• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/06479 (5-06479)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 28 luglio 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-06479

  Signor Presidente, Onorevoli deputati,
  lo squilibrio di valore lungo tutta la filiera (che si riversa in particolare sulla parte produttiva primaria agricola) coinvolge molti settori dell'agroalimentare, alcuni dei quali particolarmente colpiti (come quello del pomodoro da industria), ed è in parte determinato anche dalle pratiche commerciali sleali messe in atto dai soggetti economici più forti dal punto di vista contrattuale.
  I soggetti deboli sono per lo più rappresentati dalla parte agricola che soffre di una elevatissima frammentazione in termini di numerosità delle aziende, con scarsa capacità aggregativa, con produzioni limitate e con una dimensione economica paragonabile a quella di micro imprese o di piccole e medie imprese.
  Ritengo utile segnalare che le tematiche legate alle condizioni di lavoro in agricoltura sono state introdotte nella dimensione sociale della PAC.
  Infatti, nel Regolamento sui piani strategici della PAC per la programmazione 2023-2027, in corso di adozione, è stato introdotto un meccanismo di condizionalità sociale che prevede l'applicazione di sanzioni amministrative da comminare agli agricoltori beneficiari di pagamenti diretti, a seguito dell'accertamento del mancato rispetto dei principali obblighi comunitari relativi a talune direttive in materia di occupazione e condizioni di lavoro.
  Al fine di rendere operativa la norma regolamentare a livello nazionale è stato già avviato un confronto con le Amministrazioni delegate ai controlli.
  Quanto al riferimento al pomodoro da industria, che non garantirebbe una redditività adeguata ai produttori, preciso che il sistema delle organizzazioni di produttori riconosciute (OP), alle quali aderiscono la quasi totalità dei produttori, usufruisce degli aiuti comunitari nella misura massima del 4,1 per cento del valore della produzione commercializzata, laddove vengano attuati programmi operativi approvati dalle Regioni. Parte di tali aiuti vengono riversati dalle OP direttamente alle aziende agricole che attuano specifici interventi finanziabili, individuati nelle disposizioni ministeriali che disciplinano la materia.
  Esistono inoltre, due Organizzazioni interprofessionali riconosciute, una per il Nord Italia e una per il Centro Sud, che dovrebbero garantire, tra l'altro, regole comportamentali condivise ed iniziative tese a equilibrare la distribuzione del valore aggiunto all'interno della filiera.
  Detto questo mi preme rilevare che il nostro Paese, preso atto delle differenze sostanziali del potere contrattuale fra i diversi operatori della filiera alimentare e che l'anello debole è rappresentato dai produttori agricoli, si è battuto fortemente in sede europea per l'approvazione della Direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare.
  Grazie all'approvazione della legge di delegazione europea 2019-2020, sono stati dettati i principi e i criteri direttivi per l'attuazione della citata Direttiva, andando in una direzione anche più restrittiva rispetto ai requisiti minimi previsti dalla norma europea.
  L'obiettivo è quello di vietare pratiche commerciali gravose per i produttori agricoli e alimentari, tra cui anche il cosiddetto sottocosto, tramite rilevazioni dei costi medi di produzione effettuati da ISMEA.
  A vigilanza dell'applicazione delle disposizioni e delle relative sanzioni è stato designato l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF).
  Il quadro normativo descritto rappresenta dunque il fulcro messo a punto per offrire agli operatori agricoli una tutela volta a rafforzare il proprio potere contrattuale e rendere più trasparente ed equa la filiera.
  Rilevo infine che lo schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2019/633 è stato appena trasmesso alla Presidenza del Consiglio per la sua iscrizione all'ordine del giorno del prossimo Consiglio.
  Assicuro che il Governo continuerà ad operare con tutti gli strumenti possibili affinché si ponga fine agli squilibri esistenti nelle pratiche commerciali ed il faticoso lavoro degli operatori agricoli venga giustamente remunerato.