• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01180 (2-01180) «Sarli, Termini, Ehm, Fratoianni, Cunial, Vallascas, Suriano, Siragusa, Colletti, Menga, Raduzzi, Costanzo, Benedetti, Paxia, Forciniti, Sapia, Testamento».



Atto Camera

Interpellanza 2-01180presentato daSARLI Dorianatesto diLunedì 19 aprile 2021, seduta n. 489

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro della transizione ecologica, per sapere – premesso che:

   risulta che il parlamentare tunisino Majdi Karbai abbia pubblicato sui social, notizie di un presunto traffico illecito di rifiuti proveniente dalla Campania e diretto in Tunisia;

   risulta che, da nove mesi, 282 container pieni di rifiuti provenienti dal porto di Salerno sono bloccati a Sousse, in Tunisia, dove sono stati inviati dall'azienda Sviluppo Risorse Ambientali (S.r.a.) in virtù di un'autorizzazione della regione Campania;

   precisamente, si tratterebbe di 282 container di rifiuti dichiarati come materiale plastico, appartenenti invece alla categoria Y46 destinato allo smaltimento, come scrive anche il sito d'informazione Irpimedia;

   tali rifiuti sarebbero stati bloccati all'arrivo al porto di Sousse dall'agenzia delle dogane della Tunisia, con l'avvio di un'indagine da parte della magistratura tunisina;

   l'ex Ministro dell'ambiente Mustapha Laroui, insieme ad altri funzionari del Ministero, sono stati indagati;

   il Ministro dell'ambiente, Mustapha Laroui, prima costretto alle dimissioni dal capo del Governo tunisino, Hichem Mechichi, è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta, legata al traffico illecito di rifiuti provenienti dall'Italia;

   l'Unione europea è parte della convenzione di Basilea, approvata con decisione 93/98/ CEE sul controllo, dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento;

   tale convenzione impegna le parti a garantire la gestione e lo smaltimento di tali rifiuti con modalità «sane» dal punto di vista ambientale;

   il regolamento (CE) n. 1013/2006 proibisce le esportazioni di rifiuti tossici o pericolosi verso Paesi del Sud del mondo e prevede il principio di prossimità per i rifiuti, oggetti e smaltimento;

   la Tunisia non è appartenente alla Unione europea, non vi si applicano le decisioni dell'Ocse – Organizzazione, cooperazione, sviluppo economico. I rapporti transfrontalieri dei rifiuti con la Tunisia sono regolati dalla convenzione di Basilea;

   la convenzione di Bamako del 1991 vieta l'importazione in Africa di scarti pericolosi, mentre quella di Basilea del 1989 per la regolamentazione dei movimenti transfrontalieri di rifiuti e il regolamento europeo n. 1013 del 2006 ne autorizzano l'esportazione verso un Paese terzo solo se e in grado di riceverli e procedere al loro riciclaggio. Secondo queste normative, i container non sarebbero mai dovuti partire, sia perché i rifiuti classificati con il codice Y46 della convenzione di Basilea sono considerati «pericolosi», sia perché la Soreplast, una ditta tunisina del campo dei rifiuti, non dispone di impianti di riciclaggio;

   la convenzione di Basilea impone che ogni invio di rifiuti tra Paesi debba essere approvato mediante un contatto tra i focal point (i rappresentanti dell'accordo internazionale) istituiti presso i Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dei due Stati. Questo contatto però non sarebbe mai avvenuto. Secondo il giornale l'Internazionale del 6 aprile 2021 Hédi Chebili, direttore generale del Ministero dell'ambiente tunisino, afferma che il focal point in Tunisia avrebbe saputo dell'invio solo dopo l'arrivo dei container;

   con decreto dirigenziale 76 del 14 aprile 2020, la regione Campania autorizzava la spedizione transfrontaliera in Tunisia di 12.000 TN di rifiuti speciali non pericolosi classificati col codice Cer 1912 12 da spedire mediante complessive 460 movimentazioni;

   in base ai fatti sopra descritti, è stata presentata altresì, una interrogazione alla Commissione europea competente in materia di lavoro, dal parlamentare Piernicola Pedicini (NI), avente ad oggetto «azioni per monitorare e impedire il traffico illecito di rifiuti tossici tra l'Unione europea e la Tunisia», e due interrogazioni presso il Consiglio regionale della regione Campania da parte della consigliera regionale Maria Muscarà (M5S), aventi ad oggetto «Traffico di rifiuti dalla Campania verso la Tunisia» e «traffico di rifiuti dalla campagna verso la Tunisia, natura dei rifiuti, rimpatrio e smaltimento»;

   quanto emerso nelle denunce del parlamentare tunisino, riportate dalla stampa e dalla televisione estera, qualora confermato, rappresenterebbe un atto di una gravità inaudita ad opera di un'azienda campana, su autorizzazione della regione –:

   se sia il Governo a conoscenza dei fatti riportati in premessa;

   se abbia avuto modo di adottare iniziative di competenza volte ad accertare che i rifiuti attualmente bloccati nel porto di Sousse, in Tunisia, siano quelli autorizzati dalla regione Campania con decreto dirigenziale n. 76 del 14 aprile 2020;

   se vi siano in corso interlocuzioni con le autorità tunisine in merito ai fatti descritti in premessa;

   se sia a conoscenza, per quanto di competenza, di quali controlli siano stati effettuati dalla regione Campania prima di autorizzare tali spedizioni transfrontaliere;

   se corrisponda al vero che l'invio di rifiuti tra i Paesi non sia stato approvato mediante un contatto tra i focal point (i rappresentanti dell'accordo internazionale) istituiti presso i Ministeri dell'ambiente dei due Stati e, se ciò fosse confermato, per quale motivo;

   se sia a conoscenza, per quanto di competenza, di quali controlli siano stati effettuati nel corso degli anni 2020 e 2021 sull'azienda autorizzata alle spedizioni di rifiuti in Tunisia, Sra sviluppo risorse ambientali Srl con sede nella zona industriale G. Ritorto, Polla - Salerno.
(2-01180) «Sarli, Termini, Ehm, Fratoianni, Cunial, Vallascas, Suriano, Siragusa, Colletti, Menga, Raduzzi, Costanzo, Benedetti, Paxia, Forciniti, Sapia, Testamento».