• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01262    la pandemia da COVID-19 che si sta affrontando ha determinato un aumento del numero delle diagnosi di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, soprattutto tra i più...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01262presentato daD'ARRANDO Celestetesto presentato Martedì 22 giugno 2021 modificato Venerdì 25 giugno 2021, seduta n. 530

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che:
   la pandemia da COVID-19 che si sta affrontando ha determinato un aumento del numero delle diagnosi di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, soprattutto tra i più giovani;
   il periodo di lockdown vissuto nel 2020 ha favorito l'instaurarsi di alcuni fattori scatenanti, quali l'isolamento sociale, i dispositivi e le regole di prevenzione, le incognite sul rientro a scuola, il distanziamento forzato dai coetanei, la paura del contagio e la sensazione di non avere il controllo della situazione;
   tali condizioni hanno provocato un aumento delle restrizioni alimentari o, all'opposto, un aumento degli episodi di alimentazione incontrollata e hanno posto una maggiore attenzione sull'immagine di sé e del proprio corpo, facendo emergere comportamenti disfunzionali, sia in eccesso che in difetto;
   secondo una ricerca del King College di Londra, la quarantena ha prodotto effetti psicologici negativi tra cui sintomi di disturbo post-traumatico da stress, confusione e rabbia, impatti psicologici anche di lunga durata e con effetti particolarmente rischiosi per bambini e adolescenti;
   alcuni centri multidisciplinari affiliati Adi – Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica hanno registrato che nell'ultimo anno (da febbraio 2020 a febbraio 2021) i casi di disturbi alimentari sono aumentati in media del 30 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un abbassamento della fascia di età (13-16 anni) e un incremento soprattutto delle diagnosi di anoressia nervosa;
   l'Adi sottolinea che i disturbi alimentari, se non riconosciuti in tempo e non curati in modo appropriato, possono cronicizzarsi e portare anche a conseguenze tragiche: tali rischi devono indurre a ripensare le strategie terapeutiche nell'ambito dei disturbi alimentari e ad agire tempestivamente con mezzi e percorsi sanitari specifici;
   secondo i dati recenti del Ministero della salute, in Italia sono circa tre milioni i giovani che soffrono di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, di cui il 95,9 per cento sono donne; l'incidenza dell'anoressia nervosa è stimata per il sesso femminile in almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno e fra lo 0,02 e 1,4 nuovi casi nel sesso maschile;
   durante il lockdown, le strutture di aiuto e assistenza pubbliche e private, che in Italia sono solo 146, concentrate soprattutto al Centro e al Nord, hanno dovuto chiudere gli accessi e sospendere le attività, mentre gli ospedali, impegnati nella cura dei malati di COVID-19, sono stati costretti a escludere dai ricoveri e dai trattamenti ambulatoriali le persone affette da disturbi del comportamento alimentare;
   i posti nelle strutture residenziali che si occupano dei disturbi del comportamento alimentare sono fortemente limitati, le liste d'attesa per la presa in carico prevedono tempi lunghi fino a otto mesi, con conseguenze terribili per le condizioni di salute dei pazienti, che perdono la motivazione alle cure –:
   se il Ministro interpellato non ritenga di intraprendere ogni iniziativa di competenza per verificare il quadro complessivo degli enti e delle modalità di gestione di tali strutture residenziali e delle relative liste di attesa e se intenda eventualmente intraprendere iniziative volte a garantire il diritto alla salute a tutti i giovani e agli adulti che stanno attraversando un periodo di forte turbamento psicologico e fisico.
(2-01262) «D'Arrando, Penna, Lorefice, Federico, Ianaro, Mammì, Misiti, Nappi, Provenza, Ruggiero, Sportiello, Villani, Grande, Cancelleri».