ricollocazione presso altre aziende, furono assunti dalla società Orefice Generators Srl. Nelle lettere di impegno alle assunzioni, risalenti a fine marzo 2020, si evince l'impegno assunto dalla società ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato, con contratto full time "efficace e vincolante", che sarebbe diventato effettivo dalla data 25 maggio 2020, qualora il lavoratore avesse accettato la proposta, che aveva validità fino al 24 aprile 2020. Da allora però i lavoratori non hanno mai cominciato effettivamente a lavorare; tutti gli ex Jabil hanno continuato a vivere nel "limbo" della cassa integrazione, e Orefice, a marzo 2021, ancora non rendeva noto come intendeva concretamente riutilizzarli;

negli accordi ministeriali era previsto il divieto di licenziamento; inoltre era palesato da parte del gruppo Orefice l'impegno al che la garanzia occupazionale fosse sul territorio di Marcianise, in subordine della Campania. Inoltre la società non ha indicato allo stato quale e di che tipo sarebbe il fantomatico sito produttivo in cui sarebbero collocati i 23 lavoratori, dunque risulta ostico comprendere perché, con gli investimenti recepiti da Jabil, non si possa realizzare il medesimo sito in Campania (coerentemente con gli accordi presi) e invece si possa farlo in Sardegna;

pur avendo incassato ingenti somme dalla Jabil per la ricollocazione dei lavoratori in esubero, infatti, la Orefice Generators non ha mai chiarito i piani di riutilizzazione degli ex Jabil al punto che i progetti dell'azienda, come recita una nota delle sigle dei metalmeccanici (Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm e Failms), "offrono più ombre che luci, sebbene fossero stati stipulati nelle sedi istituzionali, sia nazionali che regionali";

considerato che, sempre per quanto risulta:

già da marzo 2021 le organizzazioni sindacali avevano chiesto al Governo Draghi, e nello specifico al Ministro dello sviluppo economico, di riaprire il tavolo al Ministero, attuando un presidio davanti alla prefettura di Caserta per portare all'attenzione le criticità della situazione in atto; in data 8 giugno, in una lettera di richiesta di incontro urgente alla Regione Campania, indirizzata all'assessore per il l lavoro e le attività produttive, le associazioni sindacali ribadivano che le attività dichiarate dalla società Orefice Generators, in sede ministeriale, non erano ancora partite e che le 23 unità assorbite da Jabil, che avrebbero dovuto essere impiegate da maggio 2020, erano poste in cassa integrazione a zero ore;

in data 18 giugno, durante un incontro telematico svolto con Confindustria Napoli, il gruppo Orefice annunciava la decisione di rinunciare a realizzare il progetto industriale per i 23 lavoratori ex Jabil: una scelta gravissima, ancor più alla luce del fatto che Orefice Generators si propose volontariamente nel percorso di ricollocazione dei lavoratori, presentando nelle sedi istituzionali il proprio progetto finalizzato ad una svolta occupazionale:

in data 23 giugno il primo firmatario presentava un'interrogazione (4-05699) in cui chiedeva, insieme ad altri colleghi senatori, al Ministro dello sviluppo economico se non intendesse, in ordine: riaprire il tavolo per la vertenza Jabil, mettendo in atto tutti gli strumenti per fare in modo che Orefice Srl, così come anche Softlab e Jabil, onorassero gli impegni presi in sede istituzionale; intervenire inducendo Orefice Generators a revocare la sua decisione, alla luce del fatto che non solo aveva percepito delle ingenti somme profuse da Jabil per la ricollocazione dei lavoratori ma che ha anche usufruito della cassa integrazione straordinaria messa in campo dal Governo a tutela delle aziende; coinvolgere la Regione Campania in un serio programma di monitoraggio dei processi di reindustrializzazione, che hanno generato contratti di lavoro attrattivi per i lavoratori proprio in virtù delle garanzie che dovrebbero rappresentare gli organi istituzionali. All'interrogazione non è pervenuta risposta;

rilevato che:

lunedì 6 settembre con una semplice e-mail l'azienda ha comunicato il trasferimento di tutti i 23 lavoratori del sito di Caserta in Sardegna, annunciando la chiusura del sito campano;

come scrivono le sigle sindacali in un loro comunicato del 7 settembre: "Ad oggi, dopo varie rassicurazioni da parte dell'assessore regionale Marchiello e varie lettere inviate al Mise, al vice Ministro Todde e a Jabil, nessuno è stato in grado di richiamare Orefice Generators alle proprie responsabilità ed al rispetto degli accordi",

si chiede di sapere:

se e come i Ministri intendano attivarsi per fare luce su quanto accaduto;

se non ritengano necessario intervenire per evitare che si continuino a regalare soldi alle aziende senza avere conferma degli investimenti in una continua desertificazione industriale del territorio di Caserta;

se siano in atto iniziative volte a prestare attenzione alle finte reindustrializzazioni da parte di aziende che utilizzano incentivi pubblici e privati e poi alla fine abbandonano i territori quando il loro atto speculativo è ormai irreversibile;

se e come intendano attivarsi per la tutela dei diritti dei lavoratori vittime di questo sopruso predatorio.

(4-05978)