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Atto a cui si riferisce:
C.5/06470 (5-06470)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 28 luglio 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-06470

  La cittadina italo-marocchina Ikram Nzihi, nata a Vimercate in provincia di Milano il 6 maggio 1998 e attualmente residente ad Avignone, è stata condannata in primo grado per offese alla religione a tre anni e mezzo di carcere e a una multa di 50 mila Dirham, circa quattromila settecento euro. Contro la sentenza i legali della connazionale hanno presentato appello. L'udienza è prevista nelle prossime settimane.
  La Signora Ikram Nzihi è stata fermata il 19 giugno al suo arrivo a Marrakech con l'accusa di aver pubblicato un post sulla piattaforma Facebook dai toni inopportuni nei confronti del popolo marocchino. Si tratterebbe, in particolare, di una parodia della Sura 108 cosiddetta Al Kawthar, la Sura dell'Abbondanza, definita nel post «il versetto del whisky». La Signora ha dichiarato di non averlo scritto e di aver condiviso sul proprio profilo Facebook solo una foto raffigurante una pagina del Corano, il cui contenuto era stato alterato, rimuovendola dopo 15 minuti perché avvertita da altri della gravità del suo contenuto.
  Alla notizia della condanna l'Ambasciata d'Italia a Rabat e il Consolato Generale a Casablanca, anche tramite il Vice Console Onorario a Marrakech, si sono immediatamente attivati per acquisire informazioni sulla situazione della connazionale. Il Console Generale l'ha visitata in carcere due volte, il Vice Console Onorario una. Lo stesso Ambasciatore a Rabat, Armando Barucco, le ha prestato visita pochi giorni fa, il 23 luglio. Nel corso di tutte queste visite consolari la Signora Nzihi è sempre apparsa in buone condizioni fisiche e psicologiche. Nelle prossime settimane il Consolato Generale a Casablanca continuerà a monitorarne lo stato di salute attraverso il proprio medico di fiducia.
  Le nostre Rappresentanze diplomatico-consolari, in coordinamento con il Console Onorario a Marrakech, sono inoltre in contatto costante con la famiglia di Ikram e il suo legale, individuato grazie all'assistenza fornita dal Consolato Generale.
  La Farnesina continuerà a seguire la vicenda con la massima attenzione. Garantiremo a Ikram Nzihi tutta l'assistenza possibile nelle successive fasi del procedimento penale che la vede coinvolta, mantenendo un canale di comunicazione costante con i suoi familiari e l'avvocato.