• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01255 (2-01255) «Delmastro Delle Vedove, Lollobrigida, Prisco, Zucconi, Rotelli, Deidda, Montaruli, Donzelli, Vinci, Ferro, Lucaselli, Varchi, Mantovani, Bignami, Caretta, Ciaburro, Albano, Caiata,...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01255presentato daDELMASTRO DELLE VEDOVE Andreatesto diMartedì 15 giugno 2021, seduta n. 524

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:

   con decreto istruttorio del 16 aprile 2021 il procuratore regionale per il Piemonte della Corte dei conti, dottor Quirino Lorelli, disponeva, inopinatamente, l'acquisizione di documenti nell'ambito di un'azione per responsabilità erariale ai danni della regione Piemonte da parte dell'assessorato all'istruzione, reo, a giudizio del procuratore, di aver acquistato e distribuito alle scuole piemontesi un libro sulle Foibe;

   per stessa ammissione del procuratore regionale per il Piemonte della Corte dei conti, l'attività per danno erariale traeva spunto dalla sola interrogazione di un esponente di Leu che censurava ideologicamente l'iniziativa;

   effettivamente non poteva essere diversamente perché, come si argomenterà nel prosieguo, non esiste un solo atto della regione volto all'acquisto e/o alla distribuzione di un libro sulle Foibe, sebbene sarebbe stata in ogni caso attività legittima ed, anzi, rispettosa di quanto previsto dalla legge istituiva del «Giorno del Ricordo»;

   con cipiglio perentorio, degno a sommesso avviso degli interpellanti di ben altra causa, il procuratore regionale per il Piemonte della Corte dei conti intimava alla regione Piemonte di rispondere entro sette giorni;

   la risposta della regione Piemonte è stata lapidaria e tombale, precisando che non è mai stata assunta alcuna delibera e/o determina per l'acquisto e/o la distribuzione di qualsivoglia libro sulle Foibe alle scuole piemontesi;

   in effetti l'assessorato all'istruzione della regione Piemonte aveva, a suo tempo, annunciato l'idea, evidentemente insana a giudizio della procura regionale per il Piemonte della Corte dei conti, di voler celebrare il «Giorno del Ricordo» anche tramite l'acquisto e la distribuzione di un volume sulle Foibe;

   la legge 30 marzo 2004 n. 92 ha istituito il «Giorno del Ricordo» in memoria delle vittime delle Foibe «al fine di conservare la memoria della tragedia degli italiani»;

   il comma 2 dell'articolo 1 della legge n. 92 del 2004 prevede espressamente «iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado»;

   sempre il comma 2 dell'articolo 1 della predetta legge aggiunge che «è altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende»;

   bisogna, dunque, amaramente concludere, ad avviso degli interroganti, che, mentre per la legge è onere delle istituzioni celebrare il «Giorno del Ricordo» presso le scuole di ogni ordine e grado, per la procura regionale per il Piemonte della Corte dei conti le celebrazioni, rectius la sola idea delle celebrazioni potrebbe costituire astrattamente, a prescinderò dal costo a da altri elementi nel caso di specie assolutamente inesistenti, «danno erariale»;

   il fatto che non sia stata assunta alcuna delibera di acquisto e/o distribuzione di qual si voglia libro sulle Foibe, secondo gli interroganti, fa assumere all'intera vicenda l'amaro retrogusto di una censura di carattere politico ed ideologico, volta ad introdurre il principio del «danno erariale» costituito dal solo «pensiero» o dalla sola «intenzione»;

   per stessa ammissione del procuratore regionale della Corte del Piemonte l'attività istruttoria ha preso spunto dalla sola interrogazione di esponente di Leu che, vertendo su fatto inesistente, non poteva, contrariamente a quanto previsto specificatamente dall'articolo 53 della giustizia contabile, contenere «una precisa e documentata esposizione dei fatti e delle violazioni commesse, con l'indicazione ed eventualmente quantificazione del danno»;

   non essendo intervenuta alcuna delibera e/o determina di acquisto e/o di distribuzione da parte della regione Piemonte, ad avviso degli interroganti, il precipitato logico-giuridico indefettibile dell'azione della procura regionale della Corte dei conti è che sia possibile attivare un'azione per danno erariale fondata sul solo «pensiero» o la sola «intenzione» di celebrare le Foibe:

   esondando, a giudizio degli interroganti, clamorosamente dalle sue funzioni, la procura regionale della Corte dei conti ha ulteriormente chiesto alla regione Piemonte «se l'iniziativa sia stata concordata con i dirigenti scolastici», con ciò ritenendosi evidentemente anche autorizzata ad intervenire, non solo e non tanto sulla legittimità e l'opportunità di una spesa, ma anche sulle modalità non onerose di organizzazione di un evento;

   non essendo intervenuta alcuna delibera e/o determina di spesa e non avendo a disposizione dunque altri riscontri in ordine ad un presunto danno erariale per fatto inesistente, appare evidente che, con il contegno assunto, la procura regionale per il Piemonte della Corte dei conti abbia conferito, anche involontariamente, all'intera vicenda l'ombra di agire in censura politica;

   azionare, in spregio a quanto previsto dall'articolo 53 del codice della giustizia contabile, un'attività istruttoria per «danno erariale» su un fatto inesistente e su una interrogazione ideologica, sprovvista di specifiche e concrete notizie di danno rasenterebbe il parossismo e sfiorerebbe il ridicolo se non conferisse all'intera vicenda l'idea inquietante del processo per «danno erariale» al «pensiero» e alle «intenzioni»;

   in ogni caso, è bene ribadire a caratteri cubitali che celebrare le Foibe sarebbe stato, da parte dell'assessorato alla istruzione della regione Piemonte, un comportamento legittimo ed anzi pedissequamente ossequioso della legge n. 92 del 2004 come sopra riportato;

   aver iniziato un'attività istruttoria, ai fini delle determinazioni inerenti l'esercizio dell'azione erariale, senza alcun supporto per un fatto inesistente e per la sola interrogazione di un esponente di Leu e contestando l'eventuale operato in ossequio a quanto previsto dalla legge n. 92 del 2004 conferisce all'intera vicenda una oscura ombra anche sulla necessaria imparzialità che deve informare l'agire della procura della Corte dei conti;

   di quali elementi disponga sulla vicenda e quali eventuali iniziative di carattere normativo intenda assumere, anche sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia dei procedimenti per danno erariale, e a salvaguardia dell'integrità e della correttezza istituzionale delle Corte dei conti, affinché l'avvio dell'attività istruttoria per danno erariale da parte delle procure della Corte dei conti avvenga sempre sulla base di presupposti oggettivi e non meramente ideologici.
(2-01255) «Delmastro Delle Vedove, Lollobrigida, Prisco, Zucconi, Rotelli, Deidda, Montaruli, Donzelli, Vinci, Ferro, Lucaselli, Varchi, Mantovani, Bignami, Caretta, Ciaburro, Albano, Caiata, Bucalo, Osnato, Rizzetto, De Toma, Silvestroni, Trancassini, Butti, Maschio, Foti, Gemmato, Frassinetti».