• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02634 CANGINI, AIMI, BARBONI, CALIENDO, CALIGIURI, DAL MAS, GALLIANI, GASPARRI, PAGANO, PAPATHEU - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che: dall'11...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02634 presentata da ANDREA CANGINI
martedì 22 giugno 2021, seduta n.339

CANGINI, AIMI, BARBONI, CALIENDO, CALIGIURI, DAL MAS, GALLIANI, GASPARRI, PAGANO, PAPATHEU - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

dall'11 al 13 giugno 2021 si è tenuto il vertice del G7 a Carbis Bay, in Cornovaglia. La sessione 3 è stata dedicata alle questioni di politica estera; la sessione 5 ha riguardato i valori comuni condivisi dai membri del G7 e dai paesi ospiti invitati. Il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel ha dichiarato che: "Vediamo che le democrazie liberali e le società aperte affrontano la pressione dei regimi autoritari. Questa sfida ci ha spinto a unire le forze durante il G7, non solo per poter rispondere a pressioni o attacchi, ma anche per diffondere i nostri valori di libertà, stato di diritto e rispetto dei diritti umani"; il Presidente Mario Draghi ha sottolineato che "Il tema politico dominante è stato quale atteggiamento debba avere il G7 nei confronti della Cina e in generale di tutte le autocrazie, che inquinano l'informazione, interferiscono nei processi elettorali, usano la disinformazione come tecnica aggressiva, usano i social media, fermano gli aerei in volo, rapiscono, uccidono, non rispettano i diritti umani, usano il lavoro forzato. Tutti questi temi di risentimento nei confronti delle autocrazie sono stati toccati e condivisi";

con riferimento alla Repubblica Popolare Cinese - il punto 49, ultimo paragrafo della Dichiarazione finale del G7 ("La nostra agenda condivisa per un'azione globale per ricostruire meglio"), precisa: "Allo stesso tempo, e così facendo, promuoveremo i nostri valori, anche invitando la Cina a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare in relazione allo Xinjiang e a quei diritti, libertà e alto grado di autonomia per Hong Kong sanciti dalla Sino-Dichiarazione congiunta britannica e Legge fondamentale"; il punto 60, della Dichiarazione finale del G7 precisa: "Ribadiamo l'importanza di mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto, inclusivo e basato sullo stato di diritto. Sottolineiamo l'importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan e incoraggiamo la risoluzione pacifica delle questioni che attraversano lo Stretto. Rimaniamo seriamente preoccupati per la situazione nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e ci opponiamo fermamente a qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo e aumentare le tensioni";

negli ultimi anni gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno espresso crescente allarme per gli abusi del Governo cinese nello Xinjiang, rilasciando dichiarazioni congiunte al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e al Terzo Comitato dell'Assemblea generale, che si concentra sui diritti umani. Nell'ottobre 2020, 39 Paesi hanno espresso collettivamente grave preoccupazione per la situazione dei diritti umani nello Xinjiang, in Tibet e a Hong Kong. In data 23 marzo 2021 sul sito delle notizie dell'Organizzazione delle Nazioni Unite si affermava: "Secondo le fonti, i lavoratori Uiguri sarebbero stati sottoposti a sfruttamento e a condizioni di vita abusive, e centinaia di migliaia sarebbero stati detenuti in strutture di "rieducazione". Molti sono stati anche trasferiti forzatamente a lavorare in fabbriche nella regione autonoma uigura dello Xinjiang, situata nel nord-ovest della Cina, e altrove nel paese. I lavoratori Uiguri sarebbero stati impegnati con la forza in industrie poco qualificate e ad alta intensità di lavoro, come l'agroalimentare, il tessile, l'abbigliamento, l'automotive e i settori tecnologici. Mentre il Governo cinese giustifica le sue azioni relative al trattamento degli uiguri con la lotta contro il terrorismo e l'estremismo violento, la riduzione della povertà o gli scopi di sviluppo, tuttavia sollecitiamo rispettosamente il governo a cessare immediatamente qualsiasi misura che non sia pienamente conforme al diritto internazionale, alle norme e agli standard relativi ai diritti umani, compresi i diritti delle minoranze";

mentre l'11 giugno a Carbis Bay in sede di G7 il Presidente del Consiglio dei ministri Draghi si accingeva ad incontrare il Presidente degli Stati Uniti d'America Biden per discutere anche della questione Cina, trapelava la notizia dell'incontro, fissato nel tardo pomeriggio a Roma tra Giuseppe Conte, Giuseppe "Beppe" Grillo e l'ambasciatore di Pechino Li Junhua. Un incontro al quale, all'ultimo momento, Conte, pare senza spiegazioni, non avrebbe dato seguito a causa di "concomitanti impegni". Due mesi orsono, Beppe Grillo sul suo blog difendeva Pechino accusando l'amministrazione Biden di "mettere in pericolo l'umanità";

a quanto risulta agli interroganti, il sen. Vito Rosario Petrocelli, Presidente della 3a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) del Senato, avrebbe dichiarato di condividere il rapporto sulla regione cinese dello Xinjiang pubblicato sul blog di Beppe Grillo, nel quale si afferma che non è vero che la Cina stia perseguitando la minoranza Uigura,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa;

quale posizione abbia il Governo in ordine alla questione della minoranza uigura.

(3-02634)