• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00663 (7-00663) «Morassut, Braga, Buratti, Pellicani, Pezzopane, Morgoni».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00663presentato daMORASSUT Robertotesto diMercoledì 19 maggio 2021, seduta n. 511

   La VIII Commissione,

   premesso che:

    il decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111 (cosiddetto «Decreto Clima»), convertito dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, ha previsto, all'articolo 5, l'organizzazione di una struttura specifica che, nei casi di contenzioso a seguito di condanne della Corte di giustizia dell'Unione europea, possa intervenire per coordinare le attività tecniche, amministrative e di prevenzione delle illegalità nei siti di discariche non bonificate o nei siti contaminati;

    attualmente, questo intervento straordinario è assicurato dall'Arma dei Carabinieri che lo esercita attraverso un Commissario Unico, nella figura di un Generale di Brigata nominato il 24 marzo 2017 e confermato il 31 marzo del 2021 dal Governo, che opera con una task-force dell'Arma dei Carabinieri composta da personale specializzato nel numero di dieci militari, di cui tre ufficiali;

    nei quattro anni di esercizio di questa missione relativa alla procedura di infrazione europea n. 2003/2077, i risultati sono stati lusinghieri in quanto, sugli 81 siti commissariati, ne sono stati bonificati o messi in sicurezza 51 e si ritiene che, entro il 2024, quindi in sette anni dalla nomina, il contenzioso potrebbe essere azzerato, senza aver utilizzato deroghe specifiche alle norme vigenti e senza aver originato ulteriori contenziosi;

    questo è stato ottenuto grazie alla collaborazione attuata con tutti i soggetti istituzionali interessati principalmente comuni, provincie, regioni, Agenzie regionali per la protezione ambientale, Ministero per la transizione ecologica, stazioni appaltanti pubbliche, ma anche enti di ricerca e università, procure della Repubblica, prefetture-uffici territoriali di Governo, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e Sistema nazionale per la protezione ambientale (Snpa), Ministero dell'interno, Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e quindi attraverso la condivisione con questi soggetti pubblici territoriali e centrali impegnati nel risanamento del territorio;

    per raggiungere tale risultato è stata essenziale l'opera di coordinamento, decisionale e di responsabilità esercitata dal Commissario, attraverso la contabilità speciale di cui lo stesso è dotato, attraverso la task-force dell'Arma dei Carabinieri, e attraverso l'utilizzo, altresì, per tali compiti, anche dei Comandi territoriali e dei reparti di specialità dell'Arma;

    questo metodo di una struttura semplificata e snella di appena una decina di militari, ma che pone a fattore comune, attraverso il coordinamento, la valorizzazione della ricchezza professionale e di esperienze delle diverse entità statuali e territoriali nazionali, può essere performante sia relativamente ai risultati ottenuti e sia per l'impiego di risorse economiche e umane (risultati ed economie ottenute anche attraverso l'analisi e il monitoraggio permanente delle soluzioni disponibili sul mercato e l'impiego delle migliori e delle più sostenibili tecnologie) in misura fortemente ridotta e non ridondante, anche per un intervento quindi non solo in casi eccezionali o straordinari come quello del contenzioso europeo, ma anche nei casi di risanamento ordinario del territorio;

    nel nostro Paese, i dati diffusi da Ispra conteggiano quali siti di discarica siano da bonificare o mettere in sicurezza: è stato rilevato il numero di 29.900 Sir (Siti d'interesse regionale) e di 42 Sin (Siti d'interesse nazionale), pari allo 0,6 per cento del territorio nazionale, oltre a numerosi altri siti di discariche abusive posti fuori Sir o fuori Sin da recuperare all'uso ordinario e alla riutilizzazione per altri usi, disinquinando porzioni di territorio, producendo la salubrità dell'ambiente circostante e la salute per i cittadini;

    il risanamento del territorio dagli inquinamenti pregressi rappresenta una forma di restituzione di porzioni di territorio ai cittadini e di contrasto al consumo di suolo, nonché di transizione verso livelli di benessere dei cittadini che mette in moto fondi per una economia circolare e sostenibile con livelli ambientali più consoni alla collettività,

impegna il Governo:

   a valutare l'opportunità di adottare iniziative, anche normative, per prevedere l'estensione delle competenze e degli obbiettivi dell'attuale struttura commissariale, rivedendone l'assetto vigente e, in particolare, facendo sì che:

    a) la struttura sia posta alle dipendenze funzionali del Ministero della transizione ecologica e rappresenti il braccio operativo del Governo per il risanamento del territorio con il compito di promuovere e coordinare l'esecuzione e la composizione degli iter amministrativi da adottare, le scelte tecnologiche da assumere, le azioni di prevenzione e contrasto da porre in atto per assicurare il pieno rispetto della legge nei procedimenti amministrativi, il libero mercato dei migliori progetti e delle realizzazioni e la più ampia partecipazione degli imprenditori alle gare;

    b) siano assicurati il coordinamento, l'assunzione di responsabilità e la definizione in termini temporali degli iter amministrativi e di riduzione dei costi, che devono essere i principali vantaggi, gli importanti pre-requisiti e i caratteri fondanti di questo tipo di struttura, il cui personale deve mantenere una dipendenza gerarchica, per vocazione naturale, dal Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (Cufa) dell'Arma dei Carabinieri;

    c) al vertice della struttura medesima sia nominato un commissario unico di Governo scelto nel ruolo dei generali dell'Arma dei carabinieri;

    d) la struttura a regime sia composta da 15 militari, di cui quattro ufficiali, un luogotenente, un maresciallo, due brigadieri, quattro appuntati, tre carabinieri con sede presso il suddetto Cufa, con un costo annuale massimo di euro 550.000 (per le spese relative ad autovetture, carburante, manutenzioni, acquisto e manutenzioni apparecchiature, formazione, divulgazione e comunicazione, spese per ore rese in regime di lavoro straordinario e missioni), al netto degli oneri stipendiali;

    e) da un punto di vista operativo, siano individuati i siti da bonificare, sia pubblici che privati, nei quali è necessario intervenire in via prioritaria, tenuto conto della situazione di rischio sanitario e ambientale presente nell'area e del pregiudizio per le attività economiche in corso o da avviare nel sito, tanto con riferimento ai Sin e ai siti «orfani», nei quali gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale non sono stati avviati o non sono ancora conclusi, tanto con riferimento ai Sir o altri siti di discariche abusive posti fuori dal perimetro dei Sir, per i quali occorre procedere sulla base di specifiche intese con le regioni;

    f) per tali siti così selezionati, tra cui anche i siti di discarica non oggetto di sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea, la struttura operativa abbia l'obiettivo di assicurare, in tempi celeri, la bonifica o la messa in sicurezza attraverso le attività procedimentali, di supporto operativo, di coordinamento e decisionali nel quadro composito delle sinergie da attuare con gli enti territoriali;

    g) la struttura si coordini con gli altri enti competenti, in particolare con l'Ispra e l'istituto superiore di sanità.
(7-00663) «Morassut, Braga, Buratti, Pellicani, Pezzopane, Morgoni».