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Atto a cui si riferisce:
S.1/00367 premesso che: il Parco archeologico di Paestum e Velia (PAEVE) è un istituto ad autonomia speciale sorto con il decreto ministeriale 28 gennaio 2020, che ha disposto l'unificazione del...



Atto Senato

Mozione 1-00367 presentata da FRANCESCO CASTIELLO
martedì 18 maggio 2021, seduta n.327

CASTIELLO, MININNO, AIROLA, CROATTI, CORRADO, DE LUCIA, PIARULLI, GAUDIANO, LANZI, DI PIAZZA, PAVANELLI, GIANNUZZI, ORTIS, LOMUTI, SANTANGELO, EVANGELISTA, FENU, RUSSO, FEDE, AGOSTINELLI, SANTILLO, MAUTONE, MARINELLO, PIRRO, PELLEGRINI Marco, L'ABBATE, BOTTICI, ROMANO, TONINELLI, GARRUTI, LANNUTTI, MONTEVECCHI, CASTELLONE, GALLICCHIO, DELL'OLIO, CIOFFI, PRESUTTO, ROMAGNOLI, ANASTASI, MATRISCIANO, LEONE, TRENTACOSTE, CASTALDI, LA MURA, MANTERO, ANGRISANI, PISANI Giuseppe, RICCIARDI, NATURALE, LOREFICE - Il Senato,

premesso che:

il Parco archeologico di Paestum e Velia (PAEVE) è un istituto ad autonomia speciale sorto con il decreto ministeriale 28 gennaio 2020, che ha disposto l'unificazione del sito pestano con quello velino che si trova nella zona costiera del Parco nazionale del Cilento, vallo di Diano e Alburni (PNCVDA);

il sito di Elea-Velia insiste su un'area di circa 90 ettari di proprietà statale e si trova nel comune di Ascea Marina, importante località balneare posta in una posizione centrale rispetto alle principali località turistiche dell'area quali: Palinuro, Marina di Camerota, Acciaroli, Pioppi, Castellabate e Agropoli. Il sito di Elea-Velia dista circa 40 chilometri dal sito archeologico di Paestum e circa 80 chilometri dalla certosa di San Lorenzo di Padula: tre emergenze che assieme al sito archeologico di Paestum e alla stessa Elea-Velia costituiscono elementi caratterizzanti di un unico sito UNESCO, il PNCVDA, riconosciuto nel 1998 quale "paesaggio culturale" di rilevanza mondiale (criterio n. iii - iv): l'Ente Parco nazionale del Cilento, vallo di Diano e Alburni ne è ente responsabile presso l'UNESCO. Le strutture architettoniche del sito sono immerse in una vasta area di macchia mediterranea e rigogliosi uliveti che fanno di Elea-Velia un esempio significativo di ciò che si intende per "parco archeologico" ai sensi dell'art. 101, comma 2, lett. e), del decreto legislativo n. 42 del 2004 ossia "ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all'aperto". La sede velina del Parco archeologico è dotata di ampio parcheggio collocato su un'area adiacente all'ingresso con una superficie complessiva di circa 9.000 metri quadri per un totale di circa 200 posti auto e circa 20 posti autobus; si trova a 2 chilometri dalla stazione ferroviaria di Ascea Marina (ove fermano treni regionali e intercity) e a 10 chilometri dalla stazione di Vallo della Lucania-Castelnuovo (servita anche dalle Frecce e da Italo); si trova altresì a 4,5 chilometri dal porto di Casal Velino (servito dal servizio estivo del "metrò del mare"). Attualmente Elea-Velia si configura come una vasta area archeologica, poco nota e poco visitata (mediamente 30.000 visitatori all'anno), che non consente assolutamente la percezione di una grande metropoli mediterranea, di una società molto organizzata e con una classe dirigente culturalmente dotata e famosa che ha potuto convivere con la preesistente popolazione dei Lucani, organizzare attraverso di loro produzioni agricole di consumo in un vasto territorio, gestire porti militari e commerciali;

l'antica città di Elea è luogo fortemente significativo per la storia e la cultura delle civiltà occidentali, nonché per il contesto territoriale che ha contribuito a formare. Oltre ad essere luogo di nascita del pensiero occidentale con la scuola eleatica di Parmenide e Zenone, fu sede di una scuola medica antesignana della scuola medica salernitana, fu fiorente centro politico ed economico conosciuto già dagli antichi per quelle peculiarità codificate 2500 anni dopo da Ancel Keys con la "dieta mediterranea" che l'UNESCO nel 2010 ha riconosciuto tra i patrimoni immateriali dell'umanità individuando, tra l'altro, proprio nel Cilento uno dei suoi luoghi emblematici. Ma già dal 1997 Elea-Velia è attenzionata dall'UNESCO, rientrando nel perimetro del programma MAB, che punta a preservare e generare valori naturali e culturali attraverso una proposta politica e gestionale scientificamente corretta, culturalmente creativa e operativamente sostenibile. Nonché, dal 1998, Elea-Velia è iscritta nella World heritage list, quale emergenza caratterizzante il "paesaggio culturale" dell'area parco: un paesaggio evolutivo vivente e vitale nel mondo contemporaneo che, posto al centro del Mediterraneo, ne concretizza gli aspetti peculiari: la biodiversità, la compenetrazione ambientale e l'incontro delle genti;

