• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10156 (4-10156)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10156presentato daLONGO Faustotesto diMartedì 7 settembre 2021, seduta n. 559

   LONGO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   negli ultimi mesi, anche Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, ha lanciato l'allarme sulla concreta possibilità che le mafie approfittino della grave crisi imprenditoriale aperta dalla pandemia nel nostro Paese;

   tra i settori più colpiti, per l'impossibilità di sostenere spese elevate (canoni di locazione in primis), figurano (e figureranno nel prossimo futuro) ristorazione e turismo;

   ad oggi, le inchieste condotte nelle Direzioni investigative antimafia di tutta Italia non fanno che confermare l'aggravarsi di un rapporto pericoloso, sempre esistito, tra mafia e ristorazione, con la prima che individua nella seconda un'ottima opportunità per riciclare denaro sporco;

   nel maggio 2021, Coldiretti pubblicava i dati del rapporto Agromafie, fotografando l'immagine di un'Italia in cui 5 mila ristoranti sono in mano alla criminalità, con «l'agroalimentare diventato una delle aree prioritarie di investimento della malavita», per un giro di affari del valore di 24,5 miliardi di euro;

   il blitz portato a termine in data 29 settembre 2020 dai Carabinieri del Nucleo investigativo su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Roma è un ottimo esempio di quanto estese siano le mire della criminalità, sul settore della ristorazione. L'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in 14 ristoranti della capitale è solo l'ultimo atto di un'indagine avviata nel 2017, con l'obiettivo di sgominare un complesso sistema di riciclaggio del denaro. Gli accertamenti avrebbero, infatti, dato la conferma (supportata da intercettazioni che fanno rabbrividire, con gli imprenditori vittime di estorsione prostrati dal timore di rimetterci la vita) che i clan gestiscono attraverso dei prestanome diverse attività commerciali a Roma;

   la criminalità organizzata – precisa la Coldiretti –, approfittando delle difficoltà, penetra in modo massiccio e capillare nell'economia legale, ricattando con l'usura o acquisendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi in Italia e all'estero. Nella filiera agroalimentare pesa la crisi di liquidità generata dall'emergenza coronavirus in molte strutture economiche che sono divenute più vulnerabili ai ricatti e all'usura, da bar e trattorie, ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda fino alle pizzerie;

   in questo modo, la malavita si appropria di vasti comparti dell'agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l'imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l'effetto indiretto di minare profondamente l'immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy –:

   se i Ministri interrogati, per quanto di competenza, non ritengano di dover mettere in atto tutte le iniziative di competenza necessarie per contrastare con efficacia la crescente penetrazione della criminalità organizzata nel settore della ristorazione della Capitale.
(4-10156)