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Atto a cui si riferisce:
C.5/05925 (5-05925)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 5 maggio 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-05925

  Il meccanismo dei Certificati Bianchi (CB), introdotto dai Decreti Ministeriali del 24 aprile 2001, si è configurato negli anni come il principale strumento messo in campo nel Paese per la promozione dell'efficienza energetica nel settore industriale, ma in realtà interessa trasversalmente tutti i settori.
  Il meccanismo ha dato negli ultimi anni chiari segnali di difficoltà nella capacità di raggiungere gli obiettivi di efficienza prefissati.
  In particolare, la capacità di generazione annua di CB ha subito una progressiva riduzione rispetto alle previsioni elaborate al momento della iniziale definizione degli obiettivi, poi confluiti nel decreto interministeriale 11 gennaio 2017.
  I più recenti provvedimenti, in particolare il decreto 10 maggio 2018, hanno consentito di frenare la corsa al rialzo dei prezzi dei titoli di efficienza energetica.
  Per effetto di queste misure si è registrato nel 2019 un incremento dei progetti presentati pari al +45 per cento rispetto al 2018, mentre nel 2020, anche a causa dell'attuale emergenza sanitaria legata al COVID-19, si è registrato un trend costante rispetto al 2019, non adeguato a sostenere obiettivi più elevati.
  In considerazione del perdurare della scarsa liquidità del mercato, inoltre, con il decreto-legge n. 34/2020, è stata prorogata la scadenza dell'anno d'obbligo 2019 di ulteriori sei mesi, permettendo ai soggetti obbligati di assolvere agli obblighi minimi previsti per legge. Ciò è stato possibile anche tramite il ricorso a circa 2,29 milioni di CB virtuali, ovvero non derivanti da reali progetti (con un incremento pari al 34 per cento rispetto al 2018), a dimostrazione della scarsità di nuovi progetti presentati.
  Nel quadro normativo attuale, il meccanismo dei CB è centrale per il raggiungimento degli obiettivi al 2020 ed è ritenuto fondamentale anche dal Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) per la generazione dei nuovi risparmi di energia da conseguire al 2030.
  Pertanto, è stato predisposto un aggiornamento del decreto ministeriale 11 gennaio 2017 che, ricevuto il parere dell'ARERA, è in via di discussione in sede di Conferenza unificata per l'ottenimento della relativa intesa.
  Lo schema di decreto agisce su tre punti fondamentali: la definizione degli obiettivi 2021-2024 con la contestuale revisione dell'obiettivo 2020; l'introduzione di misure per incrementare l'offerta di certificati; l'introduzione di misure per migliorare il funzionamento del mercato dei certificati ed assicurare il raggiungimento degli obiettivi.
  Sono stati, inoltre, previsti obiettivi in linea con quelli previsti dal PNIEC, oltre al recupero della quota degli obiettivi «scontati» per il 2020.
  Un aumento degli obiettivi rispetto a quanto previsto porterebbe ad uno sbilanciamento della curva di domanda-offerta dei CB sul mercato, con una ingiustificata impennata dei prezzi dei CB, il ricorso massiccio a CB virtuali, la possibilità di speculazioni sul mercato, extra costi per i soggetti obbligati difficilmente recuperabili e conseguente un aumento dei costi in bolletta per i cittadini. Quanto sopra, impattando negativamente sul meccanismo, non contribuirebbe a ridare fiducia allo stesso.
  Tuttavia, per il caso in cui il meccanismo dovesse fare registrare un aumento di liquidità del mercato, si è previsto nell'ambito dello schema di decreto uno strumento di compensazione finalizzato a dare stabilità al mercato. È stato infatti introdotto un meccanismo di «market stability», ovvero di flessibilità nella definizione dell'obblighi di risparmio, che darebbe l'opportunità per il MITE di poter revisionare gli obiettivi e gli obblighi del meccanismo, sulla base di una periodica analisi di predefiniti parametri di controllo, sostanzialmente legati alla domanda e all'offerta di titoli.