• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02339    l'impennata dei prezzi delle materie prime rischia di rallentare la produzione industriale e inficiare la ripartenza dell'economia italiana, scossa dall'impatto pandemico su un tessuto...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02339presentato daSUT Lucatesto presentato Martedì 15 giugno 2021 modificato Mercoledì 16 giugno 2021, seduta n. 525

   SUT, ALEMANNO, CARABETTA, CHIAZZESE, FRACCARO, GIARRIZZO, MASI, ORRICO, PALMISANO, PERCONTI e SCANU. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   l'impennata dei prezzi delle materie prime rischia di rallentare la produzione industriale e inficiare la ripartenza dell'economia italiana, scossa dall'impatto pandemico su un tessuto produttivo oggi indubbiamente segnato, nonostante il dispiegamento di un importante azione di sostegno pubblico alle imprese;
   l'aumento esponenziale dei prezzi delle commodities agricole, alimentari, edili, manifatturiere e industriali si configura quale fenomeno internazionale che interessa trasversalmente i comparti produttivi europei, gravando sul prezzo al consumo. È attribuibile alla ripartenza simultanea delle economie, alla rapida ripresa della domanda interna della Cina e degli Usa, a cause finanziarie e logistiche;
   in particolare, si registra su base annua un +93,6 per cento per le commodities energetiche, +65,7 per cento per i metalli di base, +50,4 per cento tra settembre 2020 e gennaio 2021 per le importazioni di minerali non metalliferi, +34 per cento per il petrolio, fino al dato eclatante dell'acciaio (+117 per cento per il prezzo del tondo per cemento armato), senza contare le materie prime agricole, come i cereali (+27,8 per cento);
   l'elettronica di consumo e l’automotive lamentano inoltre rincari della componentistica elettronica, causati dalla carenza di chip su scala globale;
   il fenomeno acuisce uno scenario generale di marcata incertezza per il mondo produttivo, che rischia di rispondere alla ripresa della domanda con una paralisi delle produzioni;
   sussiste, quindi, al momento una condizione di diffuso allarme, condiviso dalle associazioni di categoria dei diversi segmenti produttivi che denunciano la pericolosità dei rialzi prezzari, per gli effetti dirompenti che possono avere sulle piccole imprese, sulla competitività del sistema e sul raggiungimento degli obiettivi del Recovery plan, come rilevato anche dall'Ance;
   la sopra citata associazione ha inoltre ribadito l'effetto frenante che l'incremento dei prezzi delle commodities dell'edilizia può indurre sull'andamento del « superbonus 110 per cento», con inevitabili ripercussioni sugli esiti espansivi della misura per l'economia nazionale;
   desta ulteriore preoccupazione lo scatto dei prezzi di materie prime d'importazione extra Unione europea, che rientrano nella lista europea delle «materie prime critiche», come il cobalto, le terre rare e il litio – usato nella fabbricazione delle batterie elettriche e per lo stoccaggio dell'energia – indispensabili nel compimento delle transizioni ecologica e digitale e per le quali si prevede, nei prossimi decenni, un macroscopico aumento della domanda –:
   quali iniziative di competenza intenda adottare per sostenere le imprese, la produttività e i consumatori, in considerazione del fenomeno di rialzo prezzario delle materie prime descritto in premessa.
(3-02339)