• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.6/00194    udita la relazione delle Commissioni III e IV (DOC. XVI, n. 5) sulla Deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell'Italia a ulteriori missioni...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00194presentato daMIGLIORE Gennarotesto diGiovedì 15 luglio 2021, seduta n. 541

   La Camera,
   udita la relazione delle Commissioni III e IV (DOC. XVI, n. 5) sulla Deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell'Italia a ulteriori missioni internazionali (Doc XXV, n. 4), nonché sulla Relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2020, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2021 (Doc XXVI, n. 4), adottate il 17 giugno 2021, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 2 e 3 della legge 21 luglio 2016, n. 145;
   richiamate le comunicazioni del Governo sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali, di cui alla citata Deliberazione, svolte il 7 luglio 2021, davanti alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché gli ulteriori approfondimenti istruttori svolti dalle medesime Commissioni;
   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo – in ordine all'operazione di supporto umanitario in Libano denominata Emergenza Cedri – Task Force CEDRI;
   premesso che:
    si deve evidenziare criticamente il ritardo con il quale la Deliberazione è nuovamente sottoposta all'esame ed all'autorizzazione parlamentare, con il rischio di vanificare l'efficacia del rapporto Parlamento-Governo nella definizione dei prioritari indirizzi di politica estera, di cui la partecipazione alle missioni internazionali costituisce una direttrice fondamentale che – grazie all'interazione virtuosa tra leva diplomatica, strumento militare e interventi di cooperazione allo sviluppo – consente al nostro Paese di salvaguardare l'interesse nazionale e promuovere la stabilizzazione e il rafforzamento del dialogo attraverso un approccio multilaterale;
    al riguardo, considerate anche le criticità sottolineate in merito al meccanismo delineato dalla legge 21 luglio 2016, n. 145, recante Disposizioni concernenti la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali, un aderente rispetto delle prescritte tempistiche permetterebbe un più efficace controllo degli eventuali aggiustamenti che dovessero rendersi necessari rispetto al l'autorizzazione iniziale;
    il mutevole scenario internazionale ed i relativi equilibri geopolitici correlati, amplificano la necessità di un continuo e generale riallineamento degli obiettivi strategici delle missioni internazionali al fine di rendere efficaci le attività condotte all'estero, garantendone l'aderenza agli interessi nazionali;
    a tal riguardo la Deliberazione sulle missioni internazionali s'inserisce in uno scenario di sicurezza reso più complesso e volatile dall'emergenza pandemica e nel quale i due pilastri della politica di sicurezza e difesa dell'Italia, UE e NATO, sono entrambi impegnati in un inevitabile processo di riflessione strategica per incrementare le sinergie virtuose e meglio definire i rispettivi ruoli nell'ambito delle dinamiche globali attuali;
    in tale contesto, gli obiettivi prioritari delle missioni internazionali sono la stabilizzazione delle crisi in atto, la gestione ordinata dei processi di transizione ed il sostegno ad agende riformiste inclusive;
    l'esperienza pregressa ha fatto emergere l'importanza di concentrare gli interventi in contesti che rivestono particolare interesse per la sicurezza nazionale, sia dal punto di vista politico che economico. Per tali considerazioni gli assetti nazionali sono schierati, anche nel corrente anno, nelle missioni che il Governo valuta rispondenti agli interessi vitali nazionali e della sicurezza internazionale, avendo quali obiettivi ultimi il contrasto al terrorismo e la stabilizzazione dell'area del Mediterraneo allargato;
    per il raggiungimento di queste finalità risulta sempre più importante che la partecipazione di personale militare alle operazioni di pace all'estero contempli anche compiti di addestramento e di collaborazione con le autorità locali e si svolga in sinergia con i diversi attori che nei vari teatri operativi sono impegnati nella risoluzione delle problematiche di carattere economico e sociale dei Paesi coinvolti;
    nell'ambito dello sforzo profuso negli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, all'interno delle iniziative di cooperazione allo sviluppo e di sminamento umanitario, è strategico per il nostro Paese destinare una parte dei fondi agli enti multilaterali ma anche alle organizzazioni non governative italiane, coinvolgendo le loro reti e rappresentanze, al fine di sostenere il sistema di rapporti costruiti con le comunità locali e la loro conoscenza della realtà in loco;