tali circostante storiche, valoriali ed istituzionali pongono il sito archeologico di Elea-Velia non esclusivamente come storia da apprendere, ma come conoscenza da produrre nella contemporaneità, nella più generale valorizzazione del Parco archeologico, nella riqualificazione e rigenerazione del contesto insediativo più prossimo all'area e nella realizzazione di un Museo nazionale di Elea-Velia;

in tal senso nella strategia del progetto integrato del "Grande attrattore culturale Paestum Velia" (POR Campania 2000-2006) si prevedeva la realizzazione di un museo; a seguito di ciò il Comune di Ascea e le Soprintendenza competente individuarono un luogo idoneo prossimo al sito archeologico e si è proceduto ad un concorso internazionale di idee per la realizzazione del Museo;

nel 2018 è stata sollecitata la riattivazione del percorso per la realizzazione di una struttura museale con interlocuzione tra le componenti locali, rappresentanze parlamentari ed il Governo, riscontrando nella persona del ministro Alberto Bonisoli il favore nei confronti dell'intervento. A seguito delle indicazioni dirette del Ministro, il PNCVDA, il Comune di Ascea, la fondazione "Grande Lucania", coordinate dall'associazione Genius Loci Cilento, hanno elaborato una nota posta all'attenzione della sottosegretaria Orrico, in cui si ipotizzava un intervento di 11.778.000 euro per realizzare: superficie espositiva effettiva di 3.500 metri quadri; spazi di servizio (uffici, bagni, bookshop, laboratori didattici, spazi ricreativi-ristorativi) per 600 metri quadri; sala convegni ed eventi per 200 metri quadri; spazi ad uso deposito per 2.500 metri quadri; area esterna di pertinenza per 7.500 metri quadri così suddivisa: parcheggi, aree di manovra, verde di allestimento e alberature per 3.500 metri quadri; parco verde per 2.000 metri quadri; area didattica all'aperto per 2.000 metri quadri;

ferma restante tale migliore ipotesi realizzativa, il Comune di Ascea ha fatto più volte presente anche una possibilità alternativa, essendo nella sua disponibilità e nelle adiacenze del sito archeologico un'area ed un immobile da poter utilmente considerare per la realizzazione di un museo;

a sostegno della realizzazione di un museo è sorto anche un "Comitato civico l'essere per Elea-Velia", che ha promosso una petizione che ad oggi ha raccolto oltre 7.000 firme con l'adesione di circa 60 Comuni dell'area, 4 Comunità montane, l'ente PNCVDA, il CAI, diverse associazioni, molti politici di varia appartenenza;

ad oggi il Ministero della cultura sembrerebbe essersi orientato per una scelta diversa, volendo investire nell'adeguamento di una vecchia galleria dismessa delle Ferrovie dello Stato, oggi adibita a deposito da parte del PAEVE, con la finalità di realizzarne uno spazio espositivo ipogeo;

tale scelta è fortemente criticabile per diversi profili, apparendo già di per sé non compatibile con le esigenze di igiene e di sicurezza, non essendo, tra l'altro, previste, né praticabili uscite alternative di emergenza in caso di incendio o di altri eventi calamitosi. Tale mostra ipogea varrebbe ad esercitare un richiamo scarsamente efficace per i potenziali visitatori e, in ogni caso, non garantirebbe un rapporto di congruità tra gli ingenti investimenti occorrenti alla sua realizzazione e i mediocri risultati in concreto ottenibili come numero di visitatori. Inoltre, tale intervento appare totalmente autoreferenziale e scollegato da una strategia d'area, ponendo di fatto la risorsa culturale aliena rispetto al contesto, ai suoi bisogni, alle sue aspirazioni. Un intervento ipogeo risulta autoreferenziale ed avulso da prospettive e dinamiche di sviluppo. In definitiva questo intervento, ad avviso dei proponenti del presente atto di indirizzo, si risolve in una banale, inefficace ed impropria alternativa al museo vero e proprio, come tale inaccettabile;

è avvertita come prioritaria la realizzazione di un investimento ambizioso non solo nella somma da erogare, ma degli obiettivi che si pone e che, in tal senso, appare del tutto inidonea e obsoleta la semplice realizzazione di spazi e strumenti destinati alla fruizione all'accessibilità, allorquando l'auspicio condiviso è quello di realizzare un museo calibrato su istanze innovative di tipo funzionale, paesaggistico, museologico e pedagogico: un programma sperimentale di rigenerazione urbana, territoriale e paesaggistica con fulcro sul Parco archeologico, dove il Museo è sempre più laboratorio di valorizzazione sostenibile del territorio: della cosiddetta Chora Velina,

impegna il Governo ad accantonare, senza indugio, il progetto di realizzazione di spazi espositivi ipogei di carattere permanente e ad adottare, il prima possibile, tutte le iniziative necessarie per la realizzazione del Museo archeologico nazionale di Elea-Velia.

(1-00367)