• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02945-A/021    premesso che:     l'articolo 1 del disegno di legge in esame reca l'introduzione di ulteriori misure finalizzate a garantire una più stringente strategia di contenimento dei...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02945-A/021presentato daMAMMÌ Stefaniatesto diGiovedì 22 aprile 2021, seduta n. 492

   La Camera,
   premesso che:
    l'articolo 1 del disegno di legge in esame reca l'introduzione di ulteriori misure finalizzate a garantire una più stringente strategia di contenimento dei contagi da coronavirus, in considerazione della maggiore diffusività del virus e delle sue varianti; nell'ambito del piano di vaccinazione anti COVID-19, sono migliaia i medici e infermieri che, su base volontaria, hanno mostrato la propria disponibilità a offrire il proprio contributo per la somministrazione dei vaccini, mettendosi a disposizione per consentire al nostro Paese di superare la perdurante crisi sanitaria;
    a fronte dell'impegno e dello spirito di servizio da essi manifestato, a causa di una norma introdotta in sede di conversione in legge del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, all'articolo 3-bis, è stato disposto che in relazione allo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 le aziende sanitarie e socio-sanitarie possano conferire incarichi retribuiti al personale sanitario collocato in quiescenza, fino al 31 dicembre 2022, per l'attività di vaccinatori nell'ambito della campagna di somministrazione dei vaccini anti Sars-CoV-2, stabilendo però l'impossibilità del cumulo tra reddito da lavoro autonomo e trattamento pensionistico;
    la suddetta disposizione rischia di provocare pesanti contraccolpi sul sistema sanitario, dal momento che la sospensione dell'erogazione del trattamento previdenziale per le mensilità per cui l'incarico sarà retribuito potrebbe costituire un forte deterrente per i professionisti sanitari in pensione; infatti, sebbene disposti ad offrire il proprio contributo alla campagna vaccinale, potrebbero rinunciarvi proprio per evitare di vedersi decurtata la pensione;
   considerato che:
    il consistente numero di dosi di vaccino anti COVID-19 in arrivo, dovrebbe necessariamente essere affiancato da un incremento del numero degli operatori sanitari vaccinatori, che rischia invece di subire una riduzione proprio a causa dalla norma in questione. Tra l'altro, già nella prima ondata dell'emergenza sanitaria da COVID-19 del marzo 2020 era stata introdotta una norma, all'interno del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 27 del 2020, volta a richiamare in servizio il personale medico ed infermieristico collocato in quiescenza, attraverso il conferimento di incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa, in deroga al divieto di cumulabilità tra redditi da lavoro autonomo e trattamento pensionistico imposto dal decreto-legge n. 4 del 2019; tale deroga è stata confermata per tutto il 2021 dall'ultima legge di bilancio, all'articolo 1, comma 423 e pertanto, la disposizione di cui al richiamato articolo 3-bis del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, appare in contrasto con le altre disposizioni citate e tuttora vigenti;
    appare pertanto opportuno che, al fine di consentire ai medici e infermieri in pensione di offrire il proprio contributo professionale nella campagna di vaccinazioni anti Sars-CoV-2, sia garantito loro il diritto di mantenere i propri emolumenti previdenziali, in aggiunta alla retribuzione prevista per l'attività di vaccinatori,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di assumere idonee iniziative normative volte a tutelare le figure dei medici e degli infermieri in pensione che hanno offerto la propria disponibilità per il sostegno alla campagna vaccinale anti Sars-CoV-2, al fine di garantire che i compensi da essi percepiti per l'attività di vaccinatori non risultino alternativi al percepimento degli emolumenti previdenziali per il periodo relativo alla durata degli incarichi.
9/2945-A/21. Mammì.