• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.3/02419    secondo il recente rapporto Istat sull'andamento del mercato del lavoro nel 2020, le categorie più penalizzate dall'emergenza sanitaria sono state quelle già in precedenza caratterizzate...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02419presentato daLOLLOBRIGIDA Francescotesto presentato Martedì 20 luglio 2021 modificato Mercoledì 21 luglio 2021, seduta n. 544

   LOLLOBRIGIDA, MELONI, ALBANO, BELLUCCI, BIGNAMI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, DE TOMA, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GALANTINO, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, RACHELE SILVESTRI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI, VINCI e ZUCCONI. — Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia . — Per sapere – premesso che:
   secondo il recente rapporto Istat sull'andamento del mercato del lavoro nel 2020, le categorie più penalizzate dall'emergenza sanitaria sono state quelle già in precedenza caratterizzate da situazioni di svantaggio: nel secondo trimestre 2020 le riduzioni congiunturali del tasso di occupazione sono state, infatti, più marcate per i giovani tra i 15 e i 34 anni, le donne e i residenti del Mezzogiorno;
   le analisi proposte mettono in luce le conseguenze che le misure di contenimento della pandemia hanno avuto sul mercato del lavoro, mostrando, quindi, come siano state soprattutto le donne a pagare il prezzo più alto, con un aumento del tasso di disoccupazione di 1,7 punti percentuali;
   si rileva, inoltre, che, a causa delle misure restrittive conseguenti al COVID, i minori ingressi e le maggiori uscite dall'occupazione nel corso del 2020 riguardano, soprattutto, i dipendenti a termine ed è stimato che, tra i lavoratori dipendenti occupati nel settore privato, l'incidenza dei contratti a termine è maggiore tra le donne rispetto agli uomini; per molte di loro, di conseguenza, la scelta del lavoro autonomo è un ripiego alla mancanza di alternative, ma anch'esso nel corso del 2020 ha subito una contrazione;
   le donne hanno dovuto far fronte, infatti, alla maggior parte degli impegni familiari, alla chiusura delle scuole, alla gestione della didattica a distanza dei propri figli, alle varie quarantene imposte dagli istituti scolastici e per questo molte di loro hanno subito non poche penalizzazioni in ambito lavorativo;
   addirittura alcune, a causa dell'assenza di efficaci e reali strumenti di welfare che facessero fronte a queste problematiche, si sono viste costrette a lasciare il lavoro per dedicarsi alla famiglia;
   la probabile terza ondata del virus in autunno, in assenza dell'adozione sin da ora di concrete ed efficaci misure per garantire il regolare svolgimento dell'attività scolastica, rischia di determinare ulteriori periodi di didattica a distanza con le ovvie ricadute negative sulle madri lavoratrici –:
   quali iniziative di competenza intenda assumere nei prossimi mesi, affinché alle donne, anche in situazione di emergenza, sia garantita la possibilità di lavorare senza dover far fronte a proprie spese all'inadeguatezza del sistema italiano di fronte alla pandemia. (3-02419)