• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05524 RIZZOTTI - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze. - Premesso che: la vendita a distanza al pubblico dei medicinali per uso umano attraverso i servizi della società...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05524 presentata da MARIA RIZZOTTI
martedì 25 maggio 2021, seduta n.330

RIZZOTTI - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

la vendita a distanza al pubblico dei medicinali per uso umano attraverso i servizi della società dell'informazione (o vendita on line dei medicinali) è disciplinata dalla direttiva 2011/62/UE, che ha armonizzato i requisiti minimi per le persone fisiche e giuridiche che intendano richiedere l'autorizzazione alla vendita on line in conformità alla legislazione dello Stato membro, nel quale sono stabilite; in particolare, la citata direttiva ha previsto che le farmacie autorizzate alla vendita a distanza dalle Autorità di uno Stato membro mostrino sul proprio sito web il logo comune, riconoscibile in tutta l'UE, che al contempo consente l'identificazione dello Stato membro nel quale ciascuna farmacia è stabilita;

la direttiva 2011/62/UE ha lasciato alla valutazione dei singoli Stati membri la scelta se consentire o vietare la vendita on line di medicinali soggetti ad obbligo di prescrizione medica;

il legislatore italiano, nel recepire la direttiva 2011/62/UE, ha disposto il divieto di fornitura a distanza al pubblico dei medicinali con obbligo di prescrizione medica (art. 112-quater del decreto legislativo n. 219 del 2006, introdotto dal decreto legislativo n. 17 del 2014);

di conseguenza, in Italia le farmacie autorizzate alla vendita a distanza di medicinali ai sensi della direttiva 2011/62/UE possono offrire, attraverso il canale on line, soltanto medicinali da banco (OTC) ovvero altri medicinali senza obbligo di prescrizione (SOP), oltre che parafarmaci ed altri prodotti non farmaceutici per la cura della persona;

negli ultimi anni, a seguito della diffusione capillare dell'utilizzo delle tecnologie digitali, si è andato diffondendo spontaneamente un diverso canale di vendita a distanza di farmaci, in virtù del quale il paziente individua la farmacia più vicina ed ordina il medicinale tramite una "App" o tramite un sito internet, non direttamente riconducibili ad una farmacia autorizzata ai sensi della direttiva 2011/62/UE e quindi sprovvisti di logo comune, perché gestiti da un soggetto terzo;

questo canale di vendita a distanza consente generalmente al paziente di scegliere se ritirare il farmaco in farmacia, dopo averlo ordinato, oppure se avvalersi dell'opzione della consegna a domicilio, fornita da un soggetto terzo incaricato di ritirare il farmaco, a condizione che il domicilio del paziente sia in prossimità della farmacia individuata (in media, non oltre 3 chilometri). In questo secondo caso, se il medicinale è soggetto a prescrizione medica, l'ordine tramite "App" digitale si perfeziona con l'invio della ricetta da remoto;

la pandemia da COVID-19 e le conseguenti misure di limitazione della libertà di movimento delle persone hanno notevolmente incrementato la domanda del servizio di consegna a domicilio di farmaci, accelerando la diffusione di iniziative commerciali in questo senso da parte di farmacie ed operatori della consegna a domicilio, in assenza di qualsivoglia disciplina normativa;

la diffusione dei servizi di consegna a domicilio rende, di fatto, possibile la vendita a distanza di farmaci soggetti ad obbligo di prescrizione medica, che la legge italiana vieta alle farmacie autorizzate alla vendita on line ai sensi della direttiva 2011/62/UE, configurando, ad avviso dell'interrogante, una situazione discriminatoria a danno di queste ultime;

inoltre, le citate iniziative commerciali tendono a concentrarsi nelle grandi aree urbane, dove il servizio di ritiro e consegna a domicilio è maggiormente remunerativo, a scapito della popolazione residente nei piccoli centri e delle aree rurali che rimane sprovvista di un servizio sempre più richiesto, a causa della pandemia da COVID-19 e dell'invecchiamento della popolazione;

ad avviso dell'interrogante, alla luce di questa situazione, è opportuno che la vendita a distanza dei farmaci soggetti a prescrizione medica sia adeguatamente disciplinata, per consentirne la diffusione su tutto il territorio nazionale secondo criteri omogenei e per assicurare che il trasporto dei prodotti avvenga in condizioni di sicurezza;

da fonti stampa si apprende che il Ministero della salute, a seguito di segnalazioni da parte di associazioni del settore aventi ad oggetto iniziative commerciali che prevedevano la vendita a distanza di medicinali al di fuori di quanto previsto dalla disciplina nazionale e comunitaria, avrebbe annunciato la volontà di convocare un tavolo di confronto con le associazioni rappresentative dei farmacisti e degli operatori della distribuzione intermedia, per valutare possibili iniziative;

con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 30 dicembre 2020, il processo di dematerializzazione delle prescrizioni mediche è stato esteso anche ai medicinali non erogati a carico del Servizio sanitario nazionale, con l'introduzione della possibilità per i medici di generare prescrizioni individuate univocamente tramite il Numero di Ricetta Bianca Elettronica (NRBE). Il decreto prevede, fino al perdurare dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, la possibilità che la farmacia recapiti, laddove possibile, i farmaci all'indirizzo indicato dall'assistito, previa comunicazione da parte di quest'ultimo degli estremi della ricetta elettronica,

si chiede di sapere:

se il Ministro della salute non ritenga che sia opportuno rimuovere il divieto di vendita a distanza di medicinali soggetti ad obbligo di prescrizione medica, di cui all'art. 112-quater del decreto legislativo n. 219 del 2006 e disciplinare tale pratica, nel rispetto dei principi dettati dalla direttiva 2011/62/UE, assicurando condizioni eque e non discriminatorie a tutti gli operatori della distribuzione farmaceutica;

se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, non intendano adottare iniziative per estendere quanto previsto dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 30 dicembre 2020, per quanto concerne il recapito dei farmaci oggetto di ricetta bianca dematerializzata al domicilio dell'assistito, anche oltre il termine dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19;

se, con quali interlocutori e con quali esiti si sia svolto il tavolo di confronto di cui in premessa.

(4-05524)