• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10043 (4-10043)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10043presentato daFUSACCHIA Alessandrotesto diGiovedì 5 agosto 2021, seduta n. 555

   FUSACCHIA, CECCONI, FIORAMONTI, MURONI e LOMBARDO. — Al Ministro dell'università e della ricerca, al Ministro dell'istruzione. — Per sapere – premesso che:

   in passato, si è assistito a una sproporzione tra i posti per i tfa (tirocini formativi attivi) sostegno attivati dalle università e quelli necessari a coprire il fabbisogno nelle scuole. Nel decidere la quantità di posti da assegnare ai singoli corsi di specializzazione, infatti, si creava una grave sperequazione nella distribuzione locale, che non teneva conto delle reali necessità di docenti di sostegno in ogni regione e creava invece una notevole inflazione del titolo di specializzazione in alcune regioni, con una conseguente perdita di valore dello stesso;

   tale situazione veniva riconosciuta anche dal Consiglio di Stato, che, con la sentenza n. 3655/21 del 10 maggio 2021, ha appurato gli errori commessi in occasione dell'ultimo Tfa sostegno, stabilendo che, in occasione del prossimo Tfa specializzante (il VI), gli atenei devono rispettare il fabbisogno territoriale di docenti di sostegno nella determinazione dei posti da mettere a bando;

   a titolo di esempio, in Piemonte, il fabbisogno di insegnanti da specializzare nel 2018 ammontava a 4.657 posti, ma nell'ultimo ciclo di Tfa sono stati autorizzati solo 200 posti. In Emilia-Romagna il fabbisogno di insegnanti da specializzare ammontava a 4.860 posti (oggi sono diventati 6.000), ma nell'ultimo ciclo di Tfa ne sono stati autorizzati solo 320;

   appare chiaro come sia mancata la necessaria preventiva consultazione tra le università e gli uffici scolastici regionali in merito ai fabbisogni di personale da specializzare per le attività didattiche di sostegno, portando a una distribuzione dei posti da assegnare ai singoli corsi di specializzazione che non tiene conto delle reali esigenze del territorio;

   in data 6 luglio 2021 il Ministero dell'università e della ricerca emanava il decreto n. 755 del 6 luglio per l'attivazione del VI ciclo del Tfa sostegno, senza, di nuovo, tenere conto, ad avviso dell'interrogante, delle reali esigenze del territorio. Infatti, risultano essere oltre 4.000 i posti attivati nelle università del Lazio contro i circa 400 in tutta la Lombardia. Questo comporterà senza dubbio un surplus di specializzati nelle Gps delle province del Lazio, ad esempio, mentre al Nord rimarrà una carenza di specializzati e molte persone, dunque, dopo essersi specializzate, neanche potranno lavorare su supplenza;

   l'emendamento Angrisani, approvato lo scorso anno proprio in relazione ai tfa sostegno, esonerando dalla prova preselettiva del tfa (di gran lunga la più difficile e selettiva) chi ha tre anni di servizio specifici sul sostegno, consentirà inoltre a migliaia di persone di acquisire la specializzazione con grande facilità, superando nella graduatoria provinciale per le supplenze chi ha invece superato tutte le prove d'accesso al tfa ma non ha anni di servizio maturati senza possedere il titolo di specializzazione –:

   come il Governo intenda garantire una preventiva consultazione delle università e degli uffici scolastici regionali in merito ai fabbisogni di personale da specializzare per le attività didattiche di sostegno;

   quali iniziative il Governo stia intraprendendo per risolvere il problema della sperequazione territoriale in occasione del VI ciclo di tfa specializzante;

   se e quali modifiche il Governo stia prevedendo di promuovere relativamente agli ordini di assegnazione di dette supplenze, per esempio diversificando in base all'anno di conseguimento del titolo di specializzazione, come già avviene per gli abilitati sulla materia, per garantire un'auspicabile continuità didattica.
(4-10043)