• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06479 (5-06479)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06479presentato daSAVINO Sandratesto diMercoledì 21 luglio 2021, seduta n. 544

   SANDRA SAVINO, NEVI, SPENA e ANNA LISA BARONI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   è stato firmato il Protocollo d'intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura tra un'associazione di imprenditori agricoli, i Ministri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro interrogato, il presidente dell'Anci, l'Osservatorio agromafie e l'Osservatorio Placido Rizzotto;

   il patto di filiera contro il caporalato, cui aderiscono sindacati di settore, dà seguito alla previsione del piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura 2020-2022. Esso prevede l'attivazione presso le prefetture di un tavolo permanente che rilevi i bisogni e le criticità a livello locale;

   si vuole rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità, con l'attivazione di misure premianti per le imprese agricole, perché attraverso la trasparenza dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro s'interrompa l'intermediazione illecita di manodopera;

   contemporaneamente, fonti di stampa hanno informato che numerosi prodotti alimentari, ad esempio il pomodoro, non garantiscono una redditività adeguata ai produttori dei bene primario, infatti, sul prezzo finale di una passata di pomodoro, la confezione influisce più del pomodoro contenuto;

   per il consumatore l'acquisto di una bottiglia di passata da 700 ml ha un costo medio pari a 1,3 euro. Oltre la metà, il 53 per cento del ricavo è destinato alla distribuzione commerciale, il 18 per cento rappresenta il costo di produzione industriali, il 10 per cento il costo della bottiglia, il 6 per cento il trasporto, il 3 per cento il tappo e l'etichetta, il 2 per cento la pubblicità;

   il valore riconosciuto al produttore di pomodoro è bassissimo, pari solo all'8 per cento del totale;

   la sottoscrizione del protocollo interrompe la catena dello sfruttamento rischiando però di non garantire margine di utilità sufficiente a causa degli alti costi sostenuti e i bassissimi ricavi percepiti, che a volte sono, persino nulli –:

   quali ulteriori iniziative di competenza intenda assumere per riequilibrare e rendere maggiormente equa la distribuzione del valore aggiunto all'interno dell'intera filiera che parte dalla campagne, passa per l'industria e giunge alla distribuzione, costringendo gli imprenditori agricoli a vendere prodotti anche sottocosto, in particolare adottando misure che evitino l'uscita dal mercato di aziende agricole italiane sane e rispettose dell'ordinamento giuridico ma messe in particolare difficoltà da pratiche sleali commerciali, nonché da importazioni di prodotti esteri acquistati a costi bassissimi, perché nei Paesi di produzione non sono rispettate le norme e gli standard dell'Unione europea.
(5-06479)