• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02320    l'economia ittica nazionale contribuisce per 39,5 miliardi di euro al prodotto interno lordo, ma vive una profonda crisi e dal 2010 ad oggi segna una diminuzione del 15,7 per cento nel...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02320presentato daGADDA Maria Chiaratesto presentato Martedì 8 giugno 2021 modificato Mercoledì 9 giugno 2021, seduta n. 521

   GADDA, FREGOLENT, UNGARO, MORETTO, MARCO DI MAIO, SCOMA, PAITA, MIGLIORE, OCCHIONERO e VITIELLO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   l'economia ittica nazionale contribuisce per 39,5 miliardi di euro al prodotto interno lordo, ma vive una profonda crisi e dal 2010 ad oggi segna una diminuzione del 15,7 per cento nel valore degli sbarchi, il volume delle produzioni sbarcate del 16,2 per cento ed il prezzo medio (euro/Kg) del 9 per cento. La flotta nazionale rappresenta il 17 per cento della flotta comunitaria, ma nell'ultimo decennio ha registrato una contrazione del 16,5 per cento ed i pescatori imbarcati sono diminuiti del 16 per cento;
   a fronte di ciò, il settore della pesca marittima nazionale non è dotato di un efficace e stabile sistema di ammortizzatori sociali ed è pressoché privo di ricambio generazionale;
   al fine di mantenere lo stock ittico, il regolamento (UE) 2019/1022, cosiddetto West Med, ha previsto una riduzione dello sforzo di pesca per le GSA, 9, 10 e 11 fino al 40 per cento entro il 2024 e tale riduzione è già stata effettuata per il 20 per cento; lo stesso si propone per le GSA adriatiche e ioniche;
   la riduzione degli stock ittici dovrebbe essere valutata con un'analisi tempestiva dei dati e con un approccio ecosistemico rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici e altre forme di alterazione dell'ecosistema marino e non meramente allo sforzo di pesca;
   l'instabilità politica nel canale di Sicilia e l'incertezza giuridica relativa alla giurisdizione delle acque nel Golfo della Sirte dichiarate unilateralmente dalla Libia zona di protezione di pesca, hanno visto intensificarsi gravi episodi di violenza a danno dei pescherecci italiani che sono costretti a spingersi in tali acque per la pesca del gambero rosso o del tonno. Tale situazione determina incertezza nell'attribuzione degli indennizzi già stanziati per sostenere famiglie e imprese dei pescatori attaccati e rapiti in tali acque;
   Italia e Grecia hanno recentemente raggiunto un accordo volto a riconoscere i diritti storici di pesca alle imbarcazioni italiane; tale analoga soluzione con la Libia garantirebbe sicurezza e sostenibilità economica nell'attesa di una definizione internazionale circa la giurisdizione delle acque;
   il 12 giugno 2021 è indetto lo stato di agitazione della categoria, con manifestazioni a Venezia e Mazara del Vallo, rispetto al piano di gestione comunitario e alle criticità sopra citate –:
   quali iniziative intenda adottare, a livello nazionale e comunitario, per la sostenibilità economica e sociale del nostro comparto ittico e per chiarire, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il quadro giuridico internazionale rispetto alla delimitazione delle acque territoriali e in particolare della zona di protezione di pesca libica. (3-02320)