• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06090 (5-06090)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06090presentato daQUARTAPELLE PROCOPIO Liatesto diMartedì 25 maggio 2021, seduta n. 515

   QUARTAPELLE PROCOPIO, DELRIO, BOLDRINI, FASSINO e LA MARCA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   Marco Zennaro, un imprenditore veneziano che opera in Sudan da oltre 25 anni nel ramo dei trasformatori elettrici, da due mesi è detenuto in Sudan, con l'accusa di frode inserita in un'intrigata vicenda di cui si dice vittima;

   Zennaro aveva raggiunto Khartoum nel marzo 2021 dopo una contestazione di una fornitura destinata alla Sedec, la società nazionale di energia elettrica. Secondo notizie stampa, il mediatore con il quale aveva trattato la vendita, Gallabi – che è stato trovato poi morto – aveva acquistato la fornitura, con il finanziamento di Abdallah Esa Yousif Ahamed, un militare che fa parte del clan del generale Hamdan Dagalo, capo del Rapid Support Force, le milizie che operano nella capitale e che furono protagoniste durante il golpe del 2019. Secondo Abdallah c'erano difformità tra le caratteristiche tecniche e i parametri indicati nei certificati di collaudo, sulla base di analisi di una ditta concorrente. Zennaro, quindi, aveva chiesto di affidarsi ad un soggetto neutrale, invece, è stato denunciato e arrestato;

   inizialmente, è rimasto agli arresti in albergo e dopo, parrebbe, una trattativa con gli acquirenti di 400 mila euro, mentre stava per rientrare in Italia, è stato nuovamente arrestato perché la controparte chiedeva altri 700 mila euro. Stavolta è stato condotto in una cella della polizia con altri 30 detenuti e una temperatura infernale. Inoltre, l'udienza, per il ricorso sulla scarcerazione sembrerebbe continuamente rinviata;

   secondo quanto ha riferito la famiglia, le richieste di pagamento sono state accompagnate da riferimenti intimidatori al caso di Giulio Regeni. «Regeni! Regeni! Paga», gli è stato detto. Questo il messaggio (riportato da Il Gazzettino di Venezia) spedito dal segretario di Abdallah al padre di Zennaro; «Il problema è che la fiducia tra tutte le parti è crollata e il motivo è Gallabi. Questo è il motivo per cui Abdallah non permetterà che i suoi soldi vengano pagati attraverso un credito bancario... Vuole i suoi soldi in contanti fino al rilascio di Marco. Spero che si trovi una soluzione, perché la situazione di tuo figlio è difficile in carcere... ho parlato con la polizia per farlo sedere in un ufficio, non in cella, e per essere trattato con gentilezza... Ma credimi, fai il tuo lavoro e salva tuo figlio da questa tragedia»;

   Vassallo, ambasciatore in Sudan, ha riferito che: «il personale dell'ambasciata segue il caso, portando in cella generi alimentari» –:

   quali notizie abbia il Ministro interrogato in merito alla vicenda e come intenda attivarsi, nei rapporti bilaterali con il Sudan, per sbloccare la situazione e permettere il rientro in Italia del nostro connazionale.
(5-06090)