• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02360 (3-02360)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02360presentato daLOMBARDO Antoniotesto diVenerdì 25 giugno 2021, seduta n. 530

   LOMBARDO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   nell'ambito della produzione vitivinicola esiste, a livello europeo, una situazione di concorrenza sleale determinata dal fenomeno del cosiddetto zuccheraggio, procedimento enologico che consente di aumentare il grado alcolico del mosto grazie all'aggiunta di zucchero o di altri saccarosi; senza l'aggiunta di saccarosio molti vini stranieri con gradazione alcolica compresa fra 7 e 8 gradi non potrebbero entrare nei mercati europei ove la gradazione minima richiesta è di 8,5;

   lo zuccheraggio è una pratica vietata in Italia, in quanto considerata una modalità di sofisticazione del prodotto vitivinicolo; è, invece, ammessa in molti Paesi europei come la Germania, la Francia, il Belgio e l'Olanda;

   ai produttori italiani è consentito l'utilizzo del cosiddetto mosto concentrato rettificato (Mcr) direttamente ricavato dall'uva: in quanto non derivato da altre colture, il M.c.r. non costituisce sofisticazione del prodotto vinicolo;

   la spesa per l'acquisto dello zucchero è notevolmente inferiore rispetto a quella del mosto; ciò comporta un aggravio dei costi a carico dei produttori italiani di vino che incide sul prodotto finale e, quindi, sul consumatore;

   al fine di superare tale grave disparità all'interno del comparto agricolo, per un lungo periodo e fino alla metà del 2012, ai viticoltori italiani che facevano uso del M.c.r. veniva garantito un contributo a titolo di sovvenzione che, a partire dal 31 luglio 2012, come previsto dal Regolamento (CE) n. 1234 del 2007, è stato sospeso;

   gli agricoltori italiani produttori di vino, molti dei quali in Sicilia, sostengono da anni enormi costi di produzione: l'abolizione delle sovvenzioni per l'utilizzo del M.c.r. ha reso la produzione molto più onerosa rispetto a quella dei diretti competitors stranieri;

   circostanza aggravante della già complessa situazione è rappresentata dall'assenza di una norma che imponga ai produttori stranieri di inserire in etichetta l'indicazione della presenza di zucchero: attualmente al consumatore non è dato sapere cosa c'è nel prodotto finale che beve;

   il procedimento che utilizza il M.c.r., oltre ad agire nel rispetto delle qualità organolettiche del prodotto, garantisce l'elevata qualità finale di milioni di ettolitri di vino, scongiurando, al contempo, ogni eventuale problema di giacenze della produzione vinicola;

   è urgente l'intervento delle istituzioni europee per una regolamentazione uniforme del procedimento di produzione vitivinicola che vieti procedimenti adulterativi dei prodotti come lo zuccheraggio o garantisca un contributo a titolo di sovvenzione per i produttori, come quelli italiani che utilizzano il M.c.r., molto più costosi rispetto allo zucchero; ciò per tutelare non soltanto i produttori, mettendoli in condizione di concorrere ad armi pari con quelli stranieri, ma anche i consumatori, garantendogli un prodotto di qualità e un'adeguata informazione sulle reali proprietà del prodotto vinicolo acquistato –:

   quali iniziative il Ministro interrogato, per quanto di competenza, intenda porre in essere per ridefinire le linee guida nell'ambito della prossima programmazione europea, affinché si applichino in Europa regole uniformi nella produzione vitivinicola, vietando procedimenti adulterativi e imponendo l'utilizzo del M.c.r. come unico sistema di arricchimento dei vini in tutti gli Stati membri della Comunità;

   se il Ministro interrogato intenda intervenire presso l'Unione europea per stabilire che i produttori di vino abbiano l'obbligo di fornire nell'etichettatura l'indicazione dei prodotti aggiunti al vino;

   nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi sopradetti, quali iniziative il Ministro interrogato intenda porre in essere per ripristinare l'erogazione del contributo sospeso nel 2012 che consentirebbe ai produttori di sostenere i maggiori oneri derivanti dalla produzione del vino in Italia, mettendoli in condizione di concorrere con i produttori stranieri.
(3-02360)