• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09236 (4-09236)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09236presentato daRAMPELLI Fabiotesto diLunedì 10 maggio 2021, seduta n. 504

   RAMPELLI. — Al Ministro della cultura, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   con atto di sindacato ispettivo n. 4-08804 si portava all'attenzione del Governo il progetto di riconversione del complesso di piazza Verdi a Roma, sede dell'ex Poligrafico dello Stato, «un pezzo di storia che ora si appresta a diventare un polo direzionale»; si evidenziava anche che «tramontato il progetto di trasformare il palazzo in un albergo di lusso, [...] i due piani di acciaio e vetro che si alzeranno sopra lo storico palazzo diventeranno, infatti, la sede operativa dell'Enel, che ha siglato un contratto di locazione della durata di 24 anni con Residenziale Immobiliare, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti proprietaria dell'immobile»; nell'interrogazione succitata si chiedeva come sia stato possibile che la Sovrintendenza abbia autorizzato un simile intervento su un edificio storico e vincolato, con la realizzazione di una struttura sopraelevata di due piani in vetro e acciaio; ci si chiede oggi come sia possibile che la stessa, cui lo Stato assegna compiti di tutela, salvaguardia e conservazione, incoraggi addirittura, nell'emissione del parere, interventi «spettacolari che esaltino la discontinuità», oltretutto ignorando il fatto che detta discontinuità era già evidente nei volumi realizzati perché costruiti negli anni '50 e quindi non coevi rispetto alla parte preesistente dell'edificio, imponendo un giudizio soggettivo e arbitrario;

   a parere dell'interrogante, che ha avuto l'opportunità di visitare l'edificio di piazza Verdi nel quale i lavori procedono speditamente con efficienza e qualità di esecuzione, rimangono i dubbi su questa scelta architettonica, con particolare riguardo all'abbattimento e ricostruzione in «vetro totale» degli ultimi due piani, realizzati, come già precisato, in epoca diversa rispetto alla struttura originaria;

   in particolare, non si conoscono le motivazioni per le quali la Sovrintendenza non abbia deciso per recuperare i caratteri stilistici originari, di far eliminare totalmente il sesto e settimo piano, posto che Cassa depositi e prestiti, è controllata per circa l‘83 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e, pertanto, non sussistono finalità speculative. Oltretutto, è indubbio che il valore dell'immobile in questo modo sarebbe cresciuto, pur con qualche migliaio di metri quadrati di superficie in meno, se doveva prevalere la logica della discontinuità architettonica, ci si chiede perché non sono state conservate e ristrutturate le cubature esistenti al sesto e settimo piano;

   la Sovrintendenza, pagata per minimizzare l'impatto delle trasformazioni su edifici o contesti urbani vincolati ha, di fatto, secondo l'interrogante autorizzato un intervento «spettacolare», analogamente a quanto assistito per il centrale del tennis al Foro Italico e per la Nuvola di Fuksas, dove, in perfetta controtendenza rispetto agli indirizzi del Governo e alle linee guida europee in materia di transizione ecologica, si sono realizzate opere fortemente energivore –:

   se non si ritenga assurdo che, mentre si costringono i cittadini e lo Stato a investire sul risparmio energetico, l'Enel finisca per essere ospitata in un habitat antitetico rispetto alla sua stessa linea industriale e ai notevoli investimenti sulle energie rinnovabili;

   sulla base di quali criteri sia stato rilasciato il nulla osta al progetto di riconversione dell'edificio storico e vincolato, sede dell'ex Poligrafico dello Stato.
(4-09236)