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Atto a cui si riferisce:
S.1/00377 premesso che: la Costituzione, all'articolo 9, sancisce che "la Repubblica tutela (...) il patrimonio artistico della Nazione", riconoscendo in tal modo la valenza sociale del nostro...



Atto Senato

Mozione 1-00377 presentata da MARGHERITA CORRADO
giovedì 27 maggio 2021, seduta n.332

CORRADO, GRANATO, ANGRISANI, MARILOTTI, RUSSO, ORTIS, MORRA, GIANNUZZI, MININNO, CRUCIOLI, TRENTACOSTE, LOREFICE - Il Senato,

premesso che:

la Costituzione, all'articolo 9, sancisce che "la Repubblica tutela (...) il patrimonio artistico della Nazione", riconoscendo in tal modo la valenza sociale del nostro patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, e indicando come missione dello Stato il garantirne adeguata custodia e dunque fruizione da parte dei cittadini;

la cultura musicale è un bene comune ed essenziale, e la sua tutela si configura come un autentico diritto alla sua conoscenza e fruizione;

l'Italia vanta un grandissimo patrimonio di cultura musicale e di arte dello spettacolo musicale quale il melodramma;

siffatta ricchezza culturale "immateriale" e di civiltà impone un impegno costante per la sua salvaguardia da parte dello Stato e l'obbligo di coltivarne conoscenza, consapevolezza e sensibilità nelle nuove generazioni e di assicurare che tale patrimonio sia tramandato alle generazioni future;

considerato che:

l'opera lirica fa parte del suddetto patrimonio artistico immateriale e svolge l'importante ruolo di ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, concorrendo alla diffusione di un'immagine internazionale positiva del nostro Paese;

il melodramma italiano è una forma d'arte divenuta nel tempo un bene dell'intera umanità, da tutelare, quindi, anche come bene comune "mondiale";

non vi è teatro lirico in ogni parte del mondo che non annoveri annualmente, nei propri programmi, melodrammi di autori italiani;

non vi è cantante lirico nel mondo che non conosca la lingua italiana, una lingua divenuta universale;

il patrimonio culturale immateriale costituito dal melodramma italiano è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale "italiana" di fronte alla globalizzazione, e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere;

valutato che:

nell'ottica di un rilancio del Paese occorre concentrare gli sforzi sulla manutenzione del patrimonio italiano, anche tramite la valorizzazione delle professioni del comparto delle arti musicali inerenti alla realizzazione dei melodrammi (cantanti, corpi di ballo, cori, orchestre, registi, scenografi, costumisti, maestranze tecniche);

occorre rafforzare la rete degli innumerevoli teatri lirici italiani, da quelli storici fino alle piccole realtà territoriali, valorizzando tutte le professioni ad essa legate in questo campo;

fatti di cronaca recenti impongono una riflessione sul sistema italiano delle fondazioni liriche con particolare riferimento: a) alla necessità di garantire gestioni virtuose, trasparenti e libere da logiche che rischiano di alimentare un sistema clientelare a danno della qualità artistica e dell'equilibrio economico delle stesse; b) alla tutela per i lavoratori; c) ad un rilancio dell'intero comparto;

né l'attuale legislazione, né il "Codice dei beni culturali e del paesaggio" (decreto legislativo n. 42 del 2004) contemplano il melodramma italiano come bene comune "immateriale" da tutelare e proteggere nei confronti di quanti attentano alla sua integrità filologica ed interpretativa;

l'imminente ricorrenza (il prossimo 2 agosto) del primo centenario della scomparsa di Enrico Caruso sarà occasione di una riscoperta e di un rilancio dell'opera lirica, e in particolare del melodramma italiano, come "bene comune" a tutti gli strati della popolazione, non solo italiana,

impegna il Governo ad intraprendere ogni iniziativa necessaria, affinché sia perfezionata la candidatura del melodramma italiano a patrimonio culturale immateriale presso la Commissione nazionale italiana per l'UNESCO.

(1-00377)