    a tal proposito particolarmente significativo appare il contributo dato dal personale femminile presente nei diversi teatri operativi, in linea con la risoluzione n. 1325 e seguenti delle Nazioni Unite su «Donne, Pace e Sicurezza» che per la prima volta menziona il contributo delle stesse nella risoluzione dei conflitti per una pace durevole e fissa tra i vari obiettivi l'adozione di una «prospettiva di genere» e una maggiore partecipazione delle donne nei processi di mantenimento della pace e della sicurezza;
    nel Mediterraneo allargato, le missioni internazionali rivestono un ruolo fondamentale a supporto della nostra strategia multidimensionale, tesa, nel lungo periodo, a contribuire alla stabilizzazione dei Paesi che si affacciano sulle sponde sud ed est del Mediterraneo, valorizzando l'integrazione tra la componente civile e militare dei nostri interventi e mettendo a sistema i fora multilaterali incentrati sulla regione in cui il nostro Paese è presente e attivo;
    su impulso italiano maggiore attenzione viene inoltre dedicata al fianco sud dell'Alleanza, sia in termini di pianificazione militare (per assicurare l'adeguata reattività in caso di minacce immanenti), sia di rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione pratica con i Paesi partner della regione MENA. Al riguardo, l’hub NATO per il Sud di Napoli contribuisce a valutare, analizzare, seguire e rispondere in modo particolarmente efficace alle sfide del quadrante meridionale;
    in questo contesto il nostro Paese sostiene con convinzione il processo di stabilizzazione in Libia, assicurando sostegno ai negoziati politico-diplomatici nel contesto della Conferenza di Berlino, all'Operazione EUNAVFOR MED Irini, di cui ospita il Quartier generale e cui fornisce il Comando operativo, ed all'azione delle Nazioni Unite, attraverso la Missione UNSMIL, nell'obiettivo primario di promuovere il dialogo intra-libico ed assicurare l'effettivo svolgimento delle elezioni nazionali previste il 24 dicembre 2021 e la concreta attuazione dell'accordo sul cessato il fuoco a partire dal ritiro di tutti i combattenti e i mercenari stranieri dalla Libia, perseguendo al contempo l'obiettivo del disarmo, smobilitazione e reintegro delle milizie nel contesto di un processo di riforma del sistema di sicurezza libico e dell'affermarsi di condizioni generali di rispetto e tutela dei diritti umani. In tale contesto il Governo verificherà dalla prossima programmazione le condizioni per il superamento della missione di cui alla scheda 48, per trasferirne le funzioni, nel caso queste si verificassero, ad altre missioni per consolidare il ruolo dell'Italia in Libia, razionalizzando la struttura di comando e potenziando il ruolo europeo;
    in un contesto mediorientale ancora altamente instabile, è doveroso l'impegno a sostegno del Libano, dove l'Italia resta impegnata nel contesto UNIFIL ed ha contribuito a rendere possibile il superamento della gravissima crisi derivante dalla drammatica esplosione del 4 agosto 2020 presso il porto di Beirut grazie alla missione umanitaria «Emergenza Cedri»;
    resta essenziale l'impegno italiano, sotto il profilo sia militare sia civile, nella lotta al terrorismo di matrice fondamentalista e al Daesh, attivo in Iraq, Siria e anche nell'Africa saheliana, occidentale ed orientale. Alla luce delle decisioni assunte in sede europea con riferimento alla crisi in Mozambico, ed alla costituenda missione EUTM nel Paese, anche l'Italia potrebbe dare il proprio contributo. Oltre alle future attività di training militare in ambito UE, restano cruciali in tale ottica i programmi nei settori agricolo, sanitario, dell'istruzione, dello sminamento umanitario e del rafforzamento della governarne locale ed è indispensabile un approccio multidimensionale che coinvolga attivamente la società civile nei processi di pace, includendo donne e giovani come chiedono le risoluzioni delle Nazioni Unite n. 1325 e n. 2250, e successiva su Donne Pace e Sicurezza e su Giovani Pace e Sicurezza;
    nel Sahel la situazione securitaria appare particolarmente critica nella «zona delle tre frontiere» (Niger, Mali, Burkina Faso) e nell'area del bacino del Lago Ciad, area nella quale confluiscono Nigeria, Niger, Camerun e Ciad, dove si assiste ad un aumento delle attività del gruppo terroristico Boko Haram nei confronti delle popolazioni civili, nonché di altri gruppi terroristici che hanno giurato fedeltà al sedicente Stato islamico;
    con riferimento alle missioni in corso di svolgimento nel Sahel si legge un orientamento volto alla stabilizzazione dell'area attraverso un accresciuto sforzo di carattere militare e un contributo alla stabilizzazione della Regione attraverso le Missioni della PSDC (EUCAP Sahel Niger, EUCAP Sahel Mali, EUTM Mali), pur essendo sempre complicato raggiungere un equilibrio tra sicurezza e sviluppo. È auspicabile che si rafforzi significativamente anche un approccio che abbia al centro la pace e la protezione, mettendo in risalto i fattori di conflitto nella regione;
