• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06439 (5-06439)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06439presentato daGRIPPA Carmelatesto diGiovedì 15 luglio 2021, seduta n. 541

   GRIPPA, D'ORSO, DEL SESTO, BARBUTO e MARTINCIGLIO. — Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia, al Ministro dell'interno, al Ministro dell'istruzione, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   l'Istat, per la prima volta, fornisce i dati trimestrali del numero di pubblica utilità 1522 contro la violenza sulle donne e lo stalking; il numero di pubblica utilità è promosso e gestito dal Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;

   seguendo un suggerimento fornito a livello internazionale, le informazioni raccolte dal numero verde contro la violenza e lo stalking possono fornire alcune evidenze relative all'andamento del fenomeno della violenza domestica durante il periodo della pandemia e, a distanza di qualche mese, il suo monitoraggio;

   le campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri sui canali televisivi e rilanciate sui social tra la fine di marzo e aprile 2021 hanno rinforzato, infatti, il messaggio dell'importanza della richiesta di aiuto per uscire dalla violenza, che, alla luce dei nuovi dati aggiornati, confermano la loro rilevanza. Il numero delle chiamate valide sia telefoniche sia via chat nel primo trimestre 2021 è continuato ad aumentare, 7.974 chiamate valide e 4.310 vittime, in aumento rispetto al primo trimestre del 2020 (+38,8 per cento), ma lontano dal picco del secondo trimestre 2020 (12.942 chiamale valide). Ancora in aumento è la quota delle richieste di aiuto tramite chat, che costituiscono il 16,3 per cento delle modalità di contatto (erano pari all'11,5 per cento nel primo trimestre del 2020);

   tra i motivi che inducono a contattare il numero verde in netto aumento vi sono le chiamate per la «richiesta di aiuto da parte delle vittime di violenza» e le «segnalazioni per casi di violenza» che insieme rappresentano il 48,3 per cento (3.854) delle chiamate valide. Nel periodo considerato, rispetto allo stesso periodo del 2020, esse sono cresciute del 109 per cento, mentre diminuiscono le chiamate per avere informazioni sul numero 1522 (-37,6 per cento). Le persone che hanno chiamato per la prima volta il 1522 nel primo trimestre 2021 sono l'84,8 per cento. Tra le vittime, questo dato raggiunge l'88,1 per cento. Le vittime che hanno contattato il 1522 hanno segnalato di avere subito più tipologie di violenze nel 62,1 per cento dei casi (in particolare, 2 nel 23,3 per cento e 3 o più forme di violenza nel 38,8 per cento di casi). Una tipologia di violenza è stata segnalata dal 37,9 per cento delle vittime; la violenza fisica è il tipo più frequente;

   il servizio 1522 svolge un'importante funzione di snodo a livello territoriale tra i servizi a supporto di coloro che vi si rivolgono: il 66,5 per cento delle vittime nel primo trimestre 2021 è stata indirizzata verso un servizio territoriale (dato in diminuzione rispetto ai trimestri del 2020) e di queste il 57,1 per cento (pari a 2.462 vittime) è stata inviata ad un centro antiviolenza;

   uno degli effetti della pandemia potrebbe essere considerato il cosiddetto «effetto Numbing» ovvero un intorpidimento emotivo transitorio che, stando alle rilevanze degli studi scientifici nel settore, si sarebbe verificato in particolare nella prima fase della pandemia del 2020 a seguito del prolungarsi dell'isolamento sociale e del veloce cambiamento delle nostre abitudini –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, siano state poste in essere per la gestione e la cura delle persone che fanno richiesta di aiuto;

   se non ritengano opportuno adottare iniziative, per quanto di competenza, per intensificare i servizi di supporto psicologico sui territori e promuovere con maggiore frequenza azioni formative che mirino alla consapevolezza dei benefici di atteggiamenti di gruppo consapevoli basati sull'ascolto, sulla condivisione e sul sostegno a partire dalla scuola materna, nonché per sostenere il lavoro di rete dei professionisti e creare nuovi modelli di cooperazione.
(5-06439)