• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00188    udite le Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ai sensi dell'articolo 18...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00188presentato daLOLLOBRIGIDA Francescotesto presentato Lunedì 26 aprile 2021 modificato Martedì 27 aprile 2021, seduta n. 495

   La Camera,
   udite le Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ai sensi dell'articolo 18 del Regolamento RRF (UE) 2021/241,
   premesso che:
    in data 15 gennaio 2021 l'allora Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha trasmesso al Parlamento la Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza;
    sin dal momento del suo insediamento, avvenuto meno di un mese più tardi, il 13 febbraio, il Presidente del Consiglio dei ministri ha ripetutamente dichiarato che il Piano proposto dal precedente Presidente del Consiglio dei ministri sarebbe stato oggetto di sostanziali modifiche;
    ciononostante l’iter dell'esame della Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza in Parlamento è andato avanti con approfondimenti, dibattiti in Commissione e una cospicua attività conoscitiva, tutti riferiti a un testo che già si sapeva che sarebbe stato riformulato;
    lo scarso coinvolgimento delle Camere nella predisposizione e nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza è uno dei motivi che hanno portato alla caduta del Governo Conte-bis;
    il 31 marzo 2021 il Parlamento ha votato la risoluzione di maggioranza con la quale si approvava la Relazione della Commissione Bilancio sulla bozza di PNRR e si impegnava il Governo a «redigere il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nella sua versione definitiva, tenendo conto degli orientamenti contenuti nella predetta Relazione» e ad «assicurare il pieno coinvolgimento del Parlamento nelle fasi successive Piano nazionale di ripresa e resilienza»;
    la più recente stesura del Piano è stata trasmessa al Parlamento appena un paio di giorni prima della sua definitiva approvazione per la trasmissione alla Commissione europea;
    stando alla nota diffusa da Palazzo Chigi, con riferimento alla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza si «prevede una responsabilità diretta dei ministeri e delle amministrazioni locali per la realizzazione degli investimenti e delle riforme entro i tempi concordati, e per la gestione regolare, corretta ed efficace delle risorse. È previsto un ruolo significativo degli enti territoriali, a cui competono investimenti pari a oltre 87 miliardi di euro. Il Ministero dell'economia e delle finanze monitora e controlla il progresso nell'attuazione di riforme e investimenti e funge da unico punto di contatto con la Commissione Europea»;
    alcun riferimento è fatto, invece, al coinvolgimento del Parlamento in alcuna fase dell'attuazione del Piano;
    gli atti parlamentari con i quali, nei mesi di settembre e ottobre 2020, sono state esaminate le Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza prevedevano esplicitamente «attività conoscitive e di indirizzo attraverso le quali il Parlamento parteciperà all'elaborazione, da parte del Governo, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e la presentazione al Parlamento della bozza di Piano per l'approvazione prima di presentarlo alla Commissione europea»;
    nella risoluzione presentata dal Gruppo di Fratelli d'Italia il 31 marzo 2021 nel corso della Discussione della Relazione della V Commissione sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza, si impegnava il Governo a «trasmettere al Parlamento il Piano definitivo prima che sia trasmesso all'Unione europea e al rispetto delle prerogative del Parlamento nelle fasi di esame e approvazione dei singoli stati di attuazione del Piano, nonché nella elaborazione di modalità procedurali che permettano la effettiva fruizione delle risorse nei tempi previsti», e a «enunciare con chiarezza quali riforme strutturali si intenda realizzare per “accompagnare” l'attuazione del Piano, e a riconoscere il ruolo preminente del Parlamento nell'adozione delle stesse»;
    a entrambi questi impegni, come, in maniera ancora più plateale, a quello che invitava il Governo «a presentare al Parlamento la proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza definitiva prima che sia trasmessa all'Unione europea come allegato al Documento di economia e finanza (DEF), o comunque in tempo congruo affinché possa essere esaminata nel merito», l'attuale maggioranza parlamentare sia nelle file parlamentari sia nella compagine di Governo, ha opposto un netto rifiuto;
    tale atteggiamento, ulteriormente rinforzato dalla mancanza di un vero esame parlamentare del testo definitivo, confermano ancora una volta l'esautorazione del Parlamento e l'assenza della benché minima forma di rispetto delle sue prerogative;
    il voto che il Parlamento si appresta a esprimere sarà riferito alle comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio e non al contenuto del Piano,

impegna il Governo:

   a sottoporre all'esame e al voto parlamentare tutti gli atti conseguenti alle comunicazioni rese e relativi alle fasi di esame e approvazione dei singoli stati di attuazione del Piano, nonché nella elaborazione di modalità procedurali che permettano la effettiva fruizione delle risorse nei tempi previsti;
   a coinvolgere il Parlamento nella individuazione ed elaborazione delle riforme strutturali che dovranno garantire l'attuazione del Piano, evitando il ricorso a disegni di legge delega.
(6-00188) «Lollobrigida, Meloni, Albano, Bellucci, Bignami, Bucalo, Butti, Caiata, Caretta, Ciaburro, Cirielli, Deidda, Delmastro Delle Vedove, De Toma, Donzelli, Ferro, Foti, Frassinetti, Galantino, Gemmato, Lucaselli, Mantovani, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Rachele Silvestri, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Vinci, Zucconi».