• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05989 PARAGONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del turismo e dello sviluppo economico. - Premesso che: il 12 dicembre 2006 il Parlamento e il Consiglio europeo hanno...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05989 presentata da GIANLUIGI PARAGONE
martedì 14 settembre 2021, seduta n.358

PARAGONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del turismo e dello sviluppo economico. - Premesso che:

il 12 dicembre 2006 il Parlamento e il Consiglio europeo hanno adottato la direttiva 123/60/CE nota come "direttiva Bolkestein", nata per assicurare la libera circolazione dei servizi, come disposto dall'art. 1.1: "La presente direttiva stabilisce le disposizioni generali che permettono di agevolare l'esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori nonché la libera circolazione dei servizi, assicurando nel contempo un elevato livello di qualità dei servizi stessi", intendendo per "servizi" "qualsiasi attività economica non salariata di cui all'articolo 50 del trattato fornita normalmente dietro retribuzione" (art. 4, n. 1);

in base a quanto disposto dall'art. 12, gli spazi occupati dagli stabilimenti balneari dovrebbero essere messi a gara al momento della scadenza delle concessioni, con divieto di rinnovo automatico;

l'Italia ha recepito la direttiva Bolkestein, che non ha carattere self executing, con decreto legislativo n. 59 del 2010;

nelle more di una riforma complessiva sul demanio marino, il termine di durata delle concessioni con finalità turistico-ricreative, fissato al 31 dicembre 2015, dall'art. 1, comma 18, del decreto-legge n. 194 del 2009, è stato più volte prorogato con successivi interventi normativi e la legge n. 145 del 2018, art. 1, commi 682, 683 e 684, ne ha disposto l'estensione per 15 anni, quindi fino al 1° gennaio 2034. Il termine è stato poi confermato dal legislatore con il decreto-legge n. 34 del 2020;

a dicembre 2020 l'Unione europea ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per contrasto fra la legge n. 145 del 2018 e la direttiva 2006/123/CE, poiché la normativa italiana in materia creerebbe "incertezza giuridica per i servizi turistici balneari, scoraggi gli investimenti in un settore fondamentale per l'economia italiana e già duramente colpito dalla pandemia di coronavirus, causando nel contempo una perdita di reddito potenzialmente significativa per le autorità locali italiane";

con sentenza n. 981 del 29 giugno 2021, la prima sezione del TAR Lecce ha respinto il ricorso dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato proposto per l'annullamento degli atti con i quali il Comune di Manduria (Lecce), in applicazione della legge n. 145 del 2018, aveva disposto l'estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033, affermando, peraltro, che "appare evidente (?) che la direttiva servizi non risulti immediatamente applicabile proprio con riferimento alla disciplina positiva, atteso che la stessa richiede allo stato nazionale di completare le astratte previsioni della direttiva con norme di dettaglio e disposizioni attuative. Così ad esempio, con riferimento a procedure di gara ad evidenza pubblica caratterizzate anzitutto da trasparenza, appare evidente l'esigenza di definire una normativa di attuazione uniforme per l'intero territorio nazionale, in ordine al tipo d gara, al criterio di selezione, alle forme di pubblicità, ai requisiti soggettivi di partecipazione, alla durata della concessione ecc";

considerato che ai sensi dell'art. 822 del codice civile "appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale" e che, per definizione, il demanio è il complesso dei beni appartenenti allo Stato o ad enti pubblici territoriali e destinati all'uso diretto o indiretto dei cittadini, a parere dell'interrogante le concessioni demaniali non avrebbero dovuto essere interessate dalle disposizioni della direttiva Bolkestein,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda avviare una riforma del sistema delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, e in che tempi, che salvaguardi il sistema economico e turistico del Paese anche da ingerenze transfrontaliere;

se intenda intervenire a livello europeo al fine di escludere le concessioni demaniali dal contenuto della direttiva;

se corrisponda al vero la notizia che il Governo sarebbe intenzionato a regolamentare le concessioni demaniali marittime con la legge annuale per la concorrenza, con il chiaro intento di avviare procedimenti a evidenza pubblica disattendendo quanto previsto dalla legge n. 145 del 2018.

(4-05989)