• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09185 (4-09185)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09185presentato daVILLAROSA Alessio Mattiatesto diMartedì 4 maggio 2021, seduta n. 500

   VILLAROSA, APRILE, GRIMALDI e SODANO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della transizione ecologica, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   grazie ad un'indagine condotta dal Centro studi della Cna, «La ripresa del settore delle costruzioni tra agevolazioni e aumenti delle materie prime», che ha visto partecipare un campione rappresentativo di imprese artigiane, micro e piccole della filiera, legata al Superbonus 110 per cento risulta che, quattro imprese su cinque, segnalano aumenti nei prezzi dei materiali, delle materie prime e delle apparecchiature rispetto ad un anno fa, prima che scoppiasse la pandemia;

   «Nel dettaglio, nel settore delle costruzioni gli aumenti più importanti in un anno riguardano i metalli (+20,8 per cento), con punte che superano il +50 per cento; i materiali termoisolanti (+16 per cento) con punte che oscillano tra il +25 per cento e il +50 per cento; i materiali per gli impianti (+14,6 per cento), con punte che superano il +25 per cento, e il legno (+14,3 per cento). Elevata anche la crescita per altri materiali, che oscilla tra il +9,4 per cento di malte e collanti e il +11,3 per cento dei laterizi. Meno marcati ma comunque poco sotto il +10 per cento gli incrementi sofferti dall'impiantistica e anche dal settore dei serramenti, dove ha inciso maggiormente il rialzo dei prezzi di semilavorati in alluminio o altri metalli. Ma che cosa sta capitando? Il 72 per cento delle imprese addebita la fiammata dei prezzi, in parte o del tutto, ai comportamenti speculativi della catena di fornitura»;

   a quanto risulta anche da un articolo del quotidiano «Italia Oggi» del 22 marzo 2021 i prezzi medi delle forniture legate all'edilizia pare stiano aumentando del 30/40 per cento rispetto al periodo pre-Superbonus;

   come si apprende da un'altra elaborazione Ance su dati Meps - prezzo base del «ferro-acciaio tondo per cemento armato» anche il prezzo dell'acciaio, tra novembre 2020 e febbraio 2021, ha registrato un aumento eccezionale pari a circa il 130 per cento ed un aumento si osserva anche in materiali di primaria importanza per l'edilizia, come, ad esempio: i polietileni, che nello stesso periodo hanno mostrato incrementi superiori al 40 per cento, il rame +17 per cento e il petrolio +34 per cento (Fonte Prometeia);

   la conseguenza di questo aumento dei prezzi risulta essere una sensibile diminuzione dei profitti a causa dell'aumento dei costi di produzione, secondo le stime del Cna, il 51,5 per cento delle imprese di installazione impianti, il 58,3 per cento del settore edilizio e il 64,6 per cento della serramentistica;

   in base alle analisi del docente di economia industriale all'Università Luiss di Roma, Cesare Pozzi: «Il rincaro dei prezzi delle materie prime è senz'altro un aspetto delicato che va a gravare sull'intero settore edile. Gli aumenti sono a due o tre cifre e vanno avanti da mesi e mesi. Si è parlato molto di petrolio e combustibili fossili ma i rincari coinvolgono un numero di materie prime amplio e generalizzato. Si passa dal ferro per arrivare alla soia. (...) L'impennata è dovuta anche alla enorme liquidità che è stata messa in circolo dalle Banche Centrali. Sono soldi che non vanno all'economia reale ma che rischiano di finanziare le speculazioni» –:

   se il Governo intenda adottare iniziative per quanto di competenza, per verificare ed analizzare il fenomeno esposto in premessa affinché si possa garantire una maggiore trasparenza ed un maggiore controllo sui prezzi delle materie prime in tutta la catena di fornitura, si possano sanzionare possibili fenomeni speculativi che potrebbero alterare l'adeguata correttezza del SuperBonus, nonché la tutela di tutti i soggetti interessati della filiera.
(4-09185)