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Atto a cui si riferisce:
C.5/05756 (5-05756)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 14 aprile 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-05756

  I quesiti posti dagli Onn.li interroganti mi consentono di svolgere alcune considerazioni preliminari sul delicato tema della prevenzione e del contrasto agli incendi boschivi.
  Al riguardo, osservo in via preliminare che il Ministero della transizione ecologica ha diretta competenza in materia di incendi per quanto riguarda i piani anti-incendi boschivi delle aree protette statali (Parchi Nazionali e Riserve Naturali Statali), in attuazione dell'articolo 8, comma 2, della legge n. 353 del 2000.
  Le aree protette statali sono, infatti, dotate di un proprio piano anti-incendi pluriennale (da rinnovare ogni 5 anni) che viene aggiornato con una relazione annuale da parte degli Enti gestori.
  Per quanto concerne, invece, la «lotta attiva» (o spegnimento degli incendi boschivi) su tutto il territorio nazionale, anche all'interno delle suddette aree protette statali, occorre segnalare che la vigente normativa di settore attribuisce alle Regioni le attività di previsione, di prevenzione e di lotta attiva contro gli incendi boschivi con mezzi da terra e aerei, con l'obbligo di dotarsi di un Piano regionale per il contrasto agli incendi boschivi, da revisionare annualmente.
  Le attività di prevenzione diretta e lotta agli incendi boschivi sono coordinate, pertanto, direttamente dalle Regioni mediante un'organizzazione articolata e complessa, che coinvolge vari soggetti.
  Com'è noto, inoltre, attualmente i compiti prima attribuiti al disciolto Corpo Forestale dello Stato in tema di contrasto attivo agli incendi di bosco sono stati riallocati in capo al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in base al decreto legislativo n. 177 del 2016, che, a titolo esemplificativo, di concerto con l'Amministrazione regionale, ha il compito di gestire i mezzi aerei della flotta nazionale allocati presso il COAU (Centro Operativo Aereo Unificato, afferente al Dipartimento della protezione Civile), con proprio idoneo personale, adeguatamente formato.
  Con particolare riguardo alle questioni poste dagli Onn.li interroganti, osservo che il Parco Nazionale dell'Aspromonte è dotato di un piano anti-incendi pluriennale che viene rinnovato sistematicamente ogni cinque anni, consultando il CUFA dell'Arma dei Carabinieri e il Corpo Nazionale dei VVFF e di intesa con la Regione territorialmente competente.
  Allo stato attuale, il vigente piano anti-incendi, con validità 2018-2022, è stato adottato dal Ministero che rappresento con DM n. 205 del 9 luglio 2019. Tale piano consente di programmare e attivare annualmente le attività AIB ritenute le più appropriate per il territorio del parco.
  Per gli aspetti di gestione forestale, il Regolamento del Parco Nazionale dell'Aspromonte, approvato con Decreto n. 378 del 7 dicembre 2016 dal Ministero dell'ambiente, disciplina in generale l'esercizio delle attività consentite entro il territorio del Parco Nazionale dell'Aspromonte, inclusa la difesa dagli incendi boschivi.
  In particolare, gli allegati al regolamento contengono i criteri per la gestione forestale sostenibile per le zone «B», «C» e «D» del Parco, che l'Ente è preposto a fare rispettare, con l'ausilio del pertinente Reparto Carabinieri Forestali.
  Anche la relazione del piano anti-pluriennale e i relativi aggiornamenti annuali possono prevedere interventi di gestione forestale sostenibile a tutela nel territorio del Parco Nazionale.
  Considerati i temi posti dagli Onn.li interroganti, il Ministero che rappresento provvederà ad interessare l'Ente parco ed il Reparto del Comando unità forestali ambientali e agroalimentari (CUFA) al fine di ricevere, nel più breve tempo possibile, le opportune informazioni sulla problematica in questione.