• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01257 (2-01257) «Tondo, Lupi, Schullian».



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01257presentato daTONDO Renzotesto diVenerdì 18 giugno 2021, seduta n. 526

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:

   il surriscaldamento della terra, dovuto alla emissione di CO2, ha determinato cambiamenti climatici che hanno portato a gravi e negative ripercussioni sulle condizioni di vivibilità del nostro pianeta;

   il 2020 è stato l'anno più caldo mai registrato in Europa, per tale motivo si è presa la decisione, di comune accordo tra Paesi europei, di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra (Ghg) di almeno il 55 per cento rispetto ai livelli del 1990;

   l'attuale decennio rappresenta un momento decisivo per il nostro pianeta;

   Governi, istituzioni internazionali e investitori con sempre maggiore determinazione perseguono uno storico evento come «Investing in Climate Action»;

   coerentemente alle valutazioni espresse nel rapporto del Gruppo dei saggi di alto livello, approvate dal Consiglio europeo, ed istituito nella primavera 2019, gli Stati membri europei si stanno esprimendo sulla creazione di una nuova Banca europea per lo sviluppo climatico e sostenibile, controllata dalla Bei;

   nel rispetto delle indicazioni espresse dal Gruppo di saggi, si auspica che il Governo italiano sostenga fermamente l'ipotesi di creazione di questa nuova Banca;

   vista l'attuale governance bancaria europea, che vede le quattro banche e autorità bancarie europee, Bce (banca centrale europea), Bei (banca europea investimenti), Abe (autorità bancaria europea) e Bers (banca europea ricostruzione e sviluppo), con sedi a Francoforte, Lussemburgo, Parigi e addirittura Londra, territorio ormai extra Unione europea, e le relative presidenze affidate a francesi, tedeschi o spagnoli, appare necessario sostenere la creazione di una nuova banca europea per la predisposizione di progetti concernenti il miglioramento climatico;

   è opportuno che l'Italia ospiti la sede di tale nuovo organismo, essendo tra l'altro il maggiore azionista dei quattro organismi bancari di cui sopra, assieme a Francia e Germania;

   si richiede che la nuova Banca europea per lo sviluppo climatico e sostenibile abbia, pertanto, sede in Italia e il primo presidente nominato sia italiano, per colmare le attuali lacune sistemiche esistenti nell'architettura finanziaria europea –:

   quali siano gli intendimenti del Governo sulla questione evidenziata in premessa, se non sia necessario promuovere la costituzione di una Banca dello sviluppo sostenibile (come organo della Banca europea degli investimenti) e se non sia opportuno sostenere, una volta approvata la sua costituzione, la candidatura dell'Italia come sede della medesima Banca di sviluppo sostenibile.
(2-01257) «Tondo, Lupi, Schullian».