• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02218 (3-02218)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02218presentato daASCARI Stefaniatesto diGiovedì 22 aprile 2021, seduta n. 492

   ASCARI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   in questo periodo di grave emergenza derivante dall'epidemia tuttora in corso, una delle categorie economiche del tessuto imprenditoriale del nostro Paese maggiormente in difficoltà è quella dei ristoratori;

   come è noto, tra il 2020 e il primo quadrimestre del 2021, a causa delle misure di contenimento del COVID-19, le imprese della ristorazione sono state assoggettate per oltre 210 giorni a misure restrittive che hanno imposto onerosi vincoli alla libertà d'impresa con gravi conseguenze sulla redditività delle stesse;

   tale scenario, nel solo 2020, ha determinano un calo senza precedenti del fatturato del settore con variazioni negative che hanno toccato il picco del -64,2 per cento nel II trimestre del -44 per cento nel IV trimestre con una perdita, nel complesso dell'anno, di circa 35 miliardi di euro;

   sono andati persi circa 50.000 posti di lavoro tra gli autonomi e 243.000 tra i dipendenti, metà dei quali, pur in presenza del blocco dei licenziamenti, riguardano contratti di lavoro a tempo indeterminato (tutti i dati sono stime ed elaborazioni dell'Ufficio studi Fipe su dati Inps);

   il 13 aprile 2021 la Federazione italiana pubblici esercizi – l'associazione di categoria maggiormente rappresentativa del settore – ha convocato, straordinariamente, la propria assemblea in Roma, a Piazza San Silvestro, per chiedere con urgenza alle istituzioni di indicare una data certa da cui iniziare una graduale – ma stabile – riapertura delle attività di ristorazione;

   tra l'altro, come fatto già presente al Comitato tecnico scientifico e al Ministero dello sviluppo economico le imprese del settore sono pronte anche ad adottare protocolli di prevenzione ancor più rigorosi, a condizione di (i) poter riaprire nelle zone cosiddette «gialle» in orario serale (fino alle ore 22,00) almeno per quelle attività di ristorazione in grado di garantire il servizio al tavolo all'aperto, così da assicurare la consumazione nel rispetto delle necessarie misure di distanziamento interpersonale; (ii) consentire alle attività di ristorazione e bar delle cosiddette «zone arancioni» – tra le poche a rimanere chiuse in tali fasce di rischio – la somministrazione al tavolo all'aperto fino alle ore 16,00;

   non si può infatti non tenere conto che dai report mensili pubblicati sul sito web del Ministero dell'interno relativi ai controlli sul rispetto delle misure di contenimento anti Covid-19, emerge come da ottobre 2020 (inizio della seconda ondata) e fino a febbraio 2021, sulle 1.919.489 imprese commerciali controllate solo 8.509 (circa lo 0,44 per cento) sono state sanzionate; questi dati dimostrano che la netta maggioranza delle imprese commerciali, tra cui le attività dei servizi di ristorazione, rispettano i protocolli di sicurezza a garanzia della salute dei consumatori, dei lavoratori dipendenti e degli stessi titolari delle attività e che, dunque, non rappresentato luoghi di aumento del numero dei contagi;

   in questi mesi le luci spente delle nostre città hanno messo in evidenza come le attività di ristorazione rappresentino un servizio essenziale per tutti i cittadini che per motivi di studio o di lavoro si spostano, e un presidio di sicurezza per il territorio. Tali imprese, inoltre, tanto più in un momento come questo, rappresentano altresì un presidio di legalità anche e soprattutto in orario serale, dove l'operatore è il primo ad essere interessato al fatto per cui i clienti rispettino le misure di prevenzione all'interno del proprio locale –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali iniziative di competenza ritenga opportuno adottare per consentire una graduale ma stabile riapertura delle attività di ristorazione nelle modalità sopra indicate e, nell'eventualità in cui ciò non fosse possibile, quali iniziative specifiche intenda adottare a sostegno e per il rilancio economico del settore della ristorazione, quale categoria essenziale per il tessuto produttivo ed economico del nostro Paese.
(3-02218)