• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09919 (4-09919)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09919presentato daCECCHETTI Fabriziotesto diMartedì 27 luglio 2021, seduta n. 548

   CECCHETTI, MACCANTI, RIXI, CAPITANIO, DONINA, FOGLIANI, FURGIUELE, GIACOMETTI, TOMBOLATO, ZANELLA e ZORDAN. — Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   l'Archivio nazionale veicoli è gestito dalla direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;

   l'accesso alla banca dati citata è necessario per poter ottenere, in tempo reale, ogni eventuale riscontro – da parte delle forze dell'ordine del territorio – sulla presenza di mezzi rubati, non assicurati o non revisionati;

   gli enti territoriali hanno investito molto in materia di sicurezza sul proprio territorio, prevedendo anche bandi specifici per gli enti locali come nel caso della regione Lombardia;

   tuttavia, l'utenza del servizio è concessa dietro pagamento di una serie di oneri (così sul sito del Ministero); ad esempio per il biennio 2021-2022 sono previsti: canone annuale di 1.220,25 euro; cauzione di 1.220,25 euro e 0,406 euro per ogni singola visura;

   tra i soggetti individuati obbligati a pagare risultano proprio: «Amministrazioni Regionali, Provinciali, Comunali»;

   il controllo e l'accesso rappresenti uno strumento pratico, utile per monitorare il territorio e per garantire maggiore sicurezza ai cittadini;

   l'Avvocatura generale dello Stato, fin dal 2016 (CT 14699/2016 sez. VI), ha ribadito – su richiesta anche dell'Agenzia per l'Italia Digitale – che l'accessibilità a queste banche dati deve essere a titolo gratuito da parte delle pubbliche amministrazioni e non solo quelle contemplate all'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994 n. 634, come invocato dal Ministero;

   la gratuità troverebbe fondamento nell'articolo 50, secondo comma, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, che disciplina la conoscibilità e non il regime di onerosità o gratuità, nonché nell'articolo 25, comma 2, della legge 24 novembre 2000, n. 340 che prevede che le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1 del decreto legislativo n. 29 del 1993 hanno accesso gratuito ai dati contenuti in pubblici registri, elenchi, atti o documenti da chiunque conoscibili –:

   quali iniziative di competenza intenda adottare per facilitare l'accesso delle pubbliche amministrazioni alla banca dati in esame, prevedendo – come da normativa richiamata e parere citato – la gratuità che favorirebbe ulteriormente il controllo sul territorio da parte di tutte le forze dell'ordine degli enti locali, permettendo alle regioni di incrementare ulteriormente, senza oneri per i cittadini, la sicurezza sul proprio territorio.
(4-09919)