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Atto a cui si riferisce:
C.4/04397 (4-04397)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 21 luglio 2021
nell'allegato B della seduta n. 544
4-04397
presentata da
RUSSO Paolo

  Risposta. — La valorizzazione del personale militare, in termini di motivazione e gratificazione, è un obiettivo al quale è permanentemente rivolto il concreto impegno del Dicastero.
  In tale ottica, il provvedimento correttivo al riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate – decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 173 – ha previsto specifiche misure volte a valorizzare gli appartenenti al comparto.
  Con particolare riferimento al personale del ruolo graduati e del ruolo sergenti, vanno innanzitutto evidenziati importanti provvedimenti di natura economica, quali l'attribuzione di assegni ad hoc e l'incremento dell'importo aggiuntivo pensionabile per i gradi apicali dei rispettivi ruoli.
  Sul piano della progressione di carriera, sono state introdotte una serie di norme improntate ad una maggiore flessibilità, tra le quali, la riduzione di permanenze nel grado ai fini dell'avanzamento e del conseguimento della qualifica speciale, la previsione di concorsi straordinari – da effettuarsi dal 2021 al 2023 – per i ruoli e per le categorie superiori, l'elevazione del limite di età per la partecipazione ai concorsi per accedere al ruolo dei marescialli e alla categoria degli ufficiali e, non ultimo, la previsione, a regime, di una riserva di posti del 5 per cento per il concorso ufficiali del ruolo speciale.
  Tali misure hanno ampliato le opportunità previste dal precedente sistema di sviluppo delle carriere, che già consentiva, in relazione all'età degli interessati e ai periodi di permanenza nel grado, la possibilità di raggiungere, mediante concorsi, il grado apicale del ruolo marescialli per il personale proveniente dai sergenti e graduati, e quello di capitano per gli appartenenti ai ruoli marescialli e luogotenenti.
  Si tratta di misure importanti, che contribuiscono in maniera robusta alla giusta valorizzazione di ruoli che, in seno all'apparato militare, sono fondamentali.
  Riguardo l'unificazione del ruolo graduati e del ruolo sergenti, la tematica, in aderenza al principio di equi-ordinazione, deve essere affrontata da tutte le componenti del comparto difesa e sicurezza, poiché presuppone un'articolata valutazione tesa a verificare, alla luce delle funzioni assolte dal personale in questione, se le dinamiche di carriera conseguenti all'unificazione risultino funzionali per ciascuna delle amministrazioni interessate.
  In tale ottica, va comunque considerato che la previsione di due ruoli distinti discende dalle differenti professionalità e competenze che caratterizzano il ruolo sergenti rispetto a quello dei graduati e che non possono ritenersi acquisite con la sola anzianità di servizio. Ne consegue che la possibilità di un transito debba essere necessariamente subordinata alle previste procedure concorsuali e alla successiva frequenza di corsi adeguati.
  Riguardo, poi, al transito in servizio permanente, alla possibilità di nuovi arruolamenti per le Forze armate e alla previsione di un contestuale allungamento delle tempistiche di attuazione della legge n. 244 del 2012, ho già avuto modo di evidenziare, da ultimo lo scorso marzo davanti alle Commissioni difesa di Camera e Senato, che l'intero inquadramento normativo che regola il settore del personale richiede di essere aggiornato per reggere le sfide del nostro tempo.
  In tale quadro, l'attuale sistema consente il transito in servizio permanente alla totalità dei volontari in ferma prefissata entro il termine della seconda rafferma biennale. Tale tempistica è dettata dai volumi organici fissati dalla legge, che non consentono di travasare immediatamente nel servizio permanente tutti i VFP4; al riguardo evidenzio, comunque, un significativo incremento, nel recente periodo, dei transiti nel servizio permanente, con conseguente contrazione dei tempi di attesa per il personale.
  Ciò chiarito, con specifico riguardo alla legge n. 244, nel ribadirne la validità degli obiettivi, intendo continuare ad avvalermi, nell'immediato, di tutti i margini di flessibilità che la legge prevede al fine di preservare l'operatività dello strumento militare in relazione all'attuale scenario, prevedendone altresì un'estensione dei limiti temporali e individuando, nel contempo, soluzioni per un nuovo iter di reclutamento, rimodulando le attuali ferme dei volontari.
Il Ministro della difesa: Lorenzo Guerini.