    a tutela dei propri interessi strategici nel Golfo e nel Corno d'Africa, dove desta particolare preoccupazione l'attuale crisi nella regione del Tigrai in Etiopia, suscettibile di incidere negativamente sulla stabilità dell'intera regione, l'Italia deve assicurare sostegno politico alla missione europea EMASOH nello Stretto di Hormuz e alle missioni UNSOM ed EUCAP in Somalia, oltre al contributo assicurato alla Missione EUTM Somalia, a forte componente italiana, e all'Operazione EUNAVFOR Atalanta;
    l'iniziativa multinazionale europea EMASOH, volta a salvaguardare la libertà di navigazione e la sicurezza delle navi che transitano nell'area dello Stretto di Hormuz richiederà un'attenta considerazione in ordine alle modalità con le quali poter supportare efficacemente l'azione che la Marina è chiamata a svolgere, soprattutto dal punto di vista logistico;
    l'Italia ha dato seguito alle decisioni assunte in ambito NATO per porre termine alla missione « Resolute Support» (RSM) in Afghanistan dove, come emerso nelle comunicazioni del Governo, risulta completato il ritiro dei militari italiani; l'Italia resta impegnata anche sul piano bilaterale e della cooperazione allo sviluppo a sostegno del processo di pace intra-afghano, della società civile locale e dei diritti fondamentali, in particolare per le donne, i minori e le minoranze; l'Italia continuerà a concorrere in sede NATO al confronto sull'esito della missione e sulle modalità per continuare a sostenere il processo democratico in Afghanistan;
    nell'ottica di un approccio multidimensionale alle crisi, attento anche alla prevenzione dei conflitti, allo strumento della mediazione e alle attività di stabilizzazione post-conflitto, l'Italia prosegue nel contributo al Fondo fiduciario del Dipartimento per gli Affari politici e il consolidamento della pace, al Peacebuilding Fund e all'Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio e delle altre atrocità di massa; allo stesso modo è importante valorizzare lo strumento del peace building civile, valutando per il futuro uno stanziamento ad hoc, anche tenuto conto di quanto previsto dalla legge 11 agosto 2014, n. 125;
    nello stesso spirito si persegue l'obiettivo di assicurare la massima coerenza dell'azione italiana a sostegno della PSDC militare e di quella civile (volta a favorire lo sviluppo di capacità presso Paesi terzi), garantendo un impegno sul campo tramite una nostra presenza in quasi tutte le missioni europee attualmente in essere e al rafforzamento della cooperazione NATO-UE, in particolare nel contrasto alle minacce ibride e per rafforzamento del fianco sud dell'Alleanza;
    resta costante l'azione condotta dall'Italia, volta a favorire la stabilizzazione dell'area dei Balcani Occidentali e del Partenariato orientale, attraverso specifici interventi a sostegno della cooperazione a livello regionale, in particolare a favore dell'Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) e del Fondo dell'iniziativa centro-europea (InCE), presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), al fine anche di contrastare la penetrazione di attori terzi, statuali e non, con interessi e valori divergenti da quelli dell'Occidente;
    la complessità e le interconnessioni tra le diverse aree di instabilità evidenziano la necessità di uno sforzo coordinato, sistemico e con visione pluriennale. Appare inoltre, necessario garantire la stabilità delle risorse da destinare alle attività addestrative ed esercitative connesse con l'approntamento e il mantenimento dell'operatività delle forze ad elevata prontezza;
    per quanto concerne il futuro impegno dello strumento militare nelle operazioni e nelle missioni all'estero, si condividono le considerazioni espresse dal Capo di Stato maggiore della Difesa con particolare riferimento alla necessità di una sempre maggiore integrazione delle operazioni fuori dai confini nazionali e dell'attività di cooperazione internazionale, al fine di sviluppare influenza ed ottimizzare l'impiego dello strumento militare per salvaguardare in maniera più diretta ed incisiva gli interessi nazionali;
    autorizza, per il periodo 1o gennaio-31 dicembre 2021, la prosecuzione delle missioni internazionali in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo per il sostegno ai processi di pace e di stabilizzazione, di età ai punti 4.1, 4.2 e 4.3 della Relazione analitica (Doc. XXVI n. 4), di seguito riportate:
  Europa
  Quanto alle missioni internazionali delle forze armate
   NATO Joint Enterprise (scheda n. 1/2021);
   European Union Rule of Law Mission in Kosovo – EULEX Kosovo – (scheda n. 2/2021);
   EUFOR ALTHEA (scheda n. 3/2021);
   United Nations Peacekeeping Force in Cyprus – UNFICYP (scheda n. 4/2021);
   NATO Sea Guardian (scheda n. 5/2021);
   EUNAVFOR MED operazione Irini (scheda n. 6/2021);
  Quanto alle missioni internazionali delle forze di polizia
