• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03146-AR/1 ...    premesso che:     la conoscenza del «fenomeno corruttivo» o più in generale dei gravi reati commessi nell'esercizio di attività imprenditoriali ovvero, in occasione di...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03146-AR/123presentato daBALDINO Vittoriatesto diVenerdì 23 luglio 2021, seduta n. 546

   La Camera,
   premesso che:
    la conoscenza del «fenomeno corruttivo» o più in generale dei gravi reati commessi nell'esercizio di attività imprenditoriali ovvero, in occasione di procedure di affidamento di contratti pubblici, rappresenta il primo livello per concepire e sviluppare una efficace strategia di contrasto del fenomeno;
    solo attraverso una capillare ed aggiornata analisi e ricostruzione delle metodiche distorsive, dei comportamenti deviati più diffusi e della conseguente elaborazione di una mappa dei «rischi» è possibile individuare interventi di tipo correttivo;
    ciò è tanto più vero nella misura in cui si cerchi non solo e non tanto di reprimere il fenomeno quanto di prevenirlo, apparendo, in questo senso, ancor più essenziale la conoscenza per «anticipare» le contromisure atte a diminuire, se non a scongiurare, i rischi apprezzati in fase di analisi;
    l'individuazione delle cause e delle diverse forme di manifestazione del fenomeno va, peraltro, accompagnata da un'attenta considerazione delle conseguenze del fenomeno distorsivo (intesa in senso ampio), in termini di costi, di sottrazione di risorse, di rinuncia ad opportunità e, più in generale, di effetti distorsivi per la stessa vita democratica del Paese;
    appare necessario introdurre misure che avranno il pregio di garantire la completa esecuzione dei contratti in regime di legalità controllata, consentendo all'autorità giudiziaria di intervenire – ove necessario – con ogni iniziativa senza interferire sui tempi di realizzazione dei lavori, servizi e forniture, scongiurando così il rischio di rallentamenti e di perdita dei finanziamenti;
    tra le soluzioni possibili, si cita la possibilità di sostituzione degli organi sociali, la straordinaria e temporanea gestione dell'impresa e il sostegno e monitoraggio attraverso l'istituto dell'ordine di accantonamento degli utili di impresa da parte di un organo terzo quale il Presidente dell'Anac, in fase di proposta – e al Prefetto in fase di disposizione delle misure – di privilegiare, nelle fattispecie di minore gravità, la celere prosecuzione del contratto nelle more del procedimento penale, senza la previsione di appesantimenti burocratici e l'introduzione di ulteriori aggravi economici a carico delle imprese, mediante l'ordine, rivolto alle stazioni appaltanti, di provvedere ad accantonare gli utili presuntivi residui dell'appalto in corso di esecuzione e di pagare il corrispettivo dell'appalto all'impresa al netto di tale utile;
    l'istituto previsto porrebbe, di fatto, in capo alla stazione appaltante l'onere di costituire un fondo nel quale far confluire l'utile presunto dell'appalto e/o della concessione – determinato ex lege nella misura del 10 per cento del corrispettivo – e di garantirne la tenuta che ne sancisce l'indisponibilità e l'impignorabilità fino all'esito dei giudizi in sede penale;
    la misura proposta, peraltro, sarebbe in linea con il sistema concepito dal legislatore e con la sua finalità squisitamente cautelare;
    nell'ottica appena tracciata, dunque, la proposta formulata si propone di divenire un chiaro spartiacque, in fase applicativa, impostato sulla gravità delle questioni segnalate dalle Procure, ai sensi dell'articolo 129, comma 3, disp. Att. C.p.p.;
    nell'ambito della rimodulazione della disciplina delle misure straordinarie inoltre, si prefigura l'opportunità di proporre una rivisitazione anche del sostegno e monitoraggio, un istituto connotato da una grande efficacia, legata alla sua versatilità applicativa;
    al fine di eliminare i margini di ambiguità generali che possono derivare dai fenomeni distorsivi del settore dei contratti pubblici ed al fine di rendere le norme maggiormente efficaci e funzionali ed in un'ottica di prevenzione della corruzione e di implementazione della trasparenza,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative secondo quanto esposto in premessa, anche introducendo i correttivi necessari all'articolo 32 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
9/3146-AR/123. Baldino, Sarti.