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Atto a cui si riferisce:
C.5/06344 (5-06344)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 1 luglio 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-06344

  Il tema sollevato dall'Onorevole interrogante rappresenta un problema di estrema attualità, che riguarda una generalizzata difficoltà di approvvigionamento di materie prime e di materiale di base per la produzione industriale.
  A riguardo, come ricordato anche in altre sedi istituzionali, tengo a precisare ancora una volta che la tematica dell'andamento dei prezzi è attentamente monitorata dal Governo, che sta valutando l'adozione di specifiche iniziative – anche normative – per arginare il forte impatto che i riscontrati aumenti del costo di varie tipologie di materie prime hanno sui diversi settori interessati.
  Con riferimento al settore dell'automotive, ad esempio, si segnala che lo stesso ha dovuto affrontare una difficoltà aggiuntiva rispetto all'incremento dei prezzi, dovuta alla penuria dei semiconduttori. Sul punto, i principali fornitori di semiconduttori hanno annunciato piani di investimento volti ad aumentare la capacità di produzione, che dovrebbe tornare ai livelli pre-crisi entro il terzo trimestre del 2021.
  Si tratta, in ogni caso, di aspetti che necessitano di interventi a livello eurounitario, in ragione dell'impatto del fenomeno e delle cause dello stesso; ed è in questa direzione si sta muovendo il Governo, con l'obiettivo di addivenire a soluzioni possibilmente armonizzate, per garantire l'approvvigionamento delle materie prime e sostenere lo sviluppo competitivo delle imprese italiane, così da evitare fenomeni speculativi e tutelare sia gli operatori del settore che i consumatori.
  In tale ottica, la Commissione europea ha aggiornato la strategia industriale unionale, mappando – tra l'altro – i prodotti per i quali si registra una dipendenza da Paesi Terzi con l'obiettivo di creare una catena del valore europea. Un possibile strumento per realizzarla è rappresentato da un Importante Progetto di Interesse Comune Europeo (IPCEI) sui semiconduttori, finalizzato a sostenere attività di ricerca e innovazione anche nella prima applicazione industriale.
  Quanto ai prezzi dell'acciaio e di altri materiali non ferrosi, come il rame, gli stessi sono aumentati alla luce di diversi fattori, legati non solo al rapporto tra domanda e offerta del prodotto, ma anche all'esistenza, a livello europeo, di misure di salvaguardia che impongono l'applicazione di dazi di entità rilevante. In relazione a queste ultime, il Governo italiano si impegna a promuovere, presso gli Stati europei, l'adozione di specifiche decisioni volte a contrastare tale fenomeno.
  Anche la versione definitiva del PNRR italiano sottolinea l'importanza di «salvaguardare le catene del valore e le infrastrutture critiche, nonché garantire l'accesso alle materie prime di importanza strategica e proteggere i sistemi di comunicazione» ed è allineata a questa richiesta menzionando le materie prime critiche, soprattutto in relazione all'implementazione dell'economia circolare.
  Fatte queste dovute premesse, con riferimento agli aspetti di politica industriale (stante lo specifico quesito posto con l'atto in discussione), si fa presente, inoltre, che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede interventi per circa 191,5 miliardi di euro. A questi vanno aggiunti i 13,5 miliardi del programma REACT-EU – con progetti finanziati dai fondi di coesione europei – e i 30,6 miliardi di un Fondo complementare italiano destinato a finanziare progetti coerenti con le strategie del PNRR ma che eccedono il tetto delle risorse europee disponibili. In totale si tratta quindi di circa 235 miliardi, suddivisi fra sei missioni con 70 miliardi alla transizione ecologica, 50 alla digitalizzazione, 34 a istruzione e ricerca, 31 alla mobilità, 30 all'inclusione, 20 alla salute. È un piano che offre i fondi e gli strumenti necessari per favorire i processi di digitalizzazione, innovazione, decarbonizzazione, spinta all'economia circolare, competitività ed attrattività del sistema produttivo italiano.
  Priorità del Governo italiano, dunque, è quella di rafforzare gli strumenti a sostegno delle imprese, in coerenza con gli obiettivi del Piano europeo Next Generation EU. Le sfide dei prossimi mesi, grazie alla sinergia tra risorse europee e nazionali, saranno decisive per far compiere al nostro Paese – seconda manifattura in Europa – un salto di qualità nelle politiche industriali.
  Infine, tra gli interventi di politica industriale volti a consolidare il nostro tessuto produttivo, meritano di essere ricordate alcune misure chiave inserite nel PNRR quali, ad esempio il piano Transizione 4.0, che ha un impatto fortissimo su molti ecosistemi, la space economy e le diverse azioni a sostegno del settore automotive.