   European Union Ride of Law Mission in Kosovo – EULEX Kosovo – personale di Polizia di Stato (scheda n. 43/2021);
   United Nations Mission in Kosovo – UNMIK – personale di Polizia di Stato (scheda n. 44/2021);
   Missione di cooperazione delle Forze di polizia nei Paesi dell'area balcanica e alla missione di cooperazione bilaterale denominata «Missione di assistenza alla polizia albanese», personale della Polizia di Stato (scheda n. 45/2021);
  Asia
  Quanto alle missioni internazionali delle forze armate
   NATO Resolute Support Mission, incluso il personale del Corpo militare volontario della Croce rossa (scheda n. 7/2021);
   United Nations Interim Force in Lebanon – UNIFIL (scheda n. 8/2021), impegnando il Governo a continuare a sostenere convintamente le autorità e la popolazione libanesi nello sforzo per la ricostruzione e la stabilizzazione socio-economica del Paese;
   Missione bilaterale di addestramento delle Forze armate libanesi – MIBIL (scheda n. 9/2021);
   Missione bilaterale di addestramento delle Forze di sicurezza palestinesi (scheda n. 10/2021);
   European Union Border Assistance Mission in Rafah – EUBAM Rafah (scheda n. 11/2021);
   Coalizione Internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh (scheda n. 12/2021);
   NATO Mission in Iraq (NM-I) (scheda n. 13/2021);
   European Union Advisory Mission in support of Security Sector Reform in Iraq – EUAM Iraq (scheda n. 14/2021);
   United Nations Military Observer Group in India and Pakistan – UNMOGIP (scheda n. 15/2021);
   personale militare, incluso il personale del Corpo militare volontario della Croce rossa, impiegato negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per le esigenze connesse con le missioni internazionali in Medio Oriente e Asia (scheda n. 16/2021);
  Quanto alle missioni internazionali delle forze di polizia
   European Union Police – Coordination Office far Palestinian Police Support – EUPOL COPPS (scheda n. 46/2021), personale della Polizia di Stato;
 Africa
  Quanto alle missioni internazionali delle forze armate
   United Nations Support Mission in Lybia – UNSMIL (scheda n. 17/2021);
   Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (scheda n. 18/2021);
   Missione bilaterale di cooperazione in Tunisia (scheda n. 19/2021);
   United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali – MINUSMA (scheda n. 20/2021);
   EUTM Mali (scheda n. 21/2021);
   EUCAP Sahel Mali (scheda n. 22/2021);
   EUCAP Sahel Niger (scheda n. 23/2021);
   Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger (scheda n. 24/2021);
   Forza multinazionale di contrasto alla minaccia terroristica nel Sahel denominata Task Force TAKUBA (scheda n. 25/2021);
   United Nations Mission for the Referendum in Western Sahara (MINURSO) (scheda n. 26/2021);
   Multinational Force and Observers in Egitto – MFO (scheda n. 27/2021);
   European Union Training Mission Repubblica Centrafricana – EUTM RCA (scheda n. 28/2021);
   Missione UE antipirateria denominata Atalanta (scheda n. 29/2021);
   EUTM Somalia (scheda n. 30/2021);
   EUCAP Somalia (scheda n. 31/2021);
   Missione bilaterale di addestramento delle forze di polizia somale, gibutiane e dei funzionari yemeniti (scheda n. 32/2021);
   Personale impiegato presso la base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti per le esigenze connesse con le missioni internazionali nell'area del Corno d'Africa e zone limitrofe (scheda n. 33/2021);
  Quanto alle missioni internazionali delle forze di polizia
   European Union Bordar Assistance Mission in Libya – EUBAM LIBYA (scheda n. 47/2021), personale della Polizia di Stato;
   Missione bilaterale di assistenza nei confronti delle Istituzioni libiche preposte al controllo dei confini marittimi, personale della Guardia di finanza (scheda n. 48/2021), impegnando il Governo a verificare dalla prossima programmazione le condizioni per il superamento della suddetta missione, trasferendone le funzioni ad altre missioni per consolidare il ruolo dell'Italia in Libia, razionalizzare la struttura di comando e potenziare il ruolo europeo, tenuto conto che la Missione bilaterale MIASIT Libia, frutto della riconfigurazione della precedente Operazione «Ippocrate», è finalizzata a fornire assistenza e supporto al Governo libico allo scopo di incrementare le capacità delle Istituzioni locali, in armonia con le linee di intervento decise dalle Nazioni Unite, mediante supporto sanitario e umanitario, security force assistance e stability policing, nonché ad agevolare attività di formazione e addestramento sia in Italia che in Libia e tenuto conto che la graduale attribuzione alla missione Irini della funzione di formazione e addestramento delle unità navali libiche preposte al controllo dei confini marittimi sarà possibile una volta sottoscritto un Memorandum tra Irini e le Autorità libiche relativo alle attività di training nell'ambito del contrasto al traffico di esseri umani.
