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Atto a cui si riferisce:
C.5/05900 (5-05900)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 7 luglio 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-05900

  Con riferimento alle questioni poste dagli Onorevoli interroganti si ritiene innanzitutto di precisare che la riforma del settore della distribuzione del gas naturale, avviata a partire dal 2000 con il decreto legislativo n. 164 del 2000 (Decreto Letta), ha inteso liberalizzare tale segmento della filiera gas, prevedendo che la concessione comunale del servizio venisse affidata tramite gara pubblica ad operatori del settore, per periodi non superiori a 12 anni.
  Successivamente, con l'articolo 46-bis della legge n. 222 del 2007, il Legislatore ha previsto che tali gare fossero svolte in riferimento ad Ambiti Territoriali Minimi (cosiddetto ATEM) ossia in aggregazioni sovracomunali di dimensioni «ottimali» con riferimento a criteri di efficienza ed economicità del servizio.
  Il Ministero dello sviluppo economico (cui è subentrato, nel corso del 2021, il Ministero della transizione ecologica) ha emanato la normativa di attuazione dell'articolo 46-bis richiamato, con tre decreti che hanno stabilito il numero degli Ambiti (177), i comuni facenti parti di ciascun Ambito, nonché i criteri sulla base dei quali deve essere svolta la gara d'Ambito (regolamento criteri).
  Sono state, inoltre, poste le regole per la tutela occupazionale del personale coinvolto ed emanate delle Linee guida per assistere le stazioni appaltanti nella corretta valutazione economica degli asset coinvolti nel passaggio dell'affidamento ai nuovi operatori aggiudicatari della gara d'ambito.
  Anche l'ARERA ha emanato diversi provvedimenti relativi agli aspetti regolatori, principalmente tariffari, delle future gare.
  Per ciascuno dei 177 ATEM dovrà essere indetta una gara unica e, nel singolo ambito, le reti saranno gestite da un unico operatore a cui verrà trasferita la proprietà degli impianti, previa corresponsione ai gestori uscenti del rispettivo valore di rimborso, da determinarsi ai sensi dell'articolo 15, comma 5 del decreto legislativo n. 164 del 2000 e secondo quanto stabilito dagli articoli 5 e 6 del decreto ministeriale 12 novembre 2011 n. 226, il quale ha fissato anche le modalità e i termini entro cui dare avvio ai procedimenti.
  L'indizione delle gare d'ambito è stata posticipata più volte tramite provvedimenti normativi di proroga delle date limite fissate per la pubblicazione dei bandi di gara. L'ultima proroga è stata introdotta con il decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210 e 30 dicembre 2016, n. 244, quest'ultimo riguardante i comuni terremotati, individuati dall'articolo 1 del decreto-legge n. 189 del 2016.
  Negli anni sono stati pubblicati alcuni bandi di gara dalle stazioni appaltanti, per lo più incompleti e/o difformi dagli schemi tipo emanati dal MiSE.
  Dal 2016 al 2020 sono stati pubblicati vari bandi, ma sono andate a buon fine solo n. 4 gare d'ambito, riguardanti gli ATEM di Torino 2, di Belluno, di Aosta e di Napoli, non senza difficoltà e con la presenza di un complesso contenzioso amministrativo che ha interessato anche i provvedimenti emanati dal MiSE e le delibere dell'ARERA, rallentando negli anni ogni scelta regolatoria o amministrativa volta alla semplificazione delle procedure.
  A ciò si aggiunge la problematica riguardante il valore di trasferimento della rete di proprietà dell'Ente locale determinato secondo i metodi RAB o VIR, che negli anni ha causato molti malumori soprattutto negli enti locali concedenti, rallentando ulteriormente il processo di apertura alla concorrenza del mercato della distribuzione del gas.
  È evidente che il processo di liberalizzazione del mercato dal gas non ha avuto, ad oggi, ancora gli esiti sperati, con un numero esiguo di gare di ambito concluse e con un contenzioso imponente che ha riguardato molte delle decisioni prese in tale ambito.
  Al fine di sbloccare tale impasse, questo Ministero intende riprendere i lavori della Cabina di regia, che ha visto il coinvolgimento sia degli operatori di settore che dell'ANAC, di ARERA e dell'Autorità Antitrust, così da individuare le soluzioni di semplificazione amministrativa e regolatoria necessarie per concludere il processo di liberalizzazione.
  Inoltre, è allo studio una proposta emendativa che possa risolvere la problematica della valorizzazione delle reti di distribuzione di gas naturale di proprietà degli enti locali, così da garantire un rilancio degli investimenti privati.
  Per quanto riguarda l'espansione della rete di metanizzazione in comuni non raggiunti dal servizio, con la circolare emanata dagli uffici del Ministero dello sviluppo economico, oggi transitati nel Ministero della transizione ecologica, è stata data la possibilità di estendere la rete di metanizzazione dai comuni limitrofi, nelle more della conclusione delle gare d'ambito, rammentando altresì la vigenza della delibera del regolatore per la remunerazione degli investimenti. Da questo punto di vista resta fermo che solo un'analisi costi-benefici positiva può rendere l'investimento economicamente conveniente per l'operatore.
  La realizzazione di gare-ponte è invece una procedura, al momento non consentita dalla disciplina in vigore, che richiederebbe un intervento di modifica normativa.