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Atto a cui si riferisce:
C.5/06006 (5-06006)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 8 settembre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione XI (Lavoro)
5-06006

  L'atto di sindacato ispettivo richiama l'attenzione sulla grave crisi che attraversa il comparto dell'artigianato, che come noto, è uno dei settori che ha subito maggiormente gli effetti economici determinati dall'emergenza sanitaria. Le imprese artigiane, presenti soprattutto nei settori dell'industria manifatturiera e delle costruzioni, secondo i più recenti dati ISTAT, tra il 2019 e il 2020 sono diminuiti dell'1,4 per cento.
  Con particolare riferimento alla situazione della regione Toscana, richiamata dall'onorevole interrogante, i dati diffusi dalla regione evidenziano, negli ultimi trimestri, una maggiore e diffusa vulnerabilità del sistema produttivo toscano, essendo cresciuto il rischio di inattivazione, specie per le imprese di minore dimensione.
  I settori che più hanno sofferto delle restrizioni indotte dalla pandemia sono il made in Italy per l'industria (in particolare, l'industria della pelle, del tessile, dell'abbigliamento e dell'oreficeria) e i servizi turistici e il commercio al dettaglio per il settore del terziario. L'eterogeneità degli effetti settoriali determina un impatto differenziato sul territorio, con un forte arretramento della domanda di lavoro nelle città e nei borghi turistici e nei distretti della moda.
  Il blocco dei licenziamenti ha protetto soprattutto il lavoro a tempo determinato. Sono state le categorie più fragili dei lavoratori a soffrire di più gli effetti della crisi: giovani, donne, lavoratori flessibili, lavoratori manuali e lavoratori autonomi hanno subito le conseguenze della contrazione delle attività economiche, soprattutto in termini di minori opportunità di impiego.
  Per fare fronte all'emergenza, l'intervento del Governo si è mosso lungo due direttrici: da un lato, il sostegno ai lavoratori, subordinati ed autonomi, attraverso il blocco dei licenziamenti, i trattamenti straordinari di integrazione salariale, gli esoneri contributivi e le indennità di protezione sociale, dall'altro il sostegno alle imprese e agli operatori economici attraverso la garanzia del credito, i ristori, i crediti di imposta, i contributi a fondo perduto.
  In particolare, con il decreto-legge n. 73 del 2021, cosiddetto, «Sostegni bis» è stato previsto il differimento dei termini dei versamenti contributivi dei soggetti iscritti alle gestioni autonome speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, nonché il differimento dei termini per la verifica della regolarità contributiva dei lavoratori autonomi e dei professionisti ai fini dell'esonero di cui all'articolo 1, commi da 20 a 22-bis, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.
  Per quanto riguarda le misure di sostegno al reddito specificamente rivolte al settore dell'artigianato, l'articolo 1, comma 303, della legge di bilancio 2021 e successivamente l'articolo 8, comma 7, del decreto-legge n. 41 del 2021 cosiddetto «Sostegni», hanno previsto l'assegnazione di complessivi 2 miliardi di euro ai Fondi di solidarietà bilaterali alternativi.
  Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al fine di garantire le prestazioni di integrazione salariale, ha adottato il 24 giugno due decreti interministeriali, con i quali sono state assegnate quote delle risorse del Fondo di solidarietà bilaterale alternativo (FSBA).
  A seguito della registrazione da parte della Corte dei conti dei due decreti interministeriali nn. 4 e 5 del 2021, sono già stati assegnati circa 600 milioni di euro, dei quali, con i decreti direttoriali nn. 6 e 7 del 22 luglio 2021, sono stati già trasferiti ai predetti Fondi circa 200 milioni.
  Rammento che i trasferimenti delle risorse sono stati effettuati sulla scorta delle rendicontazioni delle prestazioni autorizzate, inviate dal Fondo e asseverate dall'organo di controllo.
  Certamente il settore dell'artigianato, che rappresenta un'asse strategico per il sistema economico nazionale e un'eccellenza del territorio toscano, è meritevole di un'attenzione particolare e di misure specifiche che consentano a tale comparto di far fronte alle trasformazioni produttive in atto e all'oggettiva instabilità del mercato del mercato del lavoro.
  A tal fine i principi guida della riforma ammortizzatori sociali – presentata alle parti sociali prima della pausa estiva – prevedono l'estensione, secondo criteri di equità e universalità, delle misure di integrazione del reddito a tutti i lavoratori subordinati e al lavoro autonomo, il rafforzamento delle tutele di malattia e di maternità e il collegamento strutturale degli interventi di sostegno al reddito con le politiche attive del lavoro autonomo.
  In particolare, per quanto riguarda il settore dell'artigianato, ferme restando le prerogative vigenti dei fondi di solidarietà bilaterali, sarà assicurata la copertura dei Fondi bilaterali anche ai datori di lavoro che occupano da 1 a 5 dipendenti e sarà chiarito il principio dell'obbligatorietà della contribuzione per i fondi bilaterali alternativi.