• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03146-AR/0 ...    premesso che:     nelle ultime settimane, alcune dichiarazioni sul futuro energetico della Sardegna rilasciate agli organi di stampa dal Ministro della transizione ecologica...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03146-AR/039presentato daMANCA Gavinotesto diVenerdì 23 luglio 2021, seduta n. 546

   La Camera,
   premesso che:
    nelle ultime settimane, alcune dichiarazioni sul futuro energetico della Sardegna rilasciate agli organi di stampa dal Ministro della transizione ecologica Cingolani e dall'amministratore delegato dell'Enel Starace – in forte discontinuità rispetto a quanto fino ad oggi programmato e sottoscritto negli accordi istituzionali (da ultimo il Patto per la Sardegna, sottoscritto nel 2016 dal Presidente del Consiglio Renzi e dal Presidente della regione Pigliaru) – hanno dato luogo a un ampio dibattito e creato grande fibrillazione nel tessuto politico, economico e sociale della Sardegna;
    argomenti così sensibili richiedono percorsi istituzionali discussi e condivisi e il coinvolgimento delle istituzioni locali, delle parti sociali, degli attori economici, che insieme al Governo devono concordare sulla migliore soluzione per il futuro assetto energetico dell'isola;
    va ricordato in tal senso l'esempio del 2011, quando presso la Presidenza del Consiglio dei ministri venne siglato, alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio, un Protocollo d'Intesa che delineava l'attuazione di un progetto di risanamento e riconversione dell'area industriale di Porto Torres, ipotizzando tra i diversi interventi la creazione di un polo per la realizzazione di prodotti chimici ecocompatibili: un progetto assolutamente innovativo, per diversi aspetti ancora incompiuto, che necessita di un nuovo impegno istituzionale, un accordo di programma territoriale da riscrivere ed aggiornare rispetto agli obiettivi futuri;
    occorre recuperare il tempo perduto e cogliere le opportunità che vengono offerte dallo scenario rappresentato dalla transizione energetica in atto delineata dal PNIEC nazionale, dal piano energetico regionale e dalle ingenti risorse del PNRR affinché i territori della Sardegna, particolarmente colpiti e danneggiati dalle crisi degli ex poli Industriali come Porto Torres ed il Sulcis, diventino a livello regionale, nazionale ma anche internazionale, dei buoni esempi di riconversione nel campo delle bonifiche industriali, dello sviluppo di una nuova industria sostenibile e della decarbonizzazione;
    come ha sostenuto lo stesso Ministro della transizione ecologica, cambiare radicalmente un sistema energetico presuppone un lasso di tempo ampio e imponenti investimenti: una eccessiva accelerazione, invece, rischierebbe di determinare gravi conseguenze per il sistema produttivo e gli utenti finali, specie i più deboli, scaricando su di loro i costi e mettendo a rischio la ripresa economica;
    l'urgenza dell'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di individuazione delle opere e delle infrastrutture necessarie al phase out dell'utilizzo del carbone nell'isola, di cui all'articolo 31, comma 3, del decreto all'esame, è più che necessaria, anche in considerazione del fatto che già il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, prevedeva misure per il rilancio produttivo e il phase out dal carbone della regione Sardegna;
    il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è fondamentale per cristallizzare la soluzione di «Virtual Pipeline» che permetterà di approvvigionare la Sardegna di Gas Naturale (per mezzo del GNL) al medesimo prezzo del resto dell'Italia, facendo uscire così la Sardegna da decenni di arretratezza energetica e disparità di trattamento rispetto al resto del Paese, a tutto vantaggio dell'industria, sia grande che piccola, e delle famiglie; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dovrà altresì identificare la necessità di una adeguata rete energetica regionale di trasporto del gas, che colleghi i punti di approvvigionamento e i centri di consumo industriali e civili;
    in considerazione del fatto che l'Unione europea ha dato forma a una vera e propria «Strategia per l'idrogeno», che si inserisce nel percorso di completa decarbonizzazione dell'economia europea entro il 2050, attraverso anche il riutilizzo delle infrastrutture energetiche esistenti, la rete energetica di trasporto del gas sarda dovrà essere « hydrogen ready», così da permettere di traguardare, già da oggi, una soluzione energetica a impatto zero per il futuro, in sintonia con lo sviluppo delle fonti energetiche: rinnovabili delle quali sarà al servizio e non in competizione;
    la decarbonizzazione è un processo complesso, che non può puntare a progetti di mera elettrificazione delle utenze finali, come previsto da Enel, ma necessita di una fase di convivenza tra fonti fossili e sviluppo delle fonti rinnovabili: il rapporto elaborato da RSE (Ricerca Sistema Energetico) «Soluzioni infrastrutturali per il soddisfacimento del fabbisogno energetico della regione Sardegna», presentato il 15 luglio 2021 e realizzato su incarico dell'ARERA, identifica la « virtual pipeline» per il gas naturale, come la soluzione economicamente più conveniente per il futuro energetico della Sardegna;
    secondo una analisi della RSE, i costi collegati alla metanizzazione della Sardegna sarebbero più che compensati dai minori costi dei vettori energetici e dalle minori esternalità ambientali; l'introduzione del gas sarebbe dunque più vantaggiosa in termini economici rispetto a uno scenario che preveda unicamente l'elettrificazione: in particolare, le soluzioni che prevedono il gas naturale e la virtual pipeline massimizzerebbero i risparmi, quantificati in circa 3 miliardi di euro,

impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

   adottare al più presto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di individuazione delle opere e delle infrastrutture necessarie al phase out dell'utilizzo del carbone nell'isola, di cui all'articolo 31, comma 3;
   convocare un tavolo istituzionale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri:
   con le istituzioni locali, le parti sociali e gli attori economici, volto alla sottoscrizione, ove necessari, di nuovi accordi di programma relativamente a Porto Torres e al Sulcis, in funzione della transizione delineata dal PNRR, tali da garantire un assetto energetico idoneo nell'immediato, funzionale alla decarbonizzazione e per il futuro passaggio dell'isola a un modello basato su energie rinnovabili;
   con tutti i soggetti firmatari del Protocollo d'intesa del 2011, ai fini della riscrittura di un accordo di programma su Porto Torres per la ridefinizione e l'attuazione degli impegni istituzionali già assunti in precedenza e non portati a termine.
9/3146-AR/39. (Testo modificato nel corso della seduta) Gavino Manca, Romina Mura, Frailis, Benamati, Bonomo, Buratti, Delrio, Lotti, Mancini, Nardi, Pezzopane, Soverini, Zardini.