  Potenziamento di dispositivi nazionali e della Nato
   Dispositivo aeronavale nazionale apprestato per la sorveglianza e la sicurezza dei confini nazionali nell'area del Mediterraneo centrale, denominato Mare Sicuro, comprensivo della missione in supporto alla Marina libica richiesta dal Consiglio presidenziale – Governo di accordo nazionale libico (scheda n. 34/2021);
   Dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea (scheda n. 35/2021);
   Dispositivo NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell'Alleanza (scheda n. 36/2021);
   Dispositivo NATO per la sorveglianza navale nell'area sud dell'Alleanza (scheda n. 37/2021);
   Dispositivo NATO in Lettonia (Enhanced Forward Presence) (scheda n. 38/2021);
   NATO Implementation of the Enhancement of the Framework for the South (scheda n. 39/2021);
   Air Policing della NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell'Alleanza (scheda n. 40/2021);
   Esigenze comuni a più teatri operativi delle Forze armate (scheda n. 41/2021);
   Supporto info-operativo a protezione delle Forze armate – PCM AISE (scheda n. 42/2021);
  Interventi di cooperazione allo sviluppo per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione
   Iniziative di cooperazione allo sviluppo e di sminamento umanitario (scheda n. 49/2021);
   Interventi di sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza (scheda n. 50/2021);
   Partecipazione alle iniziative delle Organizzazioni internazionali per la pace e la sicurezza (scheda n. 51/2021);
   Contributo a sostegno delle forze di sicurezza afghane, comprese le forze di polizia (scheda n. 52/2021);
   Interventi operativi di emergenza e di sicurezza (scheda n. 53/2021);
    autorizza, altresì, per il periodo 1o gennaio – 31 dicembre 2021 la partecipazione dell'Italia alle seguenti cinque nuove missioni, di cui alla Deliberazione del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021 (Doc. XXV, n. 4), di seguito riportate:
  Europa
  Quanto alla partecipazione di personale civile e delle forze di polizia
   European Union Advisory Mission Ukraine – EUAM Ukraine – personale del Ministero della giustizia (scheda n. 43-bis/2021)
  Africa
  Quanto a missioni e impegni operativi internazionali
   United Nations Assistance Mission in Somalia – UN SOM (scheda n. 31-bis/2021);
  Quanto alla partecipazione di personale civile e delle forze di polizia
   European Union Border Assistance Mission in Lybia – EUBAM LIBYA – personale civile del Ministero della Giustizia (scheda n. 47-bis/2021);
   European Union Border Assistance Mission in Lybia – EUBAM LIBYA – personale del Corpo della Guardia di finanza (scheda n. 47-ter/2021)
  Potenziamento dispositivi nazionali
   Dispositivo aeronavale nazionale apprestato per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nello Stretto di Hormuz nell'ambito dell'iniziativa multinazionale europea denominata European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz – EMASOH (scheda n. 35-bis/2021);
    e autorizza infine, per il periodo 15 agosto-21 novembre 2020 la partecipazione dell'Italia alla seguente missione:
  Asia
   Partecipazione di personale militare all'operazione di supporto umanitario in Libano denominata Emergenza Cedri – Task Force CEDRI (scheda n. 9-bis/2021), nei termini richiesti dal Governo nella Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 17 giugno 2021 e chiariti dallo stesso nella seduta dell'8 luglio 2021.
(6-00194) «Migliore, Ferrari, Quartapelle Procopio, Maria Tripodi, Ripani, Iovino, Ermellino».