• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05308 SBROLLINI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che: i semiconduttori ed in particolare i microchip sono elementi sempre più utilizzati in molti prodotti di uso...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05308 presentata da DANIELA SBROLLINI
martedì 20 aprile 2021, seduta n.317

SBROLLINI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che:

i semiconduttori ed in particolare i microchip sono elementi sempre più utilizzati in molti prodotti di uso quotidiano;

essi sono diventati componenti elettronici indispensabili in molti settori produttivi, fondamentali non solo nell'auto (dai sensori di parcheggio al controllo delle emissioni), ma anche nella produzione di cellulari, tablet, computer, televisori e un'infinità di apparecchi e robot domestici, inclusi gli elettrodomestici;

considerato che:

dalla fine del 2020, una gravissima carenza di microchip ha colpito molti settori industriali: la domanda, infatti, supera di molto la capacità produttiva mondiale;

questa carenza si è diffusa negli ultimi mesi in quasi tutti i settori produttivi, e secondo alcuni analisti potrebbe danneggiare la ripresa dalla crisi dell'ultimo anno provocata dalla pandemia;

tale crisi, che si è trasmessa dal settore automobilistico a tutti gli altri settori dell'economia, ha motivazioni in parte economiche e in parte politiche, e sta producendo gravi danni su larghissima scala: l'espansione ad altri settori è una delle ragioni per cui i microchip di ultima generazione sono quasi impossibili da trovare;

negli ultimi mesi, in aggiunta, si è assistito ad un aumento dei costi per i produttori di smartphone, diventando altresì difficile soddisfare la domanda anche di elettrodomestici comuni come frigoriferi e forni a microonde;

i chip sono ormai essenziali per qualsiasi apparecchio che abbia almeno una componente elettronica (a titolo di esempio, in un'automobile ce ne sono decine, poiché sono utilizzati per la gestione di finestrini elettrici, computer di bordo, sistema di intrattenimento, airbag, sensori di parcheggio);

la costruzione di una fabbrica di produzione di microchip richiede non soltanto investimenti ingenti, ma anche molto tempo: espandere la produzione di fabbriche già esistenti risulterebbe complicato, perché la produzione dei microchip, soprattutto di quelli più sofisticati, è estremamente complessa e richiede enormi infrastrutture e un know how notevole;

i governi stanno cercando di trovare soluzioni adeguate alla questione: il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, per esempio, alla fine di febbraio 2021 ha firmato un ordine esecutivo che prevede investimenti nel settore dei microchip e una revisione completa della catena delle forniture. Nello specifico, tramite l'American jobs act e il CHIPS for American act, verranno stanziati 50 miliardi di dollari in 5 anni per l'industria dei semiconduttori sotto forma di sovvenzioni aggiuntive e iniziative di ricerca e sviluppo;

la cancelliera tedesca Angela Merkel sta affrontando la questione con il presidente francese Emmanuel Macron, per definire uno sforzo comune, al fine di accelerare lo sviluppo di un'industria europea dei semiconduttori, evitando così la paralisi di una serie di settori industriali che ne fanno ampio uso, primo fra tutti quello dell'auto;

come sottolineato anche dalla stampa economica, l'Unione europea sta elaborando un piano da 30 miliardi di euro per raddoppiare nei prossimi dieci anni, dal 10 al 20 per cento, la quota europea sul mercato dei chip, con investimenti pubblici e privati,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della questione e se non ritenga opportuno aprire una riflessione riguardante il forte accentramento della produzione quale causa determinante della carenza sul mercato di tali importanti componenti;

se non ritenga utile sollecitare il Governo italiano affinché promuova un proprio coinvolgimento nell'iniziativa franco-tedesca inerente allo sviluppo di un'industria europea dei semiconduttori, intervento che si qualificherebbe come estremamente strategico alla luce del rischio di dipendenza economica da Paesi esteri e geograficamente distanti, soggetti a forti condizionamenti geopolitici, in grado di rendere ancora più fragili i settori della nostra economia legati soprattutto alla produzione di auto e di elettrodomestici.

(4-05308)