• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/09072 (4-09072)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09072presentato daCORNELI Valentinatesto diVenerdì 23 aprile 2021, seduta n. 493

   CORNELI, SARLI, DI LAURO, FLATI e ZOLEZZI. — Al Ministro della salute, al Ministro della transizione ecologica, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   l'ordinanza del Ministro della salute 21 novembre 2020, recante «Norme sanitarie in materia di infezione da Sars-CoV-2 nei visoni d'allevamento e attività di sorveglianza sul territorio nazionale» ha previsto la sospensione delle attività degli allevamenti di visoni sul territorio nazionale fino al 28 febbraio 2021 incluso;

   con la circolare n. 27663 del 21 dicembre 2020, la direzione generale sanità animale e farmaco veterinario (Dgsaf) del Ministero della salute ha disposto e stabilito le misure di verifica e sorveglianza da adottarsi negli allevamenti di visoni. Nello specifico è stato previsto da parte delle regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, l'aggiornamento del censimento degli allevamenti/strutture di visoni presenti sul territorio di competenza, tramite i servizi veterinari delle Asl;

   la citata circolare della Dgsaf prevedeva l'invio dei dati raccolti nell'ambito del censimento degli allevamenti e delle strutture che allevano visoni al Ministero della salute con cadenza semestrale a partire dal 10 gennaio 2021;

   con l'ordinanza 25 febbraio 2021 il Ministro interrogato, sulla base di un rapporto del Consiglio superiore di sanità sui pericoli di trasmissione del Covid-19, ha esteso la proroga temporanea della sospensione delle attività di allevamento dei visoni a tutto il 2021;

   la presenza del coronavirus Sars-CoV-2 negli allevamenti italiani di visoni è stata accertata a partire dal mese di dicembre 2020, prima in un allevamento in provincia di Cremona, dove sono stati abbattuti tutti gli oltre 26.000 visoni presenti, e in seguito, anche in un secondo allevamento in provincia di Padova, tra gennaio e febbraio, dove il 100 per cento degli animali controllati sono risultati positivi a test sierologici neutralizzanti (Pnrt);

   l'esatta conoscenza, da parte delle autorità sanitarie locali e del Ministero della salute, della numerosità dei visoni presenti sul territorio nazionale è funzionale e necessaria al fine di dare attuazione alle misure di biosicurezza finalizzate ad evitare la ulteriore diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 anche in forma mutata proprio a seguito delle già documentate varianti provenienti dagli allevamenti dei visoni e diffuse anche nell'uomo;

   recentemente, a seguito di una iniziativa da parte della Lega anti vivisezione (Lav), sono stati acquisiti dati relativi alla popolazione di visoni «riproduttori» in Abruzzo dall'Asl 1 «Avezzano-Sulmona-L'Aquila» che, a distanza di qualche mese, ha fornito dati incongruenti. Nello specifico, secondo i dati acquisiti dall'Associazione, risultano mancanti 50 visoni stando al censimento dell'Asl 1: il 15 febbraio erano 1.150, il 25 marzo erano 1.100 –:

   se il Governo sia a conoscenza della esatta e attuale numerosità della popolazione di visoni presenti negli allevamenti italiani;

   quali strumenti siano stati predisposti per verificare la corretta trasmissione di dati regionali derivanti da suddetto censimento di allevamenti e strutture di visoni, evitando il sorgere di incongruenze come nel caso dell'Asl 1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila;

   se sia intenzione del Governo adottare iniziative per supportare la riconversione delle suddette attività, a tutela della salute pubblica e dei diritti di migliaia di animali coinvolti, e la definitiva chiusura degli allevamenti di visoni (e di ogni altra specie per la riproduzione di pellicce), disponendo anche il divieto su tutto il territorio nazionale, allineandosi a quanto già deciso da decine di Paesi europei, come Regno Unito, Austria e Germania.
(4-09072)