• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09603 (4-09603)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09603presentato daDONNO Leonardotesto diLunedì 21 giugno 2021, seduta n. 527

   DONNO e MISITI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   da ormai diversi anni ed in particolare nel territorio di Maglie e Casarano, comuni nella provincia di Lecce, numerosi lavoratori prestano la propria attività in favore di società operanti nel settore dei Call Center;

   prescindendo da tutte le doglianze che i lavoratori ad oggi esprimono, è stata sollevata una seria problematica relativa al repentino mutamento della ragione sociale dei soggetti giuridici operanti nelle singole sedi e che, di volta in volta, subentrano quali datori di lavoro. Questo repentino susseguirsi di società ha comportato come danno più evidente in capo ai lavoratori l'omesso versamento della contribuzione relativa a diversi periodi lavorativi;

   a tal proposito, in relazione a quanto sopra descritto, in data 19 marzo 2021 veniva inoltrata a mezzo pec all'Inps Lecce, direzione provinciale ed Agenzia di Casarano e Maglie, formale richiesta di chiarimenti in ordine all'omesso versamento della contribuzione relativa a diversi periodi lavorativi, da parte delle società di seguito indicate e formale istanza di accesso agli atti alle sedi Inps di Cuneo, Roma e Napoli, al fine di effettuare un controllo sul regolare versamento della contribuzione dei dipendenti delle seguenti società che hanno operato ed operano sui siti di Maglie e Casarano:

    Progetto Vendita (P. IVA 04895130963) Viale Jenner 55 20159 Milano;

    Power Selling S.r.l. (P. IVA 14457371004) Viale Prassilla 6 00124 Roma;

   la richiesta di cui sopra veniva riscontrata con nota del 31 marzo 2021, solo dall'Inps di Casarano (Lecce) con la quale si comunicava che le suindicate aziende, inquadrate come Call Center, presentavano un rilevante numero di collaboratori iscritti alla gestione separata Inps;

   le sedi Inps interpellate e territorialmente competenti in base alla cosiddetta gestione separata, asserivano di non poter fornire adeguato riscontro poiché soggetto richiedente non qualificato all'ostensione degli atti ex lege n. 241 del 1991;

   la necessità e l'urgenza di un approfondimento della vicenda poiché le predette società hanno tra loro una continuità aziendale, considerato sia il passaggio tra le stesse dei medesimi dipendenti che l'individuazione sempre dello stesso consulente, per cui tali elementi propendono per un disegno volto ad eludere gli obblighi contributivi, vieppiù alla luce della schematica e preordinata chiusura aziendale allo scadere dei termini per il versamento degli oneri contributivi –:

   in considerazione di quanto esposto, data la gravità dei fatti, se così fossero confermati, quali iniziative di competenza intenda adottare per individuare soluzioni percorribili per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori dei cosiddetti call center;

   quali iniziative il Ministro interrogato intenda porre in essere per verificare la regolarità contributiva delle predette aziende, il numero totale dei dipendenti aziendali suddivisi tra lavoratori subordinati a tempo determinato o indeterminato, parasubordinati ed altre forme di rapporto contrattuali, alla luce di un fenomeno, quello dello sfruttamento del lavoro di telemarketing, da parte di aziende spesso fittizie, tramite il sistema delle cosiddette «scatole cinesi», volto all'evasione contributiva.
(4-09603)