• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.3/02472    l'emergenza pandemica è intervenuta sui processi di graduale adozione del lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni attraverso una sua diffusione inedita e forzata. Nelle fasi più...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02472presentato daPRESTIGIACOMO Stefaniatesto presentato Martedì 7 settembre 2021 modificato Mercoledì 8 settembre 2021, seduta n. 560

   PRESTIGIACOMO, OCCHIUTO, ZANGRILLO, POLVERINI, FATUZZO, CANNATELLI, MUSELLA, ROTONDI e D'ATTIS. — Al Ministro per la pubblica amministrazione . — Per sapere – premesso che:
   l'emergenza pandemica è intervenuta sui processi di graduale adozione del lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni attraverso una sua diffusione inedita e forzata. Nelle fasi più acute del lockdown, lo smart working è infatti passato dall'essere una delle modalità possibili e da incentivare ad essere «modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa», garantendo così la continuità di lavoro in sicurezza per i dipendenti e, di conseguenza e per quanto possibile, la continuità dei servizi erogati;
   nonostante non siano mancate esperienze virtuose e soddisfacenti di lavoro agile anche nel periodo dell'emergenza, non si può non rilevare come, a fronte della preminente esigenza di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e della collettività contro il rischio di contagio, siano rimaste in secondo piano le finalità proprie dello strumento: quella di miglioramento della conciliazione vita-lavoro e quella di aumento della produttività. È chiaro che il conseguimento di tali finalità presuppone dei processi organizzativi e gestionali di definizione del modello di lavoro agile adeguati al contesto di riferimento. Quello che si è sperimentato non può certo definirsi lavoro agile secondo l'inquadramento normativo ordinario: non è gestito da nessuna piattaforma informatica certificata e non è regolato da nessuna norma contrattuale (tant’è che le amministrazioni hanno applicato alcuni istituti economici in maniera non uniforme);
   l'evidente quadro di «luci e ombre» dell'esperienza del lavoro agile emergenziale interroga, quindi, sulle sue prospettive di sviluppo futuro tanto nel breve periodo, in ragione della nuova fase dell'esperienza pandemica, quanto in un periodo di medio o lungo termine rispetto alla trasformazione del lavoro pubblico;
   in questo senso, all'interno del Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, sottoscritto da Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro interrogato e segretari di Cgil, Cisl e Uil, le parti hanno già avuto modo di condividere l'esigenza di individuare quale via per la definizione del piano di sviluppo del lavoro agile nella pubblica amministrazione quella della contrattazione collettiva, per definire «una disciplina che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l'orientamento ai risultati, concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni, consentendo, ad un tempo, il miglioramento dei servizi pubblici e dell'equilibrio fra vita professionale e vita privata», così riaffermando la duplice finalità dello strumento che si integra con la specifica attenzione ai servizi offerti all'utenza –:
   quali iniziative intenda intraprendere per operare un necessario cambiamento dei modelli organizzativi e della cultura del lavoro nella pubblica amministrazione, in linea con quelle condizioni di fiducia, autonomia, responsabilità e flessibilità proprie dello smart working e delle analoghe modalità di lavoro che si diffondono a livello internazionale, anche attraverso il coinvolgimento delle parti sociali. (3-02472)