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Atto a cui si riferisce:
S.4/04921 TESTOR, BERGESIO, RICCARDI, ZULIANI, PIANASSO, PERGREFFI, LUNESU, PUCCIARELLI, ALESSANDRINI, IWOBI, DORIA, PITTONI, MARIN, LUCIDI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 108
all'Interrogazione 4-04921

Risposta. - Gli uffici competenti del Ministero hanno comunicato che, con nota del 2 febbraio 2021, la Rai è stata invitata a mettere in campo tutti gli interventi necessari al fine di mitigare o risolvere la carenza di ricevibilità nei comuni della provincia di Trento, quali Grigno ed altri della bassa Valsugana. Sulle questioni sollevate è stata sentita altresì direttamente la Rai, la quale ha riferito quanto segue.

Gli interventi sulle reti di diffusione del digitale terrestre sono da inquadrare all'interno del più complessivo processo di liberazione della banda 700 MHz, processo in atto a livello europeo, che in Italia è sotto la guida e la responsabilità di questo Ministero e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM). In tale processo si inquadra il progetto operativo che la Rai ha presentato al Ministero, così come previsto dal contratto di servizio 2018-2022. In ottemperanza al contratto di servizio, l'azienda garantisce la copertura del 100 per cento della popolazione con tutta la propria offerta attraverso altre piattaforme, quali TivùSat e RaiPlay.

In merito agli specifici problemi di ricezione, la Rai riporta i contenuti della "relazione di ricevibilità" redatta dai suoi organi interni. Sui 18 comuni della bassa Valsugana, sono state rilevate le seguenti criticità: a) il comune di Grigno riceve per il 16 per cento dall'impianto "Borgo Valsugana" e per l'84 per cento dall'impianto "Grigno". Entrambi ricevono solo Mux1, ossia uno dei multiplex della televisione digitale terrestre, il quale specificamente trasmette: Rai1, Rai2, Rai3, RaiNews24, Rai Radio1, Rai Radio2 e Rai Radio3; b) i comuni di Cinte Tesino e Pieve Tesino ricevono entrambi dall'impianto "Conca Tesino". Anche questi ricevono solo Mux1; c) il comune di Castello Tesino riceve per il 50 per cento dall'impianto "Castello Tesino" e per il 50 per cento dall'impianto "Conca Tesino"; anche in questo caso solo Mux1; d) il comune di Samone riceve interamente dall'impianto "Strigno" solo Mux1.

Per ovviare a queste criticità, la Rai ha definito una lista di estensione dei Mux tematici entro fine anno. In questa lista di estensione sono ricompresi gli impianti di "Grigno" e "Conca Tesino". Dunque, si sta lavorando per risolvere i problemi di ricezione per l'intero territorio dei comuni di Cinte Tesino e Pieve Tesino, per l'84 per cento del territorio del comune di Grigno e per il 50 per cento del comune di Castello Tesino. Sul punto, la Rai specifica che, per fruire dell'intera programmazione, le parti di territorio escluse dal piano di estensione dei Mux tematici potranno avvalersi delle alternative di fruizione fornite da TivùSat e RaiPlay, oltre che della nuova iniziava di distribuzione delle smart card come previsto dall'art. 19, comma 3, del contratto di servizio. In particolare, il piano "smart card Rai" prevede, per gli utenti che ne fanno richiesta tramite sito istituzionale Rai, la distribuzione gratuita, presso le sedi Rai, di una tessera che abiliterà la visione dei soli canali Rai ricevuti tramite la piattaforma satellitare. Il piano sarà attivo a far data dal 1° settembre 2021.

Infine, gli interroganti sottolineano come la situazione risulti maggiormente problematica in questo periodo di restrizioni dovute alle misure di contenimento della diffusione pandemica, specialmente per gli esercizi commerciali, turistici e di ristorazione, chiedendo pertanto che venga sospeso il pagamento del canone Rai, sia ordinario che speciale, fintanto che non sia garantito completamente il servizio di trasmissione.

Al riguardo, si rappresenta che il "canone speciale" è previsto dall'art. 27 del regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, recante "Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni", convertito con legge 4 giugno 1938, n. 880. L'articolo fa riferimento al "canone di abbonamento dovuto per le audizioni date in locali pubblici od aperti al pubblico". Ogni anno, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, viene stabilito l'importo da pagare. Il "decreto di determinazione dei canoni di abbonamento speciale RAI per la detenzione fuori dell'ambito familiare di apparecchi radioriceventi o televisivi nei cinema, teatri ed in locali a questi assimilabili - anno 2021" è stato firmato dal Ministro in data 31 dicembre 2020 e successivamente registrato alla Corte dei conti. Esso stabilisce che i canoni di abbonamento speciale rimangano fissati secondo le misure nelle tabelle 3 e 4 allegate al decreto ministeriale 29 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2015.

Sul punto è intervenuto anche il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" (decreto "cura Italia"), convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. In particolare, l'articolo 62, "Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi", commi 1 e 6, e il successivo articolo 72-bis "Sospensione dei pagamenti delle utenze", avevano già sospeso il pagamento dei canoni speciali. "Gli adempimenti sospesi (...) sono effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni" (art. 62, comma 6).

In considerazione delle criticità sollevate si informa che è stato approvato un emendamento all'Atto Camera 3099 (conversione del cosiddetto decreto sostegni, decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41), con il quale è stata prevista la sospensione, per le imprese turistico-ricettive, del pagamento del 100 per cento del canone speciale Rai fino al 31 dicembre 2021. In particolare, l'articolo 6, commi 5-7, come modificato dal Senato, esonera, per l'anno 2021, le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico, comprese le attività similari svolte da enti del terzo settore, dal versamento del canone di abbonamento Rai. L'articolo assegna quindi 83 milioni di euro ad una contabilità speciale al fine di riconoscere un credito d'imposta di importo corrispondente in favore di coloro che hanno già provveduto al versamento del canone e di compensare la Rai per le minori entrate derivanti da questa disposizione. Si specifica, inoltre, che il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Pertanto, si rappresenta la massima attenzione del Governo sul tema sollevato, e il Ministero, nell'ambito delle proprie competenze, continuerà a monitorare l'attuazione del contratto di servizio in essere, al fine di garantire il coretto espletamento del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sull'intero territorio nazionale.

ASCANI ANNA Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico

01/06/2021