• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05358 ORTIS, GRANATO, LANNUTTI, LA MURA, CRUCIOLI, GIANNUZZI, LEZZI, ANGRISANI, CORRADO, MININNO, CASTALDI, TRENTACOSTE - Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05358 presentata da FABRIZIO ORTIS
martedì 27 aprile 2021, seduta n.320

ORTIS, GRANATO, LANNUTTI, LA MURA, CRUCIOLI, GIANNUZZI, LEZZI, ANGRISANI, CORRADO, MININNO, CASTALDI, TRENTACOSTE - Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica. - Premesso che:

ormai 20 anni fa, con la "legge obiettivo", aveva inizio la tormentata vicenda legislativa e burocratica relativa al raddoppio ferroviario della tratta adriatica Termoli-Lesina (province di Campobasso e Foggia); il progetto, ritenuto opera strategica di interesse nazionale, veniva infatti inserito nella citata legge n. 443 del 2001;

tre anni dopo, nel 2004, il progetto ricevette il parere negativo della commissione speciale VIA, seguito nel 2010 da analogo parere dell'allora Ministero per i beni e le attività culturali; solo nel 2013 la commissione VIA-VAS del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare espresse parere positivo, seppure con prescrizioni, circa la compatibilità ambientale dell'opera;

nel 2014 la Regione Molise approvò quindi il progetto, spostando però i binari dalla costa di Campomarino ("variante Molise", prescrizione n. 1 del 2014). In sede di approvazione del progetto preliminare da parte del CIPE, venne poi accolta, l'anno successivo, la richiesta della Regione di valutare gli impatti economici che la modifica avrebbe avuto sul progetto;

nel 2018, la Regione Molise (con deliberazione del Consiglio regionale n. 81 del 31 luglio), relativamente al progetto definitivo "linea Pescara-Bari - raddoppio linea ferroviaria - realizzazione barriere antirumore nella città di Termoli", respingeva la realizzazione delle barriere acustiche previste, sollecitando la ricerca di nuove soluzioni;

in occasione della conferenza dei servizi del 27 settembre 2019, il sindaco di Termoli evidenziava come l'abitato fosse già diviso in due dall'attuale linea ferroviaria e che l'eventuale adozione di barriere antirumore di notevole altezza, poste ai margini della linea ferroviaria o in stazione, avrebbe creato serie problematiche di natura paesaggistica, oltre che di unitarietà del tessuto urbano; tutto ciò, peraltro, in una città ad elevata vocazione turistica. Con successiva deliberazione della Giunta comunale (n. 280 del 25 novembre 2019), si dichiarava quindi che il progetto del raddoppio ferroviario potesse essere accolto solo nel caso in cui si fossero rispettate determinate condizioni ambientali e paesaggistiche, nel documento enumerate in dettaglio;

nel 2019 RFI presentò infine il progetto definitivo, elaborato sulla base della "variante Molise". L'anno dopo, la commissione VIA-VAS si espresse però negativamente sul piano, evidenziando la necessità di effettuare ulteriori approfondimenti per superare le carenze di analisi ambientale del progetto. Le richieste della commissione hanno riguardato soprattutto la variante del progetto definitivo del lotto 2-3 "Termoli-Ripalta", evidenziando la mancanza di chiarezza su "come verrà risolta la problematica delle barriere nella risistemazione del nodo di Termoli". RFI inviò quindi le integrazioni richieste, le quali vennero però poi giudicate anch'esse non sufficienti;

rilevato che:

in precedenza, col decreto-legge n. 32 del 2019 ("sblocca cantieri"), il "completamento raddoppio Pescara-Bari" era stato inserito tra "gli interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale, per la cui realizzazione o il cui completamento si rende necessaria la nomina di uno o più Commissari straordinari". Il commissario per l'intervento venne quindi individuato nella figura del dottor Pagone, responsabile investimenti di RFI per il Sud Italia. Di fatto, come rilevato anche da un comitato cittadino e da consiglieri comunali termolesi, il progetto veniva commissariato, mentre la commissione VIA-VAS era ancora nella fase di valutazione del progetto. Inoltre, quale commissario straordinario veniva nominato un dirigente della RFI: ossia, dello stesso soggetto proponente l'opera;

successivamente, nel febbraio 2021 RFI forniva ulteriori chiarimenti al Ministero dell'ambiente, ribadendo, nella predisposizione di lunghe barriere antirumore, la soluzione ai rilievi posti dalla commissione in merito al nodo di Termoli;

considerato quindi che la realizzazione del progetto non può prescindere dalla soluzione delle problematiche che ineriscono alla città di Termoli e che, per quanto riguarda in particolare il centro cittadino termolese, là dove è ubicata la stazione ferroviaria, si concretizzano nell'impatto ambientale, acustico, urbano che avrà l'opera,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei protocolli d'intesa sottoscritti da RFI, Comune di Termoli e altri parti interessate, sia in merito alla questione della sistemazione del nodo ferroviario termolese sia a quello delle barriere;

se, nell'ambito delle proprie rispettive competenze, non ritengano urgente e doveroso avviare un tavolo tecnico di confronto tra gli attori istituzionali coinvolti, le associazioni e i comitati territoriali, al fine di individuare soluzioni condivise e alternative a quelle finora prospettate, in grado di garantire un efficiente assetto urbano e territoriale, la tutela dell'ambiente e della salute pubblica, nonché la salvaguardia della vocazione turistica della città di Termoli.

(4-05358)