• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05841 (5-05841)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05841presentato daTESTAMENTO Rosa Albatesto diVenerdì 23 aprile 2021, seduta n. 493

   TESTAMENTO, TERMINI, COLLETTI, MENGA, SARLI, GIULIODORI, SPESSOTTO, CABRAS, LEDA VOLPI, MASSIMO ENRICO BARONI e CORDA. — Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:

   il 13 aprile 2021 Il Fatto Quotidiano riportava che il Ministero della cultura, con decreto del 29 dicembre 2020, avviava la ricerca di 500 unità di personale, fra cui archeologi, architetti, assistenti tecnici di ingegneri, storici dell'arte e tecnici contabili «per il conferimento di incarichi di collaborazione» presso le 43 Soprintendenze Abap (Archeologia, Belle arti e Paesaggio) sparse sul territorio nazionale. Si trattava di contratti a partita IVA, di 6 o 12 mesi, con scadenza entro il 31 dicembre 2021;

   i requisiti di partecipazione al bando erano: almeno 15 anni di esperienza di cui 3 «maturati in incarichi di collaborazione con le pubbliche amministrazioni» oppure 10 anni di esperienza più un dottorato o, infine, la docenza universitaria (di ruolo) nell'ambito disciplinare di riferimento. Non occorreva curriculum vitae, ma solo «una sintetica presentazione personale, con l'indicazione dei titoli di studio conseguiti e delle esperienze professionali maturate in massimo duemilacinquecento battute spazi inclusi» e una lettera motivazionale della stessa lunghezza. La domanda di partecipazione doveva essere compilata dal 25 gennaio al 9 febbraio 2021 mediante la piattaforma informatica del Ministero;

   nell'articolo di cui sopra venivano riportate diverse anomalie che avrebbero caratterizzato la composizione della graduatoria di vincitori o idonei, con soggetti che non avrebbero maturato i requisiti richiesti per la presentazione della candidatura oppure che sarebbero, direttamente o indirettamente, legati o già stati legati a rapporti di collaborazione col Ministero della cultura. A tal proposito, in un altro articolo pubblicato sul quotidiano on line «Linkiesta» del 13 gennaio 2021 un funzionario del Ministero della cultura, in forma anonima sosteneva che questo bando è stato fatto «solo per stabilizzare i collaboratori che già lavoravano con gli uffici» e «così facendo – continua la fonte anonima – si attirano solo lavoratori ormai avanti con gli anni, mentre un'esperienza di questo tipo potrebbe essere utile a professionisti più giovani per farsi le ossa in vista di un concorso»;

   nel medesimo articolo de «Linkiesta on line» lo stesso funzionario del Ministero della cultura ribadiva anche le difficoltà in cui da anni lavora ormai il Ministero a causa della carenza di personale. L'ultimo concorso è del 2016 e da allora le carenze di organico sono state tamponate tramite Ales, la partecipata al 100 per cento dal Ministero, attraverso collaborazioni esterne e, a livello dirigenziale, con incarichi ad interim che spesso durano anni. Inoltre, proprio a fronte della carenza di personale e della precarietà in cui operano gran parte delle Soprintendenze, la previsione di rapporti di lavoro limitati a 6 o 12 mesi risulta poco efficace per lo svolgimento ottimale delle mansioni ministeriali e ciò si ripercuote ancora una volta sulla qualità dei servizi –:

   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno adottare le iniziative di competenza per accertare le ragioni per le quali sarebbero stati immessi nell'elenco degli idonei diversi professionisti privi dei requisiti di partecipazione richiesti dal decreto e se non ritenga altresì doveroso attivare controlli e accertamenti, per quanto di competenza, sull'operato della commissione esaminatrice che ha redatto la graduatoria definitiva;

   a fronte del cronico sottodimensionamento di personale, se e quali concorsi pubblici siano previsti nell'immediato futuro al fine di ripianare tali carenze e garantire ai beni culturali italiani la tutela e la valorizzazione che meritano.
(5-05841)