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Atto a cui si riferisce:
C.5/06663 (5-06663)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 15 settembre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione XI (Lavoro)
5-06663

  Gli onorevoli interroganti pongono l'attenzione sulla grave crisi aziendale della società Caffarel Spa, facente parte del Gruppo Lindt & Sprungli.
  A partire dal mese di aprile 2020, la società ha richiesto i trattamenti di cassa integrazione salariale, utilizzando la specifica causale legata all'emergenza sanitaria.
  Con il decreto della competente Direzione del Ministero del lavoro del 28 luglio 2021 è stato approvato, relativamente al periodo dal 12 luglio 2021 all'11 luglio 2022, il programma per crisi aziendale della Caffarel Spa ed è stata autorizzata, per il medesimo periodo, la corresponsione del trattamento straordinario di integrazione salariale in favore di 312 lavoratori impiegati presso l'unità di Luserna San Giovanni (TO).
  Come riferito dalla regione Piemonte, Caffarel spa ha evidenziato che la decisione di ricorrere alla Cassa integrazione guadagni è maturata a seguito di cause molteplici, quali una perdurante crisi strutturale del canale di distribuzione, le modifiche in atto nel canale tradizionale, che, dal verificarsi dell'evento pandemico, ha subito la chiusura di circa 4.000 esercizi commerciali, vale a dire circa il 30 per cento dei punti vendita serviti da Caffarel, nonché il calo di notorietà spontanea del marchio e il peso dei costi aziendali fissi troppo elevati.
  L'esubero dichiarato ammonta a 90 unità (45 in produzione con qualifica operaia e 45 con qualifica impiegatizia).
  Tra la società Caffarel e le organizzazioni sindacali si sono tenuti vari incontri nel mese di giugno scorso, per analizzare congiuntamente l'andamento economico e di mercato, nonché la problematica relativa alle eccedenze di personale, allo scopo di fronteggiare in modo adeguato la situazione e di superare l'attuale stato di crisi strutturale.
  Nel corso dei dodici mesi di CIG, è previsto un piano di risanamento di cui i punti salienti riguardano la semplificazione delle modalità di produzione e di confezionamento, la ricerca di partners commerciali interessati alla creazione di sinergie e co-marketing, la ricerca di un nuovo investitore e la formazione per la riqualificazione del personale.
  Infine, le parti hanno convenuto che il problema occupazionale relativo alla gestione dei novanta esuberi potrà essere risolto attraverso il ricorso a soluzioni non traumatiche.
  Al fine di agevolare il personale in eccedenza nell'individuazione di una nuova sistemazione lavorativa, le Parti hanno sottoscritto l'accordo di ricollocazione, ai sensi dell'articolo 24-bis del decreto n. 148 del 2015, prevedendo la possibilità da parte dei lavoratori rientranti negli ambiti e profili professionali in esubero la possibilità di richiedere l'attribuzione dell'assegno di ricollocazione.
  Sono previsti incontri mensili tra azienda e le RSU per esaminare l'andamento complessivo della CIGS e degli strumenti concordati.
  Assicuro l'attenzione del Ministero del lavoro e la mia personale disponibilità a seguire attentamente l'evoluzione della vicenda, anche al fine di sostenere – d'intesa con il competente Ministero dello sviluppo economico – tutte opportune iniziative di mediazione, qualora richieste dalle parti, che possano contribuire a salvaguardare i livelli occupazionali di questa storica, prestigiosa azienda ed evitare pesanti ricadute sul tessuto produttivo e sociale circostante.