• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05808 (5-05808)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05808presentato daBARZOTTI Valentinatesto diMercoledì 21 aprile 2021, seduta n. 491

   BARZOTTI. — Al Ministro della salute, al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   l'Asst di Lodi è recentemente balzata agli onori della cronaca per varie questioni dal caso delle migliaia di mascherine del tipo FFP2 e FFP3 destinate al personale che lavora nei vari nosocomi e sequestrate dalla procura della Repubblica di Gorizia in quanto non conformi alle norme CE, alla presunta indebita erogazione di retribuzioni che sarebbero state percepite dai lavoratori in violazione del contratto nazionale di lavoro ed ora dovrebbero essere restituite con somme che raggiungerebbero persino 80.000,00 euro;

   ancora una volta sarebbero i dipendenti dell'Asst a vedere pregiudicati i loro diritti, in quanto sarebbero stati negati i giorni di permesso ai lavoratori destinatari dei benefici introdotti dalla legge n. 104 del 1992 per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili;

   decisione, peraltro, in aperta controtendenza rispetto a quanto previsto dal decreto-legge n. 18 del 2020 (cosiddetto «Cura Italia»), il quale per far fronte all'emergenza epidemiologica COVID-19, ha invece previsto l'incremento del numero di giorni di permesso previsti dalla legge n. 104 del 1992 o a quanto disposto dall'articolo 21-ter della legge n. 126 del 2020 che ha previsto il diritto al lavoro agile per i genitori di figli con grave disabilità riconosciuta ai sensi della legge n. 104 del 1992 fino al 30 giugno 2021 e ciò anche in assenza di accordi individuali;

   anche il decreto-legge n. 30 del 2021 (cosiddetto «decreto Draghi») ha adottato misure di sostegno a favore dei genitori destinatari dei benefici previsti dalla legge n. 104 del 1992, estendendo il congedo Covid a favore di tutti i genitori lavoratori dipendenti (alternativamente tra loro), anche se non conviventi e senza alcun limite di età dei figli affetti da disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge n. 104 del 1992;

   secondo il sindacato Confsal, l'Asst di Lodi non solo non avrebbe concesso dei giorni di permesso ai dipendenti che invece possono usufruire della legge n. 104 del 1992, ma starebbe negando loro anche le ferie, ostacolando così i lavoratori nella decisione delle settimane da prendersi libere e limitandone dunque i diritti;

   proprio a causa del diniego dato ai dipendenti dell'Asst di Lodi destinatari dei benefici introdotti dalla legge n. 104 del 1992 da lunedì 19 aprile 2021 è stato previsto lo sciopero della fame di alcuni iscritti al sindacato Confsal davanti alla prefettura di Lodi. Lo sciopero è stato indetto per protestare contro la gestione dei dipendenti destinatari dei benefici introdotti dalla legge n. 104 del 1992 e comunque per prendere una posizione forte volta a garantire un'effettiva tutela dei dipendenti dell'Asst di Lodi. In un tale contesto, il sindacato ritiene altresì che il vero intento dell'Asst di Lodi sarebbe in realtà quello di indurre i dipendenti a dimettersi e che quindi occorra attuare uno sciopero della fame volto a sensibilizzare le istituzioni ad una maggiore tutela dei lavoratori –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti descritti e se non ritengano opportuno porre in essere ogni iniziativa, per quanto di competenza, volta a garantire un'effettiva tutela dei lavoratori dell'Asst di Lodi.
(5-05808)