• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.1/00347 premesso che: il 19 aprile 2021 il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, è intervenuto in difesa del figlio Ciro, accusato, unitamente ad altri tre amici, di violenza sessuale...



Atto Senato

Mozione 1-00347 presentata da MASSIMILIANO ROMEO
martedì 27 aprile 2021, seduta n.320

ROMEO, CALDEROLI, PILLON, PELLEGRINI Emanuele, PEPE, URRARO, ALESSANDRINI, ARRIGONI, AUGUSSORI, BAGNAI, BERGESIO, BORGHESI, BOSSI Simone, BRIZIARELLI, BRUZZONE, CAMPARI, CANDIANI, CANDURA, CANTU', CASOLATI, CORTI, DE VECCHIS, DORIA, FAGGI, FERRERO, FREGOLENT, FUSCO, GRASSI, IWOBI, LUCIDI, LUNESU, MARIN, MARTI, MOLLAME, MONTANI, PAZZAGLINI, PERGREFFI, PIANASSO, PIROVANO, PISANI Pietro, PITTONI, PIZZOL, RICCARDI, RIPAMONTI, RIVOLTA, RUFA, SAPONARA, SAVIANE, SBRANA, SIRI, TESTOR, TOSATO, VESCOVI, ZULIANI - Il Senato,

premesso che:

il 19 aprile 2021 il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, è intervenuto in difesa del figlio Ciro, accusato, unitamente ad altri tre amici, di violenza sessuale consumata nell'estate 2019, postando sul suo blog un video dove ha sostenuto che non vi sarebbe stata alcuna violenza;

in particolare, a supporto dell'innocenza del figlio, Beppe Grillo ha accusato la vittima, asserendo che la denunzia sarebbe stata fatta con un ritardo di 8 giorni rispetto ai fatti e affermando che vi sarebbe un video girato la notte della presunta violenza, da cui si evincerebbe che la ragazza fosse consenziente;

il video di Beppe Grillo è stato stigmatizzato da tutte le forze politiche, ma l'onorevole Anna Macina, esponente del Movimento 5 Stelle e sottosegretario di Stato per la giustizia, ha difeso il leader del suo partito, definendo il video del blog lo "sfogo di un padre";

ha invitato a lasciare fuori la politica dalla vicenda, chiamandola tuttavia lei stessa in causa, laddove ha accusato esplicitamente la senatrice Giulia Bongiorno (avvocato di una vittima e senatrice della Lega) di avere utilizzato a fini politici la questione giudiziaria;

il mezzo di stampa che ha pubblicato l'intervista all'on. Anna Macina ha riportato in virgolettato le parole del sottosegretario, la quale ha sollevato il dubbio che il video di Ciro Grillo lo avesse visto anche il senatore Salvini, dal momento che in televisione lo stesso Salvini ha riferito di averne parlato con l'avvocato e senatrice Giulia Bongiorno; il sottosegretario Macina si è spinta fino a supporre in maniera deduttiva che il video agli atti del procedimento lo avesse visto lo stesso Salvini, valutando l'ipotesi come grave; il sottosegretario Macina ha altresì sostenuto che la senatrice Bongiorno abbia potuto utilizzare per fini politici una vicenda in cui non si capirebbe se la stessa Bongiorno parli da difensore (che ha quel video), o da senatrice che passa informazioni al suo capo di partito, di cui è anche il difensore;

prosegue nel virgolettato il sottosegretario Macina sostenendo di essere rimasta gelata nell'apprendere che l'avvocato Giulia Bongiorno intende portare il video di Beppe Grillo in Tribunale, supponendo che le affermazioni dell'avvocato potessero significare che il comportamento del padre ricadrà sul figlio, e chiedendosi infine se l'intento dell'avvocato fosse quello di fare il processo alla famiglia;

dunque, l'on. Anna Macina parte dalla certezza che il senatore Salvini avesse dichiarato di avere ricevuto dalla senatrice Bongiorno dettagli sulla vicenda giudiziaria;

senonché mai, in nessun momento, il senatore Salvini ha fatto questa dichiarazione e l'unico virgolettato che conteneva qualche riferimento in merito era generico ed è stato smentito dal quotidiano "Il Tempo";

in ogni caso, nemmeno in quel virgolettato falso vi era cenno ad informazioni riservate, a dettagli sul caso ed al video;

l'insinuazione del sottosegretario Macina che l'avvocato e senatrice Giulia Bongiorno abbia potuto rendere noti gli atti di un procedimento è gravissimo, insultante e indegno di un membro del Governo;

non c'è accusa più grande che si può muovere ad un avvocato dell'essere venuto meno ai suoi doveri di segretezza e riservatezza;

l'ipotesi di una strumentalizzazione politica è smentita dal riserbo assoluto tenuto dall'avvocato e senatrice Giulia Bongiorno, che non aveva mai nemmeno rivelato pubblicamente di essere difensore della persona offesa;

l'ipotesi di un'asserita manovra politica è smentita dal fatto che l'incarico è stato assunto dall'avvocato e senatrice Giulia Bongiorno un anno dopo la presentazione della denuncia-querela;

tutti gli esponenti politici, finanche quelli del Movimento 5 Stelle, sono intervenuti per stigmatizzare le parole dell'on. Macina, definite inaccettabili per un membro del Governo che, con il suo comportamento, ha violato gravemente i suoi doveri istituzionali;

attaccare l'avvocato difensore di una donna che denuncia una violenza subita quando è aperto il procedimento giudiziario è un'interferenza nel procedimento;

nella veste di sottosegretario, l'on. Macina è nella più flagrante delle violazioni dei codici comportamentali;

ancor più, muovere accuse gravi ad un avvocato sulla base dell'alterazione di un virgolettato falso è indice di totale inadeguatezza a ricoprire un incarico delicato come quello attualmente rivestito dall'on. Anna Macina;

è evidente che la sua permanenza nelle funzioni di sottosegretario di Stato per la giustizia leda il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità di tutte le donne che ogni giorno subiscono violenza e trovano il coraggio di denunciare;

il Governo dovrebbe evitare che una persona che lo rappresenta possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di governo in un ruolo così delicato come quello della giustizia,

impegna il Governo ad avviare immediatamente le procedure di revoca della nomina dell'onorevole Anna Macina a sottosegretario di Stato per la giustizia.

(1-00347)