• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02296    nell'era dell'economia digitale si sta mettendo a punto in Europa e in Italia una nuova tassazione per le imprese che operano in rete. L'obiettivo è quello di garantire equità fiscale e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02296presentato daCURRÒ Giovannitesto presentato Martedì 25 maggio 2021 modificato Mercoledì 26 maggio 2021, seduta n. 516

   CURRÒ, MARTINCIGLIO, CANCELLERI, CASO, SCERRA, ALEMANNO, GRIMALDI, GABRIELE LORENZONI, MIGLIORINO, RUOCCO, TROIANO e ZANICHELLI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
   nell'era dell'economia digitale si sta mettendo a punto in Europa e in Italia una nuova tassazione per le imprese che operano in rete. L'obiettivo è quello di garantire equità fiscale e concorrenza leale tra industria on line e industria tradizionale. In Italia l'imposta sui servizi digitali si applica sui ricavi che sono conseguiti dalla fornitura di servizi, come indicati all'articolo 1 della legge di bilancio dello Stato per l'anno 2019, legge n. 145 del 2018, all'articolo 1, commi 35-50;
   per servizi digitali la norma indica che sono tali quei servizi che: veicolano su un'interfaccia digitale pubblicità mirata agli utenti della medesima interfaccia, mettono a disposizione di un'interfaccia digitale multilaterale, che permette agli utenti di essere in contatto e interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura diretta di beni o servizi, e permettono la trasmissione di dati raccolti da utenti e che sono originati dall'utilizzo di un'interfaccia digitale;
   tutti gli esercenti di attività d'impresa sono soggetti passivi di imposta se nel corso dell'anno solare, precedente a quello in cui sorge il presupposto impositivo, realizzano ovunque nel mondo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a euro 750.000.000 e, nel medesimo periodo, sempre singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare di ricavi da servizi digitali non inferiore a euro 5.500.000 nel territorio dello Stato;
   con un comunicato del 9 marzo 2021, il Ministero dell'economia e delle finanze aveva annunciato il differimento dei termini per il versamento dell'imposta sui servizi digitali e per la presentazione della relativa dichiarazione, fissando al 17 maggio il termine per il versamento dell'imposta e al 30 giugno il termine per l'invio della dichiarazione annuale;
   il 17 maggio 2021 è, quindi, stato il termine per il versamento della prima rata dell'imposta sui servizi digitali (web tax) pari al 3 per cento dei ricavi derivanti da determinati servizi digitali realizzati nel 2020 da imprese di rilevanti dimensioni –:
   se abbia già a disposizione i dati relativi ai soggetti che hanno adempiuto a tale obbligo fiscale e quanto gettito abbia prodotto il pagamento della prima rata di tale imposta. (3-02296)