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Atto a cui si riferisce:
S.1/00412 premesso che: a seguito della riforma delle banche di credito cooperativo compiutasi ad opera del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, tali istituti sono stati sottoposti ad un obbligo...



Atto Senato

Mozione 1-00412 presentata da MAURO MARIA MARINO
giovedì 5 agosto 2021, seduta n.356

MARINO, CUCCA, FARAONE, GARAVINI, GINETTI, GRIMANI, SBROLLINI, VONO - Il Senato,

premesso che:

a seguito della riforma delle banche di credito cooperativo compiutasi ad opera del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, tali istituti sono stati sottoposti ad un obbligo di adesione ai gruppi bancari cooperativi (GBC), poi costituiti nel 2019 e facenti capo al gruppo Iccrea e a Cassa centrale banca, cui aderiscono rispettivamente 130 e 77 banche di credito cooperativo;

conseguenza di tale riorganizzazione è stato il superamento della soglia degli attivi di 30 miliardi di euro, per cui le BCC sono divenute istituti di credito significant ai sensi del regolamento (UE) n. 468/2014 e, pertanto, sono sottoposte alla vigilanza della Banca centrale europea e non più a quella della Banca d'Italia;

la vigilanza della BCE, nonché la sua competenza nella gestione di eventuali crisi, rischia di condurre ad un'omologazione delle BCC al modello bancario con vincoli pensati per altre tipologie di istituti di credito;

i requisiti prudenziali stringenti previsti dalla legislazione europea, infatti, espongono le BCC a dei rischi che risultano essere eccessivi, ovvero non adeguati all'originale forma organizzativa di tali istituti di credito, essendo questi delle banche istituite in forma di cooperative locali, espressione diretta delle comunità, che, perseguendo principalmente delle finalità mutualistiche, permettono l'erogazione di liquidità sul territorio, e quindi promuovono la crescita e lo sviluppo economico delle comunità di riferimento;

l'emergenza da COVID-19 ha fatto emergere il ruolo essenziale delle BCC, le quali hanno contribuito largamente a sostenere le comunità, le famiglie e le imprese, concedendo, tra l'altro, delle moratorie che ammontano a circa 40 miliardi di euro nonché 12 miliardi in crediti garantiti;

allo stesso tempo, l'erogazione di tali strumenti di sostegno ad opera delle BCC ha evidenziato il pericolo finanziario che le stesse e i loro soci corrono all'interno del "sistema BCE", come rilevato nella relazione di novembre 2020 del COPASIR, in cui è stato illustrato come, anche causa delle norme europee operanti sulle BCC, ci sarebbe stato un elevato rischio di stretta del credito per le piccole imprese;

considerato che negli anni il tema è stato oggetto ricorrente di discussioni parlamentari, nonché di impegni governativi, l'ultimo dei quali risale al mese di ottobre 2020, quando il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, durante l'assemblea di Confcooperative, ha dichiarato un serio impegno del Governo finalizzato a mettere a punto le criticità della normativa vigente, nonché a lavorare, anche in sede europea, affinché esse possano essere superate,

impegna il Governo, durante i prossimi incontri istituzionali in sede europea, a concretizzare gli impegni assunti dai precedenti Esecutivi, lavorando all'individuazione di modifiche legislative che, preservando il sistema dei gruppi bancari cooperativi, concorrano a delineare un quadro di diritto bancario UE che riconosca la forma giuridica assunta dalle banche di credito cooperativo e, pertanto, meglio risponda alle importanti finalità perseguite da tali istituti di credito.

(1